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Il viaggio di Carlo Alberto Cavallo lungo il fiume Mekong giunge al tempio di Ong (Can Tho, Vietnam): qui il contrasto tra l’atmosfera mattutina e quella serale colpisce Carlo Alberto come lo sbocciare improvviso di un fiore di cactus. Imponente spiritualità e religioso silenzio si tramutano in un caleidoscopio di luci colorate e ragazze in cerca della loro strada.

Ecco i commenti di Carlo Alberto Cavallo sul tempio di Ong e sulle ragazze che affollano Can Tho di sera:

Lo so che questo mio modo di viaggiare è estremo, dunque diabolico.
Lo so che non è affatto detto che si possa sbirciare dietro il pannello dell’ovvio previsto.
Lo so che quando viaggiamo siamo impertinenti post-colonialisti.
Lo so, lo so, lo so.
Eppure alla pagoda di Can Tho cambia tutto nel giro di poche ore, dalla mattina alla sera.

Perchè? Non perchè, ma come.
Che a chiedersi il perchè si va dietro l’ovvio previsto.
A guardare il come le ragazze di Can Tho cercano la loro strada, beh, vale una sbirciatina!