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Cammino "Con le ali ai piedi”: da Rocca di Mezzo a Celano

L’ottava tappa del cammino "Con le ali ai piedi" segna un nuovo apice di bellezza: 10 con lode, grazie a un’avventura umana e nella natura indimenticabile.

Quando il cammino esprime un percorso straordinario sia nell’incontro con persone speciali, sia nella vista di stupendi paesaggi, allora i nomi dei suoi protagonisti diventano iscrizioni permanenti nel diario di viaggio della vita. Come nel caso di Vittoriano, di Gian Paolo e Lory, dell’Altipiano delle Rocche, della Valle d’Arano e delle Gole di Celano (vedi raccomandazioni in fondo all’articolo).

 

Cammino "con le ali ai piedi" Tappa 8: da Rocca di Mezzo a Celano

(descrizione)

foto di Marcella Frascarelli

Non soltanto i paesaggi oceanici dell’Altipiano delle Rocche e della Valle d’Arano, ma anche la grandiosità di una tappa corale hanno conferito la lode a questa giornata da “dieci”: vissuta insieme alle amiche Roberta e Marcella, con Rita ritornata dalla sua Rieti per unirsi nuovamente al cammino, e soprattutto grazie all’incontro, da Ovindoli in poi, con Vittoriano Ciaccia. Capostazione in pensione, ora apicultore tra i più apprezzati della regione, celanese innamorato delle montagne come tanti di qui, ci porta nel punto panoramico al limitare del bosco che scenderemo, per contemplare le Gole dall’alto, citando Eugenio Montale:

 

Ci immergiamo in una discesa verticale che, attenzione, rappresenta una variante al percorso e può essere compiuta solo da camminatori esperti, accompagnati da persone del luogo.Restiamo disconnessi dal mondo per ore, la linea telefonica non ha alcuna intenzione di raggiungere le profondità di queste rocce altissime, che attraversiamo a volte infilandoci persino di taglio. La pietra domina la vista in figure immense, in ruderi imboscati, in sentieri acciottolati ammantati dalla vegetazione umida di una foresta silente. 

(descrizione)

foto di Marcella Frascarelli

 

Vittoriano ci racconta delle avventure di greggi e pastori arrampicati su gradini invisibili quando le gole erano popolate dalle acque, e gli uomini erano funamboli senza essere andati a scuola di parkour. Alla fine della nostra epopea quotidiana, di amicizie fiorite nella natura selvaggia, arriviamo a Celano, dominata dal suo castello e dalla presenza di Tommaso, il primo biografo di San Francesco. Ma ancor più del borgo e della sua storia passata, il finale trova un altro incontro importante nel nome attuale di Lory, cui è intitolato l’hotel diretto con cuore generoso da suo marito Gian Paolo. È il caso mai visto prima d’ora, in tutta la mia esperienza di reporter, di un quattro stelle che propone l’ospitalità pellegrina a 25 euro a persona. Perché Lory e Gian Paolo i pellegrini li vogliono sostenere, tifano per loro quando li vedono entrare stanchi e a volte smarriti nella hall, e se necessario li vanno a riacciuffare nei momenti di difficoltà: onori e oneri di un’ospitalità diversa. Che sempre, ogni mattina davanti alla porta, con lo zaino in spalla, viene salutata cosi, prima di rimettersi in marcia: “Buon cammino…con le ali ai piedi”. 

 

La tappa 8 in sintesi

Lunghezza: da Rocca di Mezzo a Celano km 23,5 km

Bellezza: 10/10 con lode

Difficoltà: 8,5/10 

Dove dormire e mangiare: Hotel Lory: 0863 793656

Tempo di percorrenza: 7 ore

Raccomandazioni: seguire il percorso ordinario, indicato sulla guida. Per fare le Gole di Celano è necessario essere allenati e avere ginocchia resistenti, perché è una discesa molto ripida con numerosi salti, da fare in ogni caso accompagnati da persone del luogo.

DI VALENTINA LO SURDO

Foto di VALENTINA LO SURDO E MARCELLA FRASCARELLI

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