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A soli 250 chilometri a sud ovest della città di Abu Dhabi, sorge Sir Bani Yas Island (Baniyas Island), un’isola deserta che si estende per 87 chilometri quadrati di superficie vicino alla costa degli Emirati Arabi Uniti, nell’Emirato di Abu Dhabi.

Sir Bani Yas è diventata un’isola circa 10.000 anni fa, poiché prima era parte della terraferma. Il suo nome “Sir Bani Yas” deriva dalla tribù “Bani Yas”, che per prima iniziò a popolare Abu Dhabi 250 anni fa. Sir Bani Yas non nasce come isola turistica, tanto che è stata aperta ai visitatori, per la prima volta, durante i weekend, nel 1990.
In origine, infatti, fu  concepita come una riserva naturale dal defunto fondatore e presidente degli EAU Sheikh Zayed Bin Sultan Al Nahyan nel 1971, per preservare le specie arabe in via di estinzione.

La fauna di Sir Bani Yas

nifoto orici

La fauna locale a Sir Bani Yas viene prima di tutto. Un importante staff è impegnato in un notevole lavoro di difesa e preservazione dell’isola. L’isola di Sir Bani Yas è la dimora di oltre 30 specie di animali in libertà, che vengono salvaguardati in modo attento e costante. Pensate che per proteggere gli animali (oltre 30 specie) che attraversano le strade, la velocità massima consentita in auto è di 50 chilometri orari.

Sir Bani Yas è casa di oltre 10.000 mammiferi terrestri indigeni e non. Molti di questi sono in pericolo di estinzione o sono già estinti in natura. Impegnato nella conservazione di alcune specie animali è l’Arabian Wildlife Park, che ospita una delle più grandi mandrie di orici d’Arabia del mondo. Gli esemplari della mandria sono più di 400 e la squadra di conservazione lavora con l’Environment Agency Abu Dhabi per allevare, e in seguito trasferire, queste orici per ripopolare la natura.

È, inoltre, presente una “no-fishing zone” di 8 km intorno all’isola per proteggere la vita marina e il suo stabilimento, creando un importante habitat e zone di allevamento per tartarughe, dugonghi e delfini. Persino le rotte di navigazione sono state ideate per mitigare l’impatto del traffico marittimo sui dugonghi e le tartarughe di mare che si nutrono di alghe.

L’Arabian Wildlife Park

Arabian Wildlife Centre

Fondamentale per gli sforzi sull’ambiente e la conservazione sull’isola è stata la creazione dell’Arabian Wildlife Park. Quest’area da 4100 ettari (circa il 50% della superficie totale dell’isola) è dedicata all’allevamento e alla riabilitazione di animali indigeni della Penisola Araba e ospita già più di 13.000 animali.

Il parco si sviluppa in 4 fasi: la prima ha previsto la ricollocazione degli animali sulla terraferma, la seconda la separazione tra animali indigeni e la creazione del parco. La terza fase consiste nell’introduzione di predatori come ghepardi e iene, mentre la quarta e ultima fase consiste nella liberazione degli animali nella natura e nella reintroduzione di nuovi esemplari. L’Arabian Wildlife Park è stato ideato per ricreare un ambiente autentico per gli animali selvaggi, facendo sì che l’isola sia un’esperienza eccezionale per i visitatori.

Qual è l’animale simbolico del parco?

fenicotteri

È l’orice d’Arabia l’animale più simbolico del parco ed è, purtroppo, in serio pericolo di estinzione. Ad oggi, l’isola di Sir Bani Yas è la dimora di oltre 500 esemplari.

Molte specie di uccelli trovate sull’isola sono indigene, come aquile, uccelli rapaci, falchi, e molte specie si sono stanziate durante la migrazione rendendo l’isola la propria dimora permanente. Uccelli come fenicotteri, cormorani, volatili selvaggi, codoni, mestoloni, cavalieri d’Italia, alzavole, pivieri e aironi grigi.

foto tartaruga di mare

Sir Bani Yas è, poi, la dimora di molti animali che l’International Union for Conservation of Nature classifica come in serio pericolo di estinzione o vulnerabili in natura, tra cui tartarughe di mare, gazzelle, antilopi, pecore e orici d’Arabia. Dunque, l’isola gioca un ruolo fondamentale nella protezione di questi animali per le generazioni future.

Pensate che il Sir Bani Yas Conservation Team ha comprato una grande varietà di animali tenuti in cattività, tra cui ghepardi, iene e orici arabi che ora sono state allevate con successo nell’Arabian Wildlife Park. Queste specie sono tutte considerate estinte nella penisola araba.

Nel corso del 2014, più di 1000 animali sono stati liberati da Sir Bani Yas nelle riserve naturali nel Deserto Liwa, nella zona di Abu Dhabi. Questo enorme programma è stato portato a termine insieme all’Abu Dhabi Environmental Agency.

Le attrazioni storiche di Sir Bani Yas

foto sir bani yas

L’isola Sir Bani Yas è ricca non solo di un aspetto faunistico di notevole interesse, ma racchiude una storia archeologica di tutto interesse. Sono stati scoperti ben 36 siti archeologici in tutta l’isola, ognuno dei quali fornisce una visione differente sulla storia dell’isola. Uno dei siti più antichi comprende i resti di un monastero pre-islamico che risale al VII secolo.

Il sito è stato attentamente scavato da un gruppo di esperti archeologi ed è ora aperto al pubblico così che i visitatori possano vedere con i loro occhi la ricca e varia storia dell’isola.

Sir Bani Yas ha sicuramente le carte in regola per essere un polo d’attrazione turistica in grado di offrire divertimento, relax e cultura. Allora che si fa, si parte?