Bronte si trova alle pendici occidentali dell'Etna, tra Paternò e Randazzo, ed è famoso soprattutto per il pistacchio.
Il territorio che circonda la città è straordinariamente vario, ricco di di bellezze naturali e contraddistinto dal succedersi di colture diverse e rigogliose come gli agrumi, gli ulivi, i fichi d'india, i mandorli, i castagni, i noccioli e naturalmente gli alberi di pistacchio.
L'origine del nome della città è legata alla mitologia. La leggenda vuole infatti che il ciclope Bronte, che vuol dire tuono, ed i suoi amici Sterope e Piracmone, al servizio di Vulcano, siano stati condannati a lavorare nella fucina del dio dentro le viscere dell'Etna con il compito di fabbricare i fulmini di Giove.
Bronte porta il segno di un famoso eroe inglese, Horatio Nelson, che fu insignito del titolo di duca di Bronte nel 1799 da Ferdinando I delle Due Sicilie.
Da vedere a Bronte
L'Abbazia di Santa Maria di Maniace, detta anche Castello di Nelson, si trova al confine fra i comuni di Bronte e Maniace. Prima abbazia, poi appartamento nobile del Duca, ora il complesso è un museo di proprietà del comune. Oltre al castello e al centro storico, ricco di chiese, segnaliamo il Santuario della SS. Annunziata e il Collegio Capizzi, prima 'reale istituto borbonico' ed oggi ricchissima biblioteca.
Ma non si può parlare della città di Bronte senza citare il pistacchio, chiamato anche 'l'oro verde di Bronte'. Il pistacchio arrivo in Sicilia da oriente e trovò nella terra alla pendici dell'Etna l'habitat ideale. Ad oggi 'l'oro verde di Bronte' produce annualmente una ricchezza di circa 20 milioni di euro e costituisce l'1% della produzione mondiale.






