Comprare casa a Parigi. Una finestra (costosa) sulla Ville Lumiere
Vivere a Londra. Quanto costa trasferirsi all’ombra della Regina
Quanto costa vivere a New York? Bere un caffè, prendere la metro...

Vi siete mai chiesti quanto costi vivere a New York? Trovare un lavoro nella Grande Mela non è certo la cosa più facile del mondo. Eppure non è nemmeno una cosa impossibile. Ma prima di tutto è forse necessario capire i prezzi dei beni e dei servizi.

Tanto per cominciare proviamo a capire quanto si spende vivendo a New York.

Vivere a New York: quanto costa?

Ecco una “lista della spesa” per capire più o meno quanto costa vivere a New York (i dati - relativi all'autunno 2013 -  sono tratti dal sito: www.eardex.com ). Sperando che vi possa essere d’aiuto per i vostri viaggi a New York (o per chi voglia invece trasferirsi in città).

Comprare la classica Coca Cola a New York (Coke qui negli States) costa 0,95 euro

Sorseggiare un boccale di birra in media costa 5,31 euro

Ordinare un Big Mac vi farà tirare fuori dalle tasche 3,10 euro

Affittare un’automobile per una settimana a New York peserà sul vostro bilancio per 223,82 euro

Una camera d’albergo nella città di New York in media costa 97,88

Un pacchetto di sigarette (una delle marche più famose) a New York lo potete pagare ben 8,55 euro

Prendere un caffè (ammesso che vi piaccia il caffè americano, di solito lungo e nero) significa sborsare 2,28 euro

Comprare un litro d’acqua in un supermercato di New York costa 1,50 euro

Acquistare un pacco di pasta al supermercato costa 1,50 euro

Il biglietto per il cinema (di sera e nel week end): 9,48 euro

L’abbonamento mensile per i trasporti pubblici di New York costa 82,70 euro

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Europa

Mykonos, una bellissima isola nell'arcipelago greco delle Cicladi a colpo di fulmine. Isola del mito classico e dei mulini a vento, con la "piccola Venezia" e le tante spiagge frequentate ogni anno da tantissimi italiani, in cerca di relax e di un pizzico di trasgressione. Quanti di noi, in quel momento magico chiamato "vacanza" si sono chiesti come sarebbe vivere la destinazione scelta per il proprio viaggio non soltanto per una breve parentesi, ma per tutta la vita? Innamorarsi in vacanza è più facile: liberare la mente dai pensieri e allontanare lo stress della routine quotidiana ci rende più sensibili alla bellezza dei luoghi e delle persone. Il più delle volte però il tutto si risolve nel più classico dei flirt estivi e il ritorno alla nostra vita di tutti i giorni spegne inesorabilmente la passione. Ogni tanto però, il sogno si realizza davvero e la vacanza si trasforma nel punto di partenza della nostra nuova vita. L'amore però da solo non basta: ci vuole coraggio, caparbietà e tanta pazienza. A Mykonos abbiamo incontrato Elena Bonera, una giovane operatrice turistica italiana che da qualche tempo ha scelto di trascorrere sull'isola gran parte dell'anno, facendone la sua seconda patria. Tra Elena e Mykonos è stato amore a prima vista e, un po' per volta, l'isola e i suoi abitanti l'ha adottata, accogliendola come una di loro. Oggi non c'è mykoniano che non conosca "la bionda ragazza italiana che accoglie i turisti" e che, tra un turno di lavoro e l'altro, non resiste alla tentazione di un bel bagno refrigerante, di una chiacchierata con i negozianti della zona del porto o di un caffè con un turista appena arrivato sull'isola greca. Le difficoltà certamente ci sono state, specialmente all'inizio. La lingua, ad esempio. Ma Elena ci spiega come il greco sia soltanto apparentemente una lingua ostile e di come anche la gente del posto la abbia aiutata a sentirsi veramente come a casa sua. Nella videointervista vi presentiamo Elena come l'esempio di come, nella vita, si possa riuscire a inseguire la propria passione costruendo intorno ad essa la propria vita, mollando tutto per cominciare un viaggio che è molto di più che una semplice vacanza. Trasferirsi a Mykonos
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Gabriele Bulichelli racconta la storia di un ragazzo italiano emigrato a New York per fare l’artista. E c’è riuscito. Con dei bellissimi disegni sui muri della Grande Mela. Il suo è diventato un mestiere Girando per le strade di New York, magari nei quartieri più trendy di Brooklyn o Williamsburg incontro grandi muri con bellissimi murales e mi faccio un sacco di domande: come avranno fatto? In quanti? Chi sarà l'autore? Quanto costano? Il tempo di scattare una foto e me ne vado. Se provate a chiedere in giro riuscirete facilmente a incontrare uno dei protagonisti. E così ho fatto. È più facile del previsto. E vien fuori una storia. Passeggiando per Williamsburg vedo un nuovissimo cinema con un immenso e bellissimo murales. Chiedo informazioni ai negozianti lì vicino e tutti con grande entusiasmo mi danno spiegazioni dettagliate. Mi raccontano che quando l’artista lavorava al murales l’intera strada si era fermata, come fosse una festa. Musica, cibo e un pallone che rotola sull’asfalto. C’è qualcosa che mi ricorda l’Italia. In pochi minuti riesco ad avare nome e numero di telefono del tizio che disegnava murales. Così sono andato a trovarlo. Federico Massa (www.ienacruz.com) è milanese, giovane e audace. Ha un sogno. Il suo sogno è l’arte che ha tra le mani. Ma per realizzare questo sogno se n’è dovuto fuggire via dall’Italia. Mi ha ospitato nel suo loft, dove non poteva che vivere uno del suo mondo, con amici italiani tutti legati al “giro” delle arti, dove trascorre i suoi momenti di relax e d'ispirazione. Sì un po' di confusione ma quella giusta, che rende il tutto originale, con una grande energia e voglia di spaccare il mondo. Davanti ad un caffè uscito da una vecchia moca Federico Massa, mi racconta la sua storia. È qui per realizzare quei sogni che fin da bambino ha cercato di far volare. Ma non ci riusciva. In Italia problemi, burocrazia e sempre mille rischi ai limiti della legge. Lavorava di notte: preparava i murales a casa su dei grandi fogli, poi li rimontava fuori come fossero festoni pubblicitari. L’opera d’arte perdeva così il suo valore. E Federico Massa rischiava di finire intrappolato in qualche divieto di legge. Quindi ha detto basta ed è salito su un aereo per New York. Biglietto di sola andata. È qui a New York che il ragazzo dei murales corona il suo sogno. Cerca muri. Chiede al proprietario se può usare quel muro come tela e crea. A volte trova addirittura partner e sponsor che gli pagano il materiale e le strutture per lavorare in sicurezza. Quello che in Italia era al limite della legge, a New York è diventato un lavoro di riqualificazione urbana: spesso si tratta di spazi brutti e in disuso che riprendono vita grazie al suo tocco. Il sito di Federico Massa (con le sue opere) Ps: a voi stabilire se questa storia sarebbe stata possibile in Italia di Gabriele Bulichelli Gabriele Bulichelli (www.polibulistudio.it) è un architetto e designer italiano che si divide tra la Toscana (dove ristruttura vecchi casali e progetta cantine e wine bar) e  New York City Lo Speciale di Marcopolo: Mollo tutto e vado a vivere all'estero
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