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Racalmuto, in Sicilia (provincia di Agrigento), è il paese di Leonardo Sciascia. E mai quel “di” ha segnato un’appartenenza tanto profonda

Leonardo Sciascia ha messo in scena Racalmuto. L’ha fatta vivere tra le tra le virgole e i paragrafi d’un libro: l’ha raccontata. Leonardo Sciascia ha raccontato Racalmuto con sguardo lucido, mettendo in gioco tutta la propria razionalità. L’ha fatta diventare emblema della Sicilia intera, e quindi anche dell’Italia intera. Che poi questo paese lo si chiami Racalmuto o Regalpetra (il nome letterario inventato da Sciascia) non ha davvero la minima importanza.

Il circolo dei minatori a Racalmuto

C’era un mestiere che più d’ogni altro Sciascia raccontava con asciutta solidarietà, qui a Racalmuto: il mestiere dei minatori. Perché questa è stata in passato terra di miniere (miniere di salgemma e di zolfo). E anche questo ha saputo raccontare Leonardo Sciascia nei suoi libri: il rapporto tra la miniera e la vita.

Il Circolo Unione… e quell’affossatura sulle poltrone

Ci sono altri posti di Racalmuto che fanno parte di un’ideale itinerario sciasciano: tra questi il Circolo Unione, di cui fu socio lo stesso scrittore. E a proposito di circoli, Sciascia avrebbe poi scritto, ironicamente: Ci sono persone che lasciano come unico segno del loro passaggio sulla terra un’affossatura sulla poltrona di un circolo. Il Circolo Unione è ormai diventato una specie di associazione culturale. E all’interno delle stanze del Circolo (orgogliosamente attivo dal 1836) si può sempre incontrare qualcuno con cui intavolare una discussione sulla sicilianità, su Sciascia, su Racalmuto…

Il teatro di Racalmuto

Il bel teatro di Racalmuto purtroppo negli ultimi anni subisce un destino controverso: un altalenarsi di aperture e chiusure. Il teatro, costruito alla fine del Milleottocento, può contenere 350 persone. Era il simbolo della Racalmuto bene, quella venuta su con gli stipendi dei minatori. Ed era il teatro amato da Leonardo Sciascia. Ultimamente, per alcuni anni, ne è stato direttore Andrea Camilleri.

Contrada Noce, la casa di Sciascia

Per rintracciare il legame tra Racalmuto e Leonardo Sciascia bisogna infine andare nella campagna attorno al paese, in Contrada Noce. E’ qui che lo scrittore possedeva una casa (di una semplicità asciutta, come i suoi li bri), in cui si ritirava spesso per dedicarsi alla scrittura: E tutti i miei libri non solo sono stati scritti in quel luogo, ma sono come connaturati ad esso. Al paesaggio, alla gente, alle memorie, agli affetti.

Nella campagna di Racalmuto, Sciascia celebrava il rito del ritorno nella sua Sicilia, ogni volta – soprattutto in estate – che abbandonava il Continente.

Fondazione Leonardo Sciascia

La Fondazione Leonardo Sciascia a Racalmuto custodisce un piccolo tesoro: una collezione di ritratti di scrittori (donata dallo stesso Sciascia), quasi tutte le edizioni italiane e straniere dei libri di Sciascia, le lettere ricevute in mezzo secolo d’attività letteraria e circa 2000 volumi della biblioteca dello scrittore del Giorno della civetta.

La tomba di Leonardo Sciascia a Racalmuto

In questa sua Racalmuto – diventata Regalpetra per ragioni letterarie – il “professore” Leonardo Sciascia ha voluto tornare, dopo tanti libri e dopo essersene andato a vivere a Milano. Nel piccolo cimitero di Racalmuto si trova infatti la sua tomba, con su scritto: Ce ne ricorderemo, di questo pianeta (si tratta in realtà di una citazione: la frase è del commediografo francese, Auguste de Villiers de L’Isle-Adam).