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Il delta del fiume Mekong pullula di mercati galleggianti: è l’occasione per osservarli sorseggiando un tè. Ma anche nel guardare il sinuoso movimento delle imbarcazioni che compongono uno di questi mercati si può restare indifferenti, quasi annoiati, finché non se ne osserva uno in grado di rapirci irrazionalmente, un po’ come teorizzava Roland Barthes quando parlava del punctum nella fruizione di una fotografia.

E così Carlo Alberto Cavallo trova un mercato galleggiante, il “suo” mercato, quello in grado di scuotergli l’anima; sceglie bene di posizionarsi lì e crogiolarsi alla luce del tramonto con il suo tè.

Ecco come commenta lo stesso Carlo Alberto:

Ci sono molti mercati galleggianti sul delta del Mekong.
Multicolori, mutirumori, multituristi.
Non che siano finti, affatto. Ma spesso hanno poco o zero fascino. E non si riesce a “float” (galleggiare) in essi.

Ci ho messo una settimana a trovare questo. Non ha senso che vi dica dove è, perché ognuno ci deve mettere il suo tempo, la sua ricerca, la sua voglia, a trovare quel mercato galleggiante nel quale l’anima possa flottare.
Non scherzo, affatto.

Comunque c’è un lungofiume, senza alberi. Poi una svolta a destra e poi un ponte a sinistra.
Lì inizia una strada che costeggia questo ramo del fiume, ma la strada non ha alcun accesso al fiume, essendo questo nascosto da una schiera di casupole, negozietti, campi e orti.
Sono andato avanti e indietro tre o quattro volte, in motorino, per trovar un punto di accesso. E poi ho anche rinunciato, tornando al ponte di cui sopra.

Però, che p., mi son detto. Possibile che sia impossibile?
Tornato indietro, mi sono infilato nell’orto di una tizia, che mi ha lasciato passare di fianco alla sgangherata sua casetta. Dietro, una sorta di sentierino lercio, tra due lerci canali di acqua.
Ancora venti metri, e poi uno squarcio di luce e questo pontile con baretto.
La bellezza non viene a te. Tu vai alla bellezza.

Maggiori informazioni su questo singolare viaggio sul blog www.ourmekong.com