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Una visita tutta speciale merita il PAD London, cugino e forse antagonista del PAD Paris, con il quale si contende la palma delle più inedite ed uniche realtà dell’International Design, uno spazio relativamente contenuto con poche decine di Gallerie internazionali che espongono ed offrono al mercato più esigente i capolavori del design, un settore quanto mai appetibile al giorno d’oggi.

Una cospicua nicchia del suddetto settore è riservata ai nostri grandi connazionali: Gio Ponti, Mollino, Parisi, De Carli, Lucio Fontana in collaborazione con Borsani, Fontana Arte, sono solo alcuni esempi di questo straordinario, breve e in quanto tale prezioso periodo che va dal dopoguerra ai giorni nostri. Installazioni inedite di concept minimalisti, librerie e sedute avveniristiche, coffee tables ed armoires impreziositi da cristalli, nobili metalli e pietre dure, un handcraft di altissimo artigianato che ha impegnato egregie manovalanze.

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Qui vi accorgerete di quanto sia labile il confine tra arte e artigianato. Forse prezzi gonfiati? Una poltrona di Carlo Mollino del ’60 è stata venduta ad un’asta americana a oltre 1 milione di dollari. Viene a memoria la teoria di Corsi e ricorsi storici di Giambattista Vico. Negli anni ’60 il 1600 te lo tiravano dietro, trovavi alle aste delle cose strepitose a due lire. Ora succede lo stesso per l’Ottocento, periodo meraviglioso purtroppo non compreso, oppure non amato dai collezionisti; per questo sarebbe ora il momento di comprarlo, perché non potrà che risalire.

Perché una seduta, fatta tra l’altro pure in serie, debba raggiungere cifre così elevate, mentre un mobile antecedente di secoli e realizzato per una unica committenza privata venga venduto a parecchi zeri di meno non ci è dato di sapere, è un pericoloso terreno in cui preferisco prudentemente non addentrarmi. Par contre, c’è da dire che non sempre la serialità inficia l’unicità.

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Che dire allora di Gallè, Warhol, o delle accumulazioni di Arman o Cesar? Forse è l’idea, e non il numero dei prototipi, a rendere geniale e sovente eterna un’opera. A tal proposito vi consiglio di fare un salto in Bond Street, dove le più grandi case d’asta internazionali, Sotheby’s e Christie’s, presentano delle esposizioni rare ed incommensurabili, e se siete fortunati potrete assistere alla battuta di un’asta.

Facendo molta attenzione però a non indicare niente e nessuno con il dito poiché potreste essere scambiati (come han fatto con chi vi scrive) per acquirenti, rischiando altamente di aggiudicarvi vostro malgrado dei lotti a nove zeri: a vostro rischio e pericolo! Proprio dirimpetto alla storica sede del PAD è ubicata una delle case d’asta più strepitose che io conosca, la Phillips, altamente specializzata in design internazionale. Vale la pena anche solo di visitarne la sede.

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Tornando al PAD, Sarah Myerscough Gallery ([email protected]) vi offre chest originali ed avveniristici, contaminando classico e contemporaneo; oggetti e furnitures prodotte in collaborazione con la grande Zaha Hadid, la archistar recentemente scomparsa, che sono tra l’altro esposte nientemeno che al Victoria & Albert Museum of London. Assolutamente degni di nota in tal senso gli originali vasi e contenitori di Gareth Neal, come fughe boccioniane e velocità futuriste che incantano.

Degni di nota la strepitosa installazione Enignum XVI Shelf, prodotta nel 2015, molto più una consolle ed un piano d’appoggio, ed Erosion dining table di Joseph Walsh, prodotto quest’anno (prezzo: 190.000 euro). Un’occhiata infine alle interessanti installazioni artistiche di Dutko Gallery in Davies Street (www.dutko.com), il cui titolare Mr Jean Jacques Dutko potrà mostrarvi una incredibile consolle arrotolata su se stessa con un morbido ligneo nodo centrale, un sensazionale nastro di Moebius che scorre rasente il muro creando effetti speciali e sdoganando questa meraviglia dal mero ruolo di mobile.

di Lorenzo Ciompi