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Cammino "Con le ali ai piedi”: da Ateleta a Carovilli

La quattordicesima tappa del cammino "Con le ali ai piedi" è la prima in Molise e ci offre diversi modi di interpretarla.

Come in un libro-game di fine anni Ottanta, il cammino è un’avventura che dai nastri di partenza ti porta al traguardo offrendoti la possibilità di raggiungerlo attraverso differenti sliding doors. Quelli che segnano il destino dei tuoi incontri sulla via.

 

Cammino "con le ali ai piedi" Tappa 14: da Ateleta a Carovilli

L’arrivo di oggi è a Carovilli in festa, nel giorno del patrono Santo Stefano del Lupo: il 19 luglio. Ad accogliermi c’è Avio Di Frangia, uno dei grandi animatori dell’avventura Con le ali ai piedi.

 

Ma le vie per raggiungere la stessa meta sono sempre diverse. Ho spesso pensato, durante i miei cammini, che questo tipo di esperienza assomigli a un gioco di ruolo, a un videogame vivente in cui cambiano i “players”, i giocatori, ma dove i personaggi che incontri nei quadri, nei successivi livelli del gioco, sono sempre gli stessi. Il punteggio finale dipende da come amministri le tue risorse, da cosa impari dagli incontri lungo la via e soprattutto da quanto ti emozioni, ti entusiasmi, ti diverti. La vittoria finale la leggi nella gioia che ti porti a casa, nella faccia sana dei giorni all’aria aperta, nel corpo sempre più tonico che ti sostiene. La vittoria finale dipende però anche da quelle scelte, da quegli sliding doors che intraprendi a ogni bivio. E così, se ho già detto quanto sia importante non raddoppiare le tappe, percorrerle al giusto passo, non inventarsi varianti, al tempo stesso è possibile giocare con quei pochi chilometri in più o in meno, nel rispetto delle tue capacità.

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Così, se si è un po’ in là con gli anni, laddove è possibile, invece di fare una tappa completa se ne può fare mezza oppure, se si è in forze e ce ne troviamo davanti una particolarmente breve, magari ci si può allungare fino a una tappa e mezzo. È qui che interviene il destino, la scelta al bivio che compiamo a ogni fine capitolo del nostro libro-game: così, ad esempio, in questi giorni la scansione ordinaria sarebbe da Luigi a Pescocostanzo ad Ateleta da Kerstin, e poi da lì fino a Carovilli da Avio. L’altra possibilità sarebbe raggiungere da Pescocostanzo direttamente San Pietro Avellana, nel balzo di una tappa e mezzo, dirigendosi poi direttamente a Carpinone. Quello che sto cercando di fare nel raccontare questo cammino è giocare il mio libro-game svelando lo svolgimento di entrambe le soluzioni in casi come questi, in cui gli incontri sia con Kerstin, sia con Rosa Maria a San Pietro Avellana, sia con Avio, sia con Luigi a Carpinone sarebbero tutti da non perdere. Perché ognuno dei personaggi di questo bellissimo gioco della vita merita di essere raccontato.

Così, da Avellaneta, seguendo l’emozionante percorso a bordo ferrovia sangritana, svoltiamo l’angolo ed entriamo in Molise. È incredibile come questa terra, malgrado sia attigua all’Abruzzo, risuoni all’occhio con note completamente diverse, tutte sue. Colline più dolci, scandite da un ritmo continuo e d’un verde brunito, tutto qui appare più stretto, più piccolo rispetto agli immensi altipiani abruzzesi, alle montagne maestose.

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Giungiamo a San Pietro Avellana e ne siamo subito affascinate: è un delizioso paesino rimasto così com’era chissà quanti secoli fa, sormontato da una pineta dai fusti scuri, e dal convento benedettino dove trovò asilo Sant’Amico, il protettore di qui noto per aver ammansito un lupo e per ispirare la devozione di migliaia di fedeli, che accorrono per il giorno della sua morte, il 3 novembre, in questo piccolo centro. Qui incontriamo Rosa Maria e sua sorella Giuseppina, con la stupenda mamma Paolina di 85 anni. Si chiama Casetta Accogliente la deliziosa altro-che-casetta a più piani destinata interamente ad accogliere i pellegrini. Equipaggiata di una preziosissima lavatrice, è ideale per una serata di conforto tale.

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In piazza c’è il bar l’Incontro, dove il proprietario Leo ci racconta della gioia sempre più frequente di vedere passare i pellegrini di qui. “Una volta, due camminatori erano arrivati qui stanchi morti e il pullman non voleva caricarli su perché non avevano comprato il biglietto, Allora li ho portati in macchina fino a Carovilli. Mi hanno offerto 50 euro, ho risposto loro che se me li davano li avrei fatti scendere prima dell’arrivo. Qui in Molise l’ospitalità è sacra”. Il cammino, insomma, sta attecchendo anche nei paesini più nascosti del tracciato. E da San Pietro Avellana la strada conduce verso la strepitosa Riserva di Montedimezzo, un museo naturale a cielo aperto, in cui i tesori più preziosi si chiamano faggi.

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È una passeggiata indimenticabile che con Marcella affrontiamo in salita, per poi sbucare in un nuovo scenario, in una nuova avventura chiamata tratturo. Al fondo del quale c’è Carovilli, il grande Avio, la festa di Santo Stefano del Lupo, ad accoglierci. Stessa vicenda del vicino Sant’Amico di San Pietro Avellana, del coevo San Guglielmo da Vercelli, e del più celebre di tutti, San Francesco d’Assisi. Quando l’uomo è in contatto con la natura nulla può succedergli.

 

La tappa 14 in sintesi

Lunghezza: da Ateleta a Carovilli km 25

Bellezza: 9,5/10

Difficoltà: 8/10 

Dove dormire: B&B La dimora del sergente, Carovilli: 333 2784957 (Avio). Se invece si vuole dormire a San Pietro Avellana, Casetta Accogliente: 342 5511778 (Rosa Maria).

Tempo di percorrenza: 7 ore

Raccomandazioni: Chiamare Avio per avere delucidazioni sullo stato del tratturo da San Pietro Avellan a Carovilli. Sul tratturo è scarso il segnale telefonico.

 

DI VALENTINA LO SURDO 

Foto di VALENTINA LO SURDO e MARCELLA FRASCARELLI

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