Sicurezza e controlli: così si tutela la qualità
Il cibo Made in Italy rappresenta un patrimonio inestimabile del nostro Paese: Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, olio extravergine di oliva, Prosciutto di Parma, ma anche i vini DOC e DOCG sono tra gli alimenti più apprezzati nel mondo. Più apprezzati, ma anche più imitati. Così il bilancio del commercio estero italiano paga lo scotto della bontà dei suoi prodotti.
Il fenomeno della contraffazione dei cibi italiani all'estero, noto come "italian sounding" crea danni alle nostre casse per oltre 50 miliardi di euro. La vendita di alimenti chiamati "mozzarilla" oppure "italian parmesan", che vengono spacciati come produzioni italiane (ma di italiano non hanno nulla, neanche il nome), rappresenta una piaga che negli ultimi anni è diventata sempre più diffusa. La forza commerciale del brand Made in Italy è enorme ed è tra le peculiarità che ci hanno reso famosi nel mondo, ma quando viene intaccata da questi tentativi di contraffazione si ritorce contro di noi. Per arginare questo problema sono state decise norme più stringenti sull'etichettatura, sulla tracciabilità e sull'origine dei prodotti. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania, sin dal suo insediamento, ha impartito precise istruzioni affinché, tra l'altro, le azioni di controllo sulle produzioni alimentari italiane, comprese quelle oleicole, particolarmente sensibili per i consumatori, fossero potenziate da parte dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione delle frodi (ICQRF) e degli altri organismi collegati al MIPAAF.
"Ritengo mio preciso dovere - ha dichiarato Mario Catania - come Ministro e come cittadino, assicurare la serenità dei consumatori negli acquisti quotidiani, perché il sistema nazionale, nel riconoscere e valorizzare la qualità e l'eccellenza, garantisce la sicurezza degli alimenti, attraverso un'efficace azione di controllo".
È, dunque, sempre più preziosa l'azione degli organismi con i quali il MIPAAF vigila sulle produzioni e sulle vendite dell'agroalimentare italiano: l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), i NAC-Comando Carabinieri politiche agricole, la Guardia Costiera-Capitanerie di Porto e il Corpo forestale dello Stato. Tutti questi, agiscono capillarmente sul territorio nazionale, impiegando le proprie competenze in diverse aree di azione, con l'obiettivo di tutelare la qualità degli alimenti, vigilando a tutti i livelli delle filiere produttive.
Nell'ultimo semestre di attività l'azione di controllo degli organismi vigilati dal MIPAAF ha dato ottimi risultati. Prendendo in esame il periodo che va dal 23 marzo al 19 settembre 2011, l'ICQRF ad esempio ha registrato oltre 14 mila ispezioni, che hanno condotto al sequestro di alimenti per circa cinque milioni e mezzo di euro. Oltre tremila tonnellate di prodotti sono state invece poste sotto sequestro dai NAC, per un valore totale che supera i 200 milioni di euro. Di circa 5 milioni di euro è stato il valore degli illeciti riguardanti i contributi comunitari. La Guardia Costiera ha comminato sanzioni per oltre due milioni e mezzo di euro, con 841 sequestri e oltre 200 tonnellate di materiale requisito.
Prodotti italiani: la qualità è garantita
L'Italia è leader in Europa per prodotti a denominazione d'origine: scaglie di Parmigiano Reggiano accompagnate da Prosciutto di Parma come antipasto, seguito da una pasta condita con Pomodori di Pachino e Capperi di Pantelleria, un Abbacchio Romano per secondo e Ricciarelli di Siena per dessert. Questo menù da gourmet è solo un esempio dell'immenso patrimonio enogastronomico del nostro Paese, caratterizzato da standard qualitativi altissimi e dal più alto numero di riconoscimenti Dop e Igp d'Europa.
L'Italia può contare infatti su 230 denominazioni registrate, suddivise in 144 DOP e 86 IGP ai quali si aggiungono i due prodotti contrassegnati con il marchio STG (Specialità tradizionale garantita). Senza dimenticare che a queste si aggiungono 392 vini a Denominazione d'Origine e 117 a Indicazione Geografica. Un biglietto da vista importante per il settore agroalimentare nazionale e per il nostro Paese in tutto il mondo, che ha come caratteristiche peculiari il rispetto di alti standard qualitativi e produttivi, tracciabilità e, non meno importante, un gusto unico.
Quello dei prodotti Dop, Igp e Stg è un settore in crescita, che nel 2010 ha sviluppato un giro d'affari superiore ai sei miliardi di euro e che rappresenta senza dubbio un valore aggiunto fondamentale dell'agroalimentare italiano del futuro.
In Europa le indicazioni geografiche sono iscritte in un registro apposito e prendono il nome di "Denominazione di Origine Protetta (DOP)", "Indicazione Geografica Protetta (IGP)" e "Specialità Tradizionale Garantita(STG)". I tre "marchi di qualità" sono stati ideati per tutelare l'origine geografica dei prodotti agroalimentari: i primi due sono legati al territorio di origine, il terzo invece valorizza i metodi di produzione tradizionali. Lo scopo è chiaro: promuovere e proteggere l'autenticità e il corretto uso delle denominazioni registrate nei prodotti agroalimentari. L'Unione europea ha scelto di difendere il proprio patrimonio, riconoscendo il valore aggiunto, l'originalità e l'inimitabilità derivanti dal legame con l'area geografica di produzione, compreso il ruolo del fattore umano.
[Informazione a cura del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali]






