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Beatrice Cenci, la sua storia drammatica nella Roma del Seicento

Quella di Beatrice Cenci fu una storia che fece scalpore nella Roma che si preprava a vivere il Seicento.

Condannata per la morte del padre, fu decapitata a Castel Sant’Angelo per mano di Mastro Titta La madre di Beatrice Cenci morì quando lei aveva solo sette anni. Il padre, invece, pare fosse un uomo violento e dissoluto. Lei, Beatrice Cenci, figlia del conte Francesco Cenci, fu mandata a vivere rinchiusa in un piccolo castello nel territorio dell’allora Regno di Napoli.

La morte del padre di Beatrice Cenci

Segregata. Imprigionata. Beatrice Cenci nel 1598 diventò anche orfana di padre.

Il 9 settembre, infatti, il corpo di Francesco fu ritrovato in un orto ai piedi della Rocca di Petrella, dove si era ritirato a vivere raggiungendo la figlia Beatrice e la sua seconda moglie, Lucrezia Petroni. Che, dopo quella morte, tornarono a Roma, nella dimora di famiglia, a Palazzo Cenci, nei pressi del Ghetto, a Roma.

Di quella morte Beatrice Cenci si portò dietro il sospetto. Francesco Cenci era stato trovato con le gambe spezzate e più colpi lo avevano colpito anche al cranio e alla gola. Presumibilmente con un chiodo e un martello. Omicidio ideato da Beatrice, ed eseguito dai fratelli di lei, Giacomo e Bernardo, con l’aiuto del castellano e del maniscalco; e la complicità della matrigna Lucrezia? Queste le voci che giravano. Ci furono delle indagini. La salma di Francesco Cenci fu riesumata. I sospetti divennero sempre più pesanti. Alla fine, Beatrice confessò, non riuscendo a resistere alla tortura della corda.

Il processo a Beatrice Cenci

Ci fu, dunque, il processo. E fu un processo famoso nella Roma di allora. Si disse che Beatrice era stata violentata dal padre. Cosa questa che lei non volle mai confermare.

Beatrice e i suoi complici vennero condannati a morte. Venne inoltrata richiesta di clemenza al pontefice Clemente VIII, ma questi la respinse, convinto di voler dare un severo ammonimento al popolo romano sempre più coinvolto in episodi di violenza. Beatrice Cenci e la sua matrigna Lucrezia furono condannate alla decapitazione. Il fratello Giacomo allo squartamento. Solo per l’altro fratello, il giovanissimo Bernardo il pontefice acconsentì alla commutazione della pena.

La decapitazione di Beatrice Cenci a Castel Sant’Angelo

La mattina dell’11 settembre del 1599, nella piazza di Castel Sant’Angelo, fu eseguita la decapitazione delle due donne con una spada. A impugnare quest’ultima era Giambattista Bugatti. Detto Mastro Titta. Il boia dello stato pontificio.