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Cammino "Con le ali ai piedi”: da Castelnuovo della Daunia a Torremaggiore

La ventiduesima tappa del cammino "Con le ali ai piedi" ti va vivere l’emozione delle “mesetas” italiane

Ed eccolo il Tavoliere in tutta la sua uniforme lunghezza, in tutta la sua colorata larghezza. Un puzzle di campi di grano, vigne, uliveti, da attraversare per chilometri in piano fino a raggiungere, con una leggera salita, il prezioso centro storico di Torremaggiore.

 

Cammino "con le ali ai piedi" Tappa 22: da Castelnuovo della Daunia a Torremaggiore

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E quando pensavamo che la sorpresa di Castelnuovo della Daunia si fosse esaurita nell’incontro con Giovanni e Raffaele, ci pensa l’accoglienza dei frati minori del Convento di Santa Maria Maddalena a donarci un altro inaspettato sorriso. Fra Michele, un ragazzo di 42 anni con una quasi laurea di legge in tasca, è il frate da cui tutti noi vorremmo essere ospitati. Cuore d’oro, ha cucinato per ore per accoglierci al meglio: peperoni ripieni, melanzane alla parmigiana e persino un vassoio di mostaccioli - accompagnati dal suo speciale liquore di alloro - che, ci spiega, piacevano tanto anche a San Francesco. Con lui ci sono Fra Vito, cinquant’anni trascorsi in tante località sparse nel Lazio, e Fra Pasquale, un passato da cuoco in giro per l’Italia, poi la chiamata. Tutti e tre vengono dalla provincia di Bari e si ritrovano qui, in questo antico convento, che prima di partire per Torremaggiore Fra Michele ci mostra, illustrandoci specialmente la sua preziosa chiesa.

 

L’avventura quotidiana inizia inclinando la nostra bussola in pendenza verso la piana del Tavoliere. I colori del primo mattino regalano tonalità pastello su una campagna sconfinata. Sorge improvvisamente alla nostra sinistra la vista della chiesina rurale di Santa Maria della Stella, che porta con sé due segni della devozione contadina: la statua di San Michele e un sorprendente aratro un posto sotto l’altare. Poi è tempo per noi di mettere sotto i piedi la pianura piatta come una tavola di Puglia, camminando per ore in mezzo alla strada senza correre alcun rischio.

Un’ebbrezza quasi santiaguera perché, dice bene la Seracchioli, queste sono le mesetas Con le ali piedi. il termine dell’unica salita, ci ritroviamo a Torremaggiore, sorprese dalla bellezza fiera di quest’antica città, dominata dal suo castello e dalle sue chiese dove, ancora una volta, il sincretismo religioso-pastorale ha lasciato una forte impronta, specialmente nella presenza del Santuario di Maria Santissima della Fontana: qui l’acqua è fonte di vita, di guarigione, di benedizione per uomini e animali.

(descrizione)

 

Torremaggiore, purtroppo, fa però caso a sé per quello che riguarda la rete di ospitalità rintracciata lungo tutto il cammino: l’accoglienza pellegrina dei frati minori coordinata da Fra Nicola è stata bruscamente interrotta, malgrado il suo straordinario impegno in termini di tempo e di risorse impiegate: il convento del Sacro Cuore è stato convertito in casa di riposo. 

Mancando dunque i consueti riferimenti per dormire, ci dirigiamo fiduciose verso le braccia della provvidenza. La nostra prima sosta è alla prima pasticceria trovata su Google Maps: Gaia è golosa di dolci, e ha voglia di un gelato. La signora Lidia ci accoglie premurosa come una mamma, ci coccola come se ci conoscessimo da tempo ed ecco come accadono le cose belle in cammino: affidiamo a lei il consiglio su dove andare dormire e il B&B Civico 22 diventa così, grazie alla gentilezza condivisa da un lato all’altro del bancone di un bar, il riferimento per l’accoglienza a Torremaggiore Con le ali ai piedi.

 

La tappa 22 in sintesi

Lunghezza: da Castelnuovo della Daunia a Torremaggiore km 22 

Bellezza: 8,5/10

Difficoltà: 6/10 

Dove dormire: B&B Civico 22, cell: 389 1895965 (Giovanna). Come punto di riferimento a Torremaggiore: Bar Pasticceria Sesto Senso, per qualsiasi informazione, ci sono Lidia e i figli Gabriele e Gaetano.

Tempo di percorrenza: 5 ore

Raccomandazioni: Tappa caldissima: nella stagione estiva, partire alle prime luci del giorno.

 

DI VALENTINA LO SURDO 

Foto di VALENTINA LO SURDO e MARIA GAIA SOANA

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