Alghero – Le spiagge più belle
Guida Blu 2011 – Le spiagge e i laghi migliori d'Italia
Oristano: le spiagge più belle

Oristano - Spiaggia di Is Arutas

Questa spiaggia caratterizzata dai quarzi tondeggianti che si mischiano nella sua sabbia è il posto ideale per i windsurfisti.

Oristano - Spiaggia di Mari Ermì

Situata vicino alla spiaggia di Is Arutas, questa spiaggia ha diversi servizi come bar e campeggio.

Oristano - Spiaggia di San Giovanni di Sinis

Accanto a questa spiaggia è possibile visitare il sito archeologico di Tharros.

Oristano - Spiaggia di Santa Caterina di Pittinuri

Questa piccola spiaggia si trova sul lungomare di Santa Caterina ed è delimitata da due antiche torri spagnole.

Oristano - Spiaggia di Is Arenas

Situata al confine col territorio di Riola Sardo, accanto allo stagno di Is Benas, questa spiaggia si caratterizza per le famose dune di sabbia, tra le più grandi in Italia, che un tempo erano estese a tutta la spiaggia.

Oristano - Spiaggia di Torre Grande

Situata davanti all'omonimo cento abitato, questa spiaggia offre diversi servizi: bar, ristoranti, un campeggio, un parcheggio, il noleggio natanti, la scuola vela e surf, le escursioni in barca, e un buon collegamento di autobus con Oristano.

Oristano - Spiaggia di Putzu Idu

Questa spiaggia è adatta ai più piccoli grazie ai suoi fondali degradanti.

Oristano - Spiaggia di Su Pallosu

La spiaggia di Su Pallosu, lunga circa 4 chilometri, si trova accanto a quella di Putzu Idu

Oristano - Spiaggia di Porto Alabe

Questa spiaggia è formata da una finissima sabbia rosa e ha piccole calette, rocce, faraglioni e falesie basaltiche di origine vulcanica.

Oristano - Spiaggia di Bosa Marina

La spiaggia di Bosa Marina è situata vicino all'omonimo paese ed è fornita di diversi servizi.

Oristano - Spiaggia di Aba Rossa

Questa spiaggia di sabbia grossa è situata proprio al centro del Golfo di Oristano e vanta acque limpide e calme.

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Italia

Dove sciare in queste ultime settimane invernali? Dove trascorrere la settimana bianca per sciare con le giornate che si allungano e il sole che scalda le piste? Ecco le novità e le tendenze di questo inverno 2014 Dove sciare e soprattutto dove alloggiare Dove sciare in questa fine inverno? Sono tante le novità e le tendenze di questa stagione invernale e abbiamo raccolto il meglio per una carrellata di quello che non dovete farvi sfuggire in alta quota. A cominciare dalle aperture di nuovi alberghi. Ne citiamo due, di tipologie diverse: nell’Oberland Bernese, ha appena inaugurato il tre stelle Hotel Spitzhorn di Saanen, valida alternativa per famiglie che non possono permettersi di soggiornare nei blasonati hotel di Gstaad. Debutto stellare per il primo W Starwood delle Alpi, per una vacanza a Verbier di grande design. Dove sciare con i bambini Dove sciare con i bambini? Per chi ha bambini, molti i servizi e le offerte, a cominciare dal Trentino Alto Adige, la regione più generosa: grazie a una nuova formula di abbonamento, “Ski Family in Trentino” i bambini sciano gratis, se accompagnati dai genitori, in sei comprensori. Dove sciare in notturna La moda del momento per gli adulti, invece, sono le sciate in notturna, al chiar di luna. In Engadina l’orario è prolungato sulla pista illuminata più lunga della Svizzera.  Sul Piz Corvatsch c’è Snow Night: ogni venerdì sera gli impianti di risalita aprono alle 19 e restano aperti fino a mezzanotte (www.corvatsch.ch). Il comprensorio di Muottas Muragl offre ciaspolate nelle serate di luna piena con partenza dal Romantik Hotel Muottas Muragl. La nostrana Valmalenco porta in scena la Ciaspoluna: fino al 12-13 aprile, si può passeggiare tra i sentieri innevati, in compagnia di guide alpine, e usufruire di sconti in hotel. Dove sciare e… mangiare in pista Altra tendenza è mangiare “in pista”: baite e rifugi offrono pasti e drink. Come al Rifugio Emilio Comici, dove si mangia pesce fresco, o il Rifugio Troier, dove si beve la “Nonna bollente”, una bevanda che è la specialità della casa.   A Sölden, la vera novità è l’ICE-Q, un ristorante sulla cima dell’area sciistica del Gaislachkogl dove si degusta l’Alpine Cuisine.
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Italia

Ristoranti tipici, locande con il camino acceso, agriturismi: in inverno non c'è niente di più piacevole che mangiare in un ambiente "caldo" Il calore del fuoco del camino, che scoppietta e illumina l’ambiente, quando fuori piove o nevica. Un piatto caldo, magari di succulenta carne arrosto, o di genuina polenta con un sugo robusto, o una profumata e fumante zuppa di farro, appena tolta dal paiolo di rame. Poesie d’atmosfera e di gusto che ci regala l’inverno, stagione dai sapori decisi in grado di riscaldare il corpo e l’anima dal gelo che imperversa appena fuori dall’uscio. Dal Nord Italia alla Sardegna siamo andati a scoprire i sapori e i profumi di questo periodo in ristorantini tipici, agriturismi, masi e locande con caldi camini. Locali autentici, che spesso offrono la possibilità di fermarsi a riposare, sparsi in piccole città e borghi, nei rifugi innevati delle Alpi o tra le Langhe piemontesi, passando per le colline toscane e umbre. Ristoranti tipici in Valle d’Aosta Per esempio, c’è La Clusaz, caratteristico ristorante-locanda di Gignod (Ao), una struttura conosciuta come luogo di ristoro già nel XII secolo, lungo la strada che conduce al Gran San Bernardo. Gli ambienti del ristorante e l’atmosfera con luci soffuse trasmettono calore, offrendo riparo e ristoro davanti al caminetto, mentre vi apprestate a cenare. La novità di stagione è “La Maialata”, piatto per due persone: un piedino di maiale farcito con carni bianche, animelle e musetto di vitello, servito con cipolla al forno. Ristoranti tipici in Lombardia Spostandoci in piena Pianura Padana, l’Antica Osteria Lungoladda di Corte Palasio (Lo) propone la tradizionale polenta con un robusto sugo di carne cotta nei paioli di rame, insieme a numerose specialità del territorio. Ristoranti tipici in Toscana In Toscana, troviamo, tra gli altri, La Lombricaia a Montespertoli (Fi), dove nella sala ristorante ci sono girarrosto a vista e camino a muro: tra le gustose pietanze in menu, filetto di Cinta al Chianti e bistecca di Fiorentina.
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Nord

Madonna di Campiglio: la storia fin dalle origini Madonna di Campiglio nacque, secoli fa, ai piedi dell’Adamello, nel cuore delle Dolomiti del Brenta, in Trentino. Correva l’anno 1188, quando un monaco di nome Raimondo creò un rifugio. Si trattava di un piccolo convento in cui i frati si prendessero cura dei viandanti, minacciati dal freddo dagli orsi e dai lupi che erano allora i soli abitanti dell’attuale Madonna di Campiglio. Passa qualche secolo, e nel 1868, quel piccolo rifugio – prima abitazione di Madonna di Campiglio - si trasformò in vera e propria località turistica. Questo successe quando Giambattista Righi – che di mestiere faceva l’imprenditore - acquistò i terreni dell’attuale Madonna di Campiglio, per 40.000 fiorini. Quattro anni dopo trasformò il Monastero di Santa Maria di Campiglio nel primo albergo della zona e lo chiamò Stabilimento Alpino. Poi, ne seguirono tanti altri. Franz Joseph Osterreicher, figlio dell’Imperatore Francesco Giuseppe, continuò l’opera iniziata da Giambattista Righi. Acquistò nuove terre e fondò la società che gestiva le funivie. La famiglia reale degli Asburgo si innamorò – “perdutamente” - di Madonna di Campiglio, e la volle come corte reale viennese del trentino. Sciare a Madonna di Campiglio Situata a 1522 metri sul livello dl mare, Madonna di Campiglio rappresenta una delle migliori porte d’accesso alle Dolomiti di Brenta. Tra le montagne che si tingono di rosa, attorno a Madonna di Campiglio, i divertimenti sono assicurati, sia in estate che in inverno. Le piste sono tante e per tutti gli stili. Il panorama, l’efficienza delle strutture ricettive ed una neve garantita in qualunque stagione e condizione climatica, fanno di Madonna di Campiglio una delle mete sciistiche più ambite al mondo. I numeri di Madonna di Campiglio Del resto la ski area di Madonna di Campiglio vanta numeri non indifferenti: 57 impianti di risalita. 150 km di piste. Con una capacità di 31mila persone all’ora. E ancora: 50mila metri quadrati di snowpark, e 40 km per lo sci nordico. Madonna di Campiglio: non solo ski Ma non si va a Madonna di Campiglio solo per sciare. O non si dovrebbe. Basta fare qualche chilometro in più, spostarsi sulle montagne vicine, nelle malghe, ed ecco che c'è un'altra "magia". Quella del formaggio. E' infatti possibile assistere alla produzione artigianale del formaggio in molte delle malghe che si trovano vicino Madonna di Campiglio.    
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