/media/post/z74esl7/barcellona_i_ristoranti_tradizionali_innovativi_alkimia.jpg

Barcellona, ristoranti tradizionali e innovativi

Barcellona tra sperimentazione e innovazione

Barcellona è una fucina di novità e i suoi chef sono sempre pronti a mettersi alla prova con nuove sfide, che sposano l’avanguardia ma custodiscono anche la tradizione. I migliori ristoranti di Barcellona, tra storia e innovazione.

 

di Martina De Angelis

 

La proposta culinaria barcellonese è in continua attività: si lavora a format gastronomici sempre nuovi, e sorgono frequentemente ristoranti che osano e si sforzano di procedere oltre il conosciuto, senza però mai dimenticare le proprie origini.

 

Il cibo in Spagna non è solo cibo, è cultura, e Albert Adrià, metà della celebre coppia di chef insieme al fratello Ferran, ha sposato questo concetto colonizzando un intero quartiere e trasformandolo in un paradiso del gusto: el Barri è un arcobaleno di cucine globali, tutte concentrate in una manciata di metri a pochi passi da Plaça d'Espanya.

 

L’ultimo arrivato, che verrà inaugurato a breve, è anche il progetto più ambizioso: si chiama Enigma, ed è un’esperienza gastronomica di 2/3 ore completamente al buio: non c’è modo di sapere prima quale sarà il menù, dopo la prenotazione viene solo inviata una email con le istruzioni e le chiavi d’accesso per il locale.

 

Negli ultimi mesi ha avuto molto eco l’apertura di un altro grande della cucina locale, Jordi Villà con il suo Alkimia: inaugurato lo scorso giugno all’interno della Fabrica Moritz, antica birreria trasformata in spazio gastronomico, è già diventato tra i più popolari della città. In fondo alla sala si trova anche l’Alkimia Unplugged, dove vengono proposte preparazioni più quotidiane e semplici, soprattutto a base di pesce e frutti di mare tagliati direttamente davanti al cliente.

(descrizione)

Di fresca inaugurazione l’unione fra i fratelli imprenditori Iglesias e la stella del calcio Lionel Messi, il Bellavista del Jardín del Norte, un ristorante concettuale pensato come se fosse un vero e proprio paesino di campagna: si passa dal chiosco dei giornali, perfetto per la colazione, alla piazza principale dove gustare un pranzo veloce, e non mancano la zona cinema, la zona pub sportivo e il negozio di delizie iberiche.

 

Nel menù, tutti i tipi di cibo: tapas, pesce, sushi e una steakhouse con ogni carne che si possa immaginare. E a proposito di grill- power, pochi mesi fa la stella cittadina della cucina asiatica Hideki Matsuhisa ha inaugurato Kak Koy: il protagonista assoluto è un braciere enorme, dove vengono saltate ostriche, polpi, polli e anguille di primissima qualità.

(descrizione)

Sorprendente il nuovo Marea Alta di Enrique Valentí: grazie alla sua posizione in cima alla Torre Colón, un impressionante edificio di 120 metri, può vantare una vista mozzafiato sulla città e una delle griglie più alte d’Europa; la sala a 360° riproduce l’interno di una nave e propone soprattutto piatti a base di pesce. Originale il modo di trattare la carne proposto dalla coppia d’oro del Suculent, che ha appena inaugurato sulle Ramblas 4Amb5 Mujades: a farla da padrone nel ristorante sono foglie, fiori e frutti, ma non si tratta di un’offerta vegana.

(descrizione)

La carne infatti è sempre presente nel menù, ma viene proposta in forma di succhi e brodi, concepiti appositamente per esaltare gli ingredienti vegetali. E per chi vuole dedicarsi al sacro rito delle tapas di certo non mancano i nomi nuovi, nonostante la città sia letteralmente piena di questi locali. Gettonatissimo il nuovo spazio Tapas 24 di Carles Abellan, questa volta al Camp Nou.

 

Impossibile non citare la grande novità del mondo dolce: è il Rocambolesc di Jordi Roca, famosa gelateria del pasticcere del ristorante di Girona Celler de Can Roca, secondo al mondo nella classifica dei World’s 50 Best Restaurants. Si tratta di una vera e propria istituzione spagnola, che sbarca finalmente a Barcellona con i suoi gusti ricercati (avocado e lavanda o zucca e mandarino, per esempio), la sua famosa brioche ripiena di gelato e i suoi acclamati gelati su stecco, delle sculture in miniatura dalle forme più varie.