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Calabria, le sue Tradizioni

Ancestrale e Selvaggia una terra ricca di tradizioni

La Calabria è una terra mistica e misteriosa, ricca di tradizioni, eventi religiosi, secolari e tutt'ora carichi di significati intensi.

Tra i riti più affascinanti c’è l’antico vattienti di Nocera Terinese. La processione della Madonna Addolorata si svolge a Pasqua. Alcuni penitenti, l’ecce homo e il vattienti, percorrono le vie del paese, legati l’uno all’altro da una corda.

Indossano maglie nere e una corona di spine. Con movimenti ritmici sfregano gambe e polpacci con la “rosa” (un disco di sughero imbevuto d’infuso di rosmarino).

Il sangue sulle loro gambe simboleggia la crocifissione, e passando davanti alle case del paese, si fermano per accogliere il vino offerto dai fedeli, con il quale lavano le ferite.

La portata simbolica dell’evento è enorme, e il fatto che resista ai tempi dimostra quanto antica e radicata sia la religiosità calabrese.

 

(descrizione)

 

A Catanzaro il venerdì santo è il giorno della naca. Questo tipo di processione ha origini spagnole. La culla (naca, appunto) su cui viene adagiato il corpo di Gesù deve essere trasportata sugli omeri, e i fedeli la devono condurre per le strade facendola oscillare leggermente, come se cullassero il suo corpo.

Di grande fascino è anche il rituale dell’affruntata (confronto). Si svolge in molti comuni calabresi, in particolare nelle provincie di Reggio Calabria e Vibo Valentia, e rappresenta l’incontro tra la Madonna, San Giovanni e Gesù Cristo dopo la resurrezione.