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Mai stati in Austria? Vi presentiamo alcune informazioni utili per visitare l’Austria: cosa fare prima di partire, dove comprare le vignette e tante altre pratiche dritte

Austria – Pedaggio Autostradale – Vignette

Dall’1 gennaio 2007 a quanti saranno sprovvisti di Vignette (contrassegno di pedaggio), potranno essere date multe per un importo minimo di Euro 300 fino ad un importo massimo di Euro 3000.

Nel tratto autostradale fino all’uscita di Innsbruck Sud non è obbligatorio l’acquisto del bollino ma solo il pagamento del pedaggio al casello del Ponte Europa. Proseguendo oltre questa uscita il bollino è obbligatorio.

Il bollino o Vignette ha costi diversi in funzione della durata(10 giorni/2 mesi/1 anno) e del mezzo di trasporto per il quale è acquistato (veicoli a due ruote e autovetture e automezzi fino a 3,5 tonnellate).

Per vedere i costi nel dettaglio, e per verificare le rappresentanti ACI dove acquistare i bollini, consigliamo di consultare direttamente il sito dell’ACI. Il bollino può anche essere acquistato nelle stazioni di rifornimento sulle autostrade in prossimità della frontiera con l’Austria.

In Austria è disponibile presso gli Automobil Club (ÖAMTC, ARBÖ), le compagnie d’assicurazione (Allianz, Elementar, EA Generali), gli uffici postali, le stazioni di rifornimento e le tabaccherie.

Per Bus e autotreni oltre le 3,5 tonnellate e mezzo a pieno carico è entrato in vigore dall’1 gennaio 2004 un nuovo sistema di pedaggio al posto della conosciuta vignetta. Il sistema si chiama GO-Box e funziona in modo analogo al nostro Telepass. Per maggiori informazioni è possibile telefonare al numero 00800 40011400 con operatore che parla italiano.

Eccezioni: alcuni trafori prevedono un pedaggio extra da pagare ai relativi caselli.

Ricordiamo inoltre che sulle autovetture non provviste di targa europea, è obbligatorio apporre l’adesivo con la sigla della nazionalità.

Assistenza sanitaria

Austria – Assistenza sanitaria

L’assistenza medica ospedaliera in Austria è di ottimo livello e per entrare in Austria non sono prescritti vaccini di alcun genere. Bisogna portare con sé il modulo E111 o la Carta Regionale dei Servizi.

Prima di recarsi in Austria in vacanza i cittadini dell’Unione Europea possono richiedere alla propria ASL il modulo E111 con cui essi hanno diritto, in casi urgenti, di richiedere prestazioni sanitarie alle stesse condizioni valide per le persone assicurate in Austria. Prima di richiedere una prestazione medica, il modulo E111 deve essere presentato alla ASL locale competente, che in Austria si chiama Gebietskrankenkasse dove verrà consegnato il modulo valido in Austria.

Alcune Regioni, quali la Lombardia, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Ragione Sicilia hanno sostituito il tradizionale libretto sanitario con la Carta Regionale dei Servizi, in questo caso è sufficiente portare con sé questa carta e non occorre il modulo E111.

In tutti i centri e grandi comuni ci sono medici e farmacie. Le farmacie si alternano nel servizio notturno e festivo e presso ognuna di esse sono indicate le farmacie di turno più vicine. Per il numero telefonico del servizio medico d’emergenza rivolgersi ai posti di gendarmeria e di polizia oppure consultare l’elenco telefonico. Tutte le località di montagna dispongono di un servizio di soccorso alpino.

Aereoporti

Austria – Aereoporti

I principali areoporti con collegamenti internazionali giornalieri sono Vienna, Graz, Innsbruck, Klagenfurt, Linz e Salisburgo. Arrivare in Austria con l’aereo è molto facile. Sia le compagnie di bandiera Austrian Airlines e Alitalia che alcune linee aeree low-cost offrono voli diretti fra numerose città italiane e l’Austria.

Austrian Airlines offre 108 collegamenti settimanali dall’Italia in partenza dagli scali di Bologna, Firenze, Milano (Linate e Malpensa), Roma, Venezia e Verona per l’hub di Vienna. I voli in partenza da Verona sono operati in code-share con Air Dolomiti.

Per maggiore informazioni e prenotazioni è possibile visitare il sito www.austrian.com.

Piatti tipici

Austria – Piatti tipici

Accanto alle specialità regionali, i menù austriaci propongono un numero considerevole di piatti provenienti dai Paesi un tempo sudditi della monarchia asburgica. Spesso persino gli austriaci non conoscono l’origine dei loro piatti preferiti.

La varietà della cucina austriaca testimonia tutt’oggi la vastità della monarchia di un tempo. Vienna, in particolare, era un crogiolo di culture gastronomiche: qui prevalevano i cosiddetti “Zuagrasten” (immigrati) provenienti dall’Ungheria, dalla Boemia, dalla Slovacchia, dalla Transcarpazia, dalla Bucovina, dalla Polonia, dalla Carniola, dalla Croazia, da Trieste, dalla Dalmazia o “semplicemente” dagli attuali Lander austriaci. Tutti portavano con sé a Vienna il bagaglio delle ricette del proprio Paese, e la cucina austriaca assorbì il meglio di ogni tradizione.

Oggi il “Serviettenknodel” boemo (rotolo di impasto per canederli, cotto in acqua salata avvolto in un canovaccio e servito a fette) è famoso quanto il suo parente, il canederlo dolce “Germknodel”.

Questo apprezzato dessert, a volte gustato come pietanza è per lo più ripieno di “Powidl” (mousse di susine), e viene servito ricoperto con un mix di papavero e zucchero. Si distingue dal “Germknodel” ceco solo per le dimensioni: in Austria infatti è più grande.

Poiché gli attuali territori cechi un tempo erano i granai della monarchia, non c’è da meravigliarsi che nei menù imperiali fossero comparsi i dolci tipici di quei luoghi come le “Topfengolatschen” (sfoglie ripiene di ricotta), i “Buchteln” boemi (panini dolci lievitati e ripieni), le “Powidltascherln” (fagottini di marmellata di susine), le “Mohnnudeln” (pasta con semi di papavero) e i “Topfenknödel” (canederli dolci di ricotta).

Fu decisamente più lungo il viaggio della rinomata palacinca, un’omelette leggermente più spessa, per lo più servita con ripieno di marmellata o ricotta. All’origine c’è la crêpe francese, che attraverso la Romania giunse in Ungheria con il nome di “placinta”, dove fu chiamata “palacsinta”, prima di arrivare nell’odierna Austria come “Palatschinke”.

Ulteriori influssi, non solo in ambito gastronomico, si devono alla cultura ebraica. Dalla Galizia orientale, ad esempio, venne portato il “gefilte Fisch” (pesce ripieno), modello per l’apprezzata galantina di carpa servita nei locali gourmet austriaci. Con ogni probabilità anche la ricetta del “Beuschel” (coratella) ha origini ebraiche. In ogni caso questo è ciò che sostengono il cuoco austriaco Ewald Plachutta (premiato con tre cappelli Gault-Millau) e il giornalista di rubriche gourmet Christoph Wagner, che già da tempo si occupano di storia della cucina austriaca.

Sempre da Est l’influsso della cucina boema e ungherese si trova nel celeberrimo gulasch. Si tratta di piatti che sono stati importati dai paesi dell’ex monarchia e che sono stati assimilati nella tradizionale cucina viennese. Il “Beuschel”, termine del linguaggio popolare per indicare i polmoni e le interiora superiori del vitello, è un delizioso piatto forte, per lo più servito con canederli di pane rotondi o tagliati a fette.

Lo strudel di mele o di ricotta, dolce viennese per antonomasia, è una ricetta d’importazione. Questa delizia d’origine turca arrivò in Austria dall’Ungheria. Oltre al “Kipferl” (cornetto) e al caffè, ai Turchi si devono, anche numerose spezie, nonché il mais, che fino al XIX secolo veniva chiamato “”Türkenweizen” (grano turco) ed era uti
lizzato per la preparazione della polenta (“Türkensterz”).

Con il loro lesso, gli italiani fornirono l’ispirazione per il “Tafelspitz” viennese (bollito di manzo), mentre di origine serba sono i piatti a base di carne e riso e le grigliate. Invece l’origine della cotoletta “Wiener Schnitzel” è a tutt’oggi un mistero. Un’ipotesi plausibile collega questo piatto alla ricetta del “Wiener Backhendl”, pollo alla viennese, che già nel XVI secolo veniva impanato e fritto nel grasso.

Austria – Informazioni per i pasti

In Austria si può pranzare tra le ore 12:00 e le ore 14:00. La cena viene servita a partire dalle ore 18:00. Nei ristoranti e negli alberghi il servizio (10 – 15%) è compreso nei prezzi. Ai camerieri si usa dare inoltre una mancia del 5% del conto.