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Cammino "Con le ali ai piedi”: da Sulmona a Pescocostanzo

La dodicesima tappa del cammino "Con le ali ai piedi" è la tappa perfetta da cui prendere esempio

Perché costruire un cammino, dopo lo straordinario lavoro di gestazione, di tracciatura, di contatto con tutte le strutture ricettive, di stesura della guida e tanto altro ancora...deve necessariamente diventare un’opera collettiva, costantemente alimentata dal contributo di tutti coloro che si affacciano su ogni tappa.

 

Cammino "con le ali ai piedi" Tappa 12: da Sulmona a Pescocostanzo

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Ed eccola quindi la tappa esemplare, la tappa che supera addirittura il 10 con lode di alcune precedenti, non soltanto per lo straordinario attraversamento del Bosco Sant’Antonio, per l’arrivo nell’incantevole Pescocostanzo, per i paesaggi quasi alpini, per le mandrie di cavalli e gli animali selvatici che occhieggiano lungo verdissimi sentieri, ma anche perché questa tappa accompagna il pellegrino metro per metro, quasi a tenerlo per mano.

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La segnaletica è perfetta, minuziosamente sorvegliata da Mario Rainaldi, “il ragazzo che vibra con il bosco”, come lo ha definito la Seracchioli, e che gestisce con la sua famiglia il ristorante il Faggeto, immerso in uno spettacolare scenario naturale a metà tappa. Con lui, si prendono cura del percorso i fratelli Giuseppe e Luigi Colamarino, pescalani doc, che mi ospiteranno a Pescocostanzo. Tutti insieme, sono loro gli angeli di questa tappa benedetta anche da un arcangelo: è San Michele, la cui presenza sta lì ad indicarti che sì, sei sulla strada giusta, diretta a Monte Sant’Angelo.

 

Già, perché l’Arcangelo Michele è molto venerato da queste parti, protettore anche delle greggi e quindi della transumanza: ecco perché tradizionalmente, come ci ricorda Mario, essa avviene entro le date in cui si celebra il suo nome, il 29 settembre e l’8 maggio. L’eremo di San Michele, qualche chilometro prima di Pescocostanzo, è emozione pura, peccato però che il suo ingresso sia sbarrato da un cancello, e anche quando la aggiri la grotta è resa inaccessibile da due lucchetti.

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Il tempo è variabile, ma lo sgrullone di pioggia non ci sorprende: prima di partire da Sulmona, Cinzia Simonetti mi aveva equipaggiata con un piccolo ombrello comprato appositamente per il mio bagaglio leggero e mentre arrivo a Pescocostanzo sotto l’acqua, la lodo e penso anche a suo marito Samy, l’orefice egiziano, perché anche qui la tradizione artigiana è straordinaria, particolarmente quella della filigrana: il maestro di qui si chiama Roberto, ed è un altro dei fratelli Colamarino. Nel suo laboratorio d'arte orafa Trine d'oro ha riprodotto il rosone della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi.

Arrivando a La Rua, il Garnì che ospiterà me e Marcella per la notte, chiedo a Luigi il perché di questo nome e lui mi conferma l’influenza borbonica su questo territorio: “la rua” nel dialetto locale vuol dire proprio “la via”, alla francese. Il meccanismo perfetto dell’accoglienza pellegrina è confermato dai ben due timbri che Luigi appone sulle nostre credenziali, ed è la prima volta che in tanti cammini compiuti mi capita, dedicati ai due santi più importanti di qui: Sant’Antonio e appunto San Michele. Impossibile scontentare uno dei due! Qui insomma il cammino è davvero sentito e protetto, e la rete umana è sostenuta anche da Graziano Di Giacomo che da una ventina di anni - più o meno gli stessi della Rua - gestisce il ristorante La Terrazza, offrendo a prezzo pellegrino, proprio come accade sui cammini verso Santiago, i piatti tradizionali di montagna. Il giorno dopo è tempo di assaggiare i famosi biscotti e le torte di Elisa, l’ultima componente della famiglia Colamarino, che porta un dolce risveglio, sulla via verso il Gargano: davanti al Garnì si legge che siamo a metà strada, mancano 263 chilometri alla meta.

 

La tappa 12 in sintesi 

Lunghezza: da Sulmona a Pescocostanzo km 29

Bellezza: 10/10 con lode e menzione

Difficoltà: 8/10 

Dove dormire: Garnì La Rua: 0864 640083

Dove mangiare: a pranzo Ristorante Il Faggeto, 0864 67100; a cena Ristorante La Terrazza: 0864 640047

Per ulteriori informazioni: http://www.amatrekking.it

Tempo di percorrenza: 8 ore

Raccomandazioni: le linee telefoniche non hanno segnale lungo tutto il percorso nel bosco prima del ristorante Il Faggeto. Inoltre la tappa presenta una variante su strada in caso di brutto tempo: meglio chiedere a Luigi (Garnì La Rua), il giorno prima, quale sia la strada migliore da scegliere in base alle previsioni meteorologiche più attendibili.

DI VALENTINA LO SURDO 

Foto di VALENTINA LO SURDO e MARCELLA FRASCARELLI

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