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Rarotonga è l’isola principe. La prima dell’arcipelago delle Cook. Un primato dovuto a tanti motivi. Questione di geografia e di storia.  Per questo è un’isola imprescindibile

Ma quanto è lontana Rarotonga?

Quando in Italia sono le dieci e trenta del mattino – tanto per fare un esempio – laggiù sono le dieci e trenta della sera. Questo solo per avere un’idea di qual è al distanza tra quaggiù e laggiù. In pratica ci separano ben dodici ore dall’isola di Rarotonga, lasciando da parte i chilometri.

Rarotonga, ovvero giù al sud

Rarotonga è l’isola principale dell’arcipelago delle Cook, nell’Oceano Pacifico. Ed è anche l’isola più giovane, nel senso che è quella che si è formata per ultima.  Ancora: è l’isola più meridionale dell’arcipelago. Non a caso ha il nome che ha: raro significa “giù” e tonga significa “sud”. Questo perché Iro, l’eroe della mitologia tahitiana – grande navigatore dei mari del sud – a chi gli chiese dove stesse andando, rispose Vado giù al sud. Riferendosi all’isola di Rarotonga. Nella quale – secondo gli archeologi giapponesi che vi hanno condotto vari studi – i primi segni di vita umana risalgono a cinquemila anni fa.

Il vulcano mozzato di Rarotonga

Naturalmente anche questa è un’isola di origine vulcanica, com’è di regola in questo angolo del Pacifico. E infatti, il massiccio centrale di Rarotonga è quel che rimane del cono di un vulcano, un cono ormai smozzicato e irregolare. Ricoperto comunque dalla fitta vegetazione della giungla tropicale.

Attenti al taro

Tutt’attorno al vecchio vulcano c’è una sorta di “striscia” di terreni coltivati alternati a paludi dove cresce il taro (o “la taro come sarebbe più corretto dire). Il taro (il cui nome è immancabilmente di origine polinesiana) è una pianta dai tuberi simili alla patata, da cui si ricavano farina e amido. Ed è l’ingrediente base dell’intera cucina delle isole Cook. Lo si può mangiare bollito oppure lo si può grigliare. Ma attenzione: mai mangiarlo crudo, perché tossico.

Quale lingua si parla?

A Rarotonga, come in tutte le isole Cook, si parla Maori, inglese e pukanpukan, vale a dire la lingua più antica delle Cook, nata nella Polinesia occidentale. I dialetti riconducibili al Maori sono invece sei.

La storia curiosa dell’Inglese

Per quanto riguarda l’inglese, bisogna aprire una parentesi. Perché c’è una storia curiosa da raccontare. Sulla piccolissima isola dal nome decisamente anglosassone, Palmerston, potreste ascoltare lo stesso inglese che gli abitanti di Gloucester (cittadina nel sud ovest dell’Inghilterra) parlavano nell’Ottocento del secolo scorso. Ma c’è una spiegazione, naturalmente.

L’atollo di Palmerston (a 500 chilometri dalla “nostra” Rarotonga) era disabitato fino al 1862. Cioè fino a quando un certo William Masters  – inglese di Gloucester, inutile dirlo – vi pose piede assieme alle sue tre mogli polinesiane e decise che quello era il suo eldorado. Mister Masters rimase a vivere sull’isoletta di Palmerston fino al 1899. Fin quando morì. Oggi quasi tutti gli isolani hanno lo stesso cognome: Marsters. Con una “erre” in più rispetto all’originale, aggiunta casualmente col passare degli anni.

Rarotonga – come arrivare

Torniamo a Rarotonga. Essendo l’isola principale dell’arcipelago delle Cook, da qui partono i voli che raggiungono tutte le altre isole visitabili. E qui è possibile anche noleggiare un piccolo aereo (con tanto di pilota) per guardare Rarotonga dall’alto.