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Cammino "con le ali ai piedi" da Ripalimosani a Toro

La diciottesima tappa del cammino "Con le ali ai piedi" ti porta nel cuore della tradizione

È arrivata Gaia! La mia amica-camminatrice si è data quasi staffetta con Marcella e proseguirà con me fino a Monte Sant’Angelo. Oggi viviamo insieme una profonda avventura nel cuore del Molise, incontrando il mitico Vincenzo a Toro, depositario della cultura etnografica di questo antico borgo, con la sua collezione di oltre 3000 oggetti della tradizione popolare, che ci mostra in questo video.




Cammino "con le ali ai piedi" da Ripalimosani a Toro

(descrizione)


La prima giornata di cammino con Gaia comincia con la scoperta della chiesetta di Sant’Antonio da Padova qualche centinaio di metri sotto il centro di Ripalimosani, che neanche i Ripani conoscono, una chicca sorvegliata da Gianni che ce ne racconta la storia. Rischiava di essere distrutta con la costruzione, negli anni Sessanta, della bretella che connette Campobasso con la Bifernina. Un cavalcavia che doveva costare l’abbattimento di questa cappella gentilizia consacrata nel 1647, appartenente alla famiglia dei Giampaolo e che invece, grazie a un lungimirante architetto salernitano a capo del progetto, ha avuto salva la vita. Vedendola ha esclamato una frase che è rimasta nella storia: “Io le chiese non le butto giù”, ci riferisce Gianni.

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La tappa prosegue agile e piacevole, in gran parte asfaltata perché si sa, in cammino la strada a volte è necessaria, ma i paesaggi sono comunque splendidi e le vie sono deserte, solcando la natura inevitabilmente solitaria del Molise. Ma ora viene il bello, perché questa tappa leggera porta in sé il dono di un’immersione profonda nel sentimento molisano. A Toro, infatti, ad attendere i pellegrini sono alcuni dei più straordinari amici di questo cammino. Si chiamano Fernando e Maria, sua moglie, con loro c’è Vincenzo che mi ricorda così tanto l’altro Vincenzo di questo cammino, quello di Villagrande in Torninparte. Se dovessi individuare due personaggi emblematici delle due regioni sorelle, sarebbero proprio Vincenzo, il pastore poeta d’Abruzzo, e Vincenzo il molisano, il cantastorie dei mestieri.

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Non mezza giornata: ci sarebbe da stare a Toro per tre giorni, per ascoltare tutti i racconti trascritti da Vincenzo (sono più di trecento, ed è da auspicarne la pubblicazione) e respirare quest’aria desueta, questo sapore forte eppure dolce. Intanto con Gaia godiamo il pranzo organizzato dai “cugini” della vicina San Giovanni in Galdo, dove incontriamo Stefano degli Amici del Morrutto, l’associazione capace di attrarre oltre 7000 aspiranti turisti con la geniale campagna Regalati il Molise di cui hanno parlato persino i principali media internazionali: una settimana da trascorrere in vacanza in una casa sfitta - ma perfettamente accessoriata - qui a San Giovanni, per contare nel prossimo futuro su nuovi testimonial innamorati di questa terra. Venirci per poi tornarci, insomma: e l’equazione è certa.



La tappa 18 in sintesi


Lunghezza da Ripalimosani a Toro: km 17

Bellezza: 8,5/10

Difficoltà: 6,5/10 Dove dormire: B&B Cola Fasciano, Tel. 0874-44.12.42 / 377-94.33.942.(Fernando). Per la cena a Toro e per qualsiasi informazione turistica, chiedere a Fernando (338 1916075).

Tempo di percorrenza: 5 ore

Raccomandazioni: Tappa breve ma calda, nella stagione estiva, partire presto. Vietato raddoppiare la tappa fino a Pietracatella: Toro sa offrire il meglio dell’ospitalità molisana e passare un po’ di tempo con Fernando, Maria e Vincenzo saprà regalare l’esperienza di un’immersione in una cultura antichissima. Da non perdere i racconti di Vincenzo e le spiegazioni nel Museo Etnografico.


DI VALENTINA LO SURDO

Foto di VALENTINA LO SURDO e di MARIA GAIA SOANA

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