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Cammino "Con le ali ai piedi: da Borgo San Pietro a Casale Calabrese

La terza tappa del cammino "Con le ali ai piedi" ti insegna che a volte puoi cambiare i tuoi piani

Una giornata così bella da meritare il 10 e lode. Per questo decido di sostare mezza giornata in più, nel meraviglioso idillio sull’altipiano di Castiglione. Il riposo è meritato dopo tre tappe impegnative, lontano da tutto e da tutti, con i lupi che vengono a farti visita a pochi metri da Casale Calabrese. Ma niente paura: Avio mi spiega che sono troppo intelligenti per avvicinarsi all’uomo. 

 

Cammino "con le ali ai piedi" Tappa 3: da Borgo san Pietro a Casale Calabrese

 

Nel video girato sul belvedere all’alba della ripida salita che conduce Borgo San Pietro alla grotta di Santa Filippa Mareri, racconto che mi sarei fermata a Fiamignano. La tappa numero tre infatti, da guida, finisce qui. Poi però qualcosa è cambiato nei miei programmi.

Ma andiamo per ordine. Dopo la partenza  alle 5:30 da borgo San Pietro, una salita che senza sconti è un trekking di montagna, i punti panoramici mozzafiato sulla Valle del Salto, il raggiungimento di una grotta potente quanto la Santa che da nobile spogliatasi di tutto l’abitò con le sue umili sorelle, l’arrivo a Fiamignano avrebbe rappresentato di per sé una perfetta conclusione della giornata. 

 

Quanto visto è stato già tanto: una natura selvaggia, un percorso in solitaria, una via che è ascesa geografica e mentale. Basta la breve ripresa del mio arrivo alla grotta della Santa che trasformò il suo castello in monastero, la ricchezza materiale in spirituale, per provare almeno in parte le sensazioni che si vivono arrivando quassù.

Poi però è accaduto che un pensiero di quiete è arrivato, un desiderio di pace da prolungarsi per più tempo di una semplice breve sosta. E allora l’idea di un allungo fino a Casale Calabrese. Altri chilometri da macinare, altra bellezza da testimoniare, una strada eremita che si allunga tra le rocce con i suoi strapiombi carsici, tutto per raggiungere un idillio tra pianure e boschi alla lontana, le montagne a incorniciare lo sguardo a perdita d’occhio. Alla fine della giornata ne escono altri 30 chilometri, e dopo 3 tappe di salita e fatica ora è tempo di riposo. 

(descrizione)

 

Perché a Casale Calabrese chi arriva rischia di restarci, più a lungo del previsto. L’accoglienza di Avio e Gabriella esprime esattamente i desideri di un pellegrino: qualcosa di fresco da bere all’arrivo, una doccia da fare subito, una camera pulita con una rosa e una bottiglia d’acqua sul comodino. Poi una cena genuina, con il menù tipico di qui che riempie Casale Calabrese di tanti avventori ogni domenica dell’anno.

(descrizione)

 

Avio è un esperto camminatore, mi racconta dell’intelligenza  dei lupi, di partigiani e briganti, di avventure inaspettate  che partono proprio da qui, un colle di confine tra Lazio e Abruzzo, tra due provincie e quattro comuni e che disegna il confine del Cicolano, l’antico territorio della parte sud della provincia di Rieti, lungo l’altopiano di Castiglione. Con i suoi racconti, Gabriella mi trasporta invece in Sudafrica, la sua terra di nascita dove ha vissuto per 25 anni. Ma la wilderness l’ha trovata anche qui, dopo avere lasciato abiti borghesi, carriera e città per vivere qui la sua Africa

La Tappa 3 in sintesi 

Lunghezza: da Borgo San Pietro a Casale Calabrese, km 30 

Bellezza: 10/10 con lode

Difficoltà: 9/10 

Tempo di percorrenza: 10 ore

Dove dormire: Casale Calabrese, cell: 368 7482786 (Avio) 

Raccomandazioni: Tappa  impegnativa come un trekking in montagna nella prima parte. Portarsi da mangiare, non ci sono punti ristoro fino a Fiamignano. Sandali molto utili nella seconda parte su asfalto.

DI VALENTINA LO SURDO

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