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E’ venuto il momento di prendere posizione e di dire NO a un’Italia nella quale non ci ricnosciamo. NO a una politica sempre meno attenta ai problemi concreti dei cittadini.

Diciamo no: ai diritti mancati, ai valori disattesi, alle opportunità negate, senza retorica o ipocrisia.

Un “NO: NON IN MIO NOME” che si estende a diversi temi che ci riguardano tutti molto da vicino  e per i quali qualcuno vuole arrogarsi il diritto di decidere per noi.

Uno di questi temi è quello del “testamento biologico“.

Nel nostro paese è in atto da qualche tempo un acceso dibattito sul tema del cosiddetto “testamento biologico”, che in termini legali è chiamato “dichiarazione anticipata di trattamento“.

Politici, ideologi, intellettuali e rappresentanti di diverse associazioni si sono espressi, di volta in volta, a favore o contro il progetto di legge presentato alla Camera dei Deputati, che si propone di colmare un vuoto legislativo attualmente esistente su questo tema.

L’opinione pubblica, allo stesso modo, è divisa tra favorevoli e contrari a questo provvedimento, se non addirittura all’intervento stesso del legislatore su una tematica del genere.

Casi celebri, come quelli di Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e di Eluana Englaro hanno contribuito a puntare i riflettori su questo tema così controverso e, ancora una volta, hanno diviso le coscienze.

Illustri scienziati come Rita Levi Montalcini, Umberto Veronesi e Margherita Hack si sono già espressi in favore del diritto di ogni cittadino di decidere in tutta libertà e in piena coscienza, riguardo alla possibilità di interrompere alimentazione e idratazione artificiale in previsione di un’eventuale futura perdita della propria capacità di intendere e di volere.

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