Basilica di Massenzio – Roma antica
Montalcino – Guida Toscana
Foro Romano - Roma antica

Molti li confondono con i Fori Imperiali, ma il Foro Romano risale alla precedente età repubblicana. Centro commerciale, religioso e giudiziario della città fino a tutta l'età repubblicana nonché monumentale luogo di memorie.

Il Foro Romano è legato nella sua origine alla trasformazione in organismo urbano dei primitivi villaggi sorti sulle alture dei colli circostanti.

Posta tra il Palatino, il Campidoglio e le ultime pendici del Quirinale e del Viminale, la valle del Foro era stata anch'essa interessatam sia pure marginamente, della presenza di modesti nuclei di capanne tra la tarda età del Bronzo e la prima età del Ferro.

Verso al fine del VI secolo a.C. il Foro Romano dopo essere stato bonificato dalle acque stagnanti mediate la Cloaca Maxima, ricevette una regolare delimitazione e la prima pavimentazione.

Da quel momento, mentre la parte della valle che è ai piedi del Campidoglio veniva destinata alle funzioni politiche, la zona più estesa assumeva il ruolo della "piazza", il Forum vero e proprio.

Informazioni: Via di San Gregorio (Palatino) e di Largo della Salara Vecchia - prezzi: 12 euro (ridotto 7,50 euro) - orario: dalle 8.30 alle 17.30 (19.00 in estate) - tel. 060606

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Oltre alla classicissima Roma antica con le sue notevoli perle storiche, ci sono tanti altri volti della Capitale da scoprire: tra questi, quello della Roma dei palazzi storici. Palazzo Altieri, per esempio, è uno dei più centrali e più nobili Alla famiglia Altieri apparteneva il palazzo che affaccia sulla centralissima piazza del Gesù a Roma. La famiglia Altieri e il suo palazzo a Roma La famiglia Altieri fu una delle più importanti della Roma del diciassettesimo secolo. Famiglia che annoverava tra i propri componenti anche un papa: quel Clemente X, asceso al soglio pontificio nel 1670 e morto nel 1676. La famiglia Altieri vantava origini addirittura nella nobiltà dell’antica Roma. E il palazzo che porta il suo nome “risente” di questo imponente passato. I lavori del palazzo furono commissionati dal cardinale Giovanni Battista Altieri nel 1650: venne costruito così un primo nucleo poi ampliato una ventina d’anni dopo con grande lusso. L’architetto incaricato di stilare il progetto per la prima costruzione fu Giovanni Antonio de Rossi. Palazzo Altieri di Roma – cosa vedere All’interno di palazzo Altieri  si può ammirare uno stupendo affresco realizzato da Carlo Maratta che raffigura il “Trionfo della Clemenza”, e voluto da quell’Emilio Altieri poi divenuto papa Clemente X. Nelle altre stanze del palazzo, riccamente decorate, sono custoditi diversi quadri, sculture e mobili pregiati. Una curiosità: qui abitò – fino al 1973 – l’attrice Anna Magnani. Palazzo Altieri oggi Oggi palazzo Altieri è sede in parte dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI). E in parte è abitato da proprietari privati, che conservano ancora l’archivio della famiglia Altieri. Leggi anche: Cosa fare a Roma gratis (o quasi) 10 luoghi da visitare a Roma La Roma de "La grande bellezza" Roma, movida notturna Le migliori Spa di Roma Roma, capitale da film Le borgate di Mamma Roma Gli studios di Cinecittà Beatrice Cenci e la Roma del Seicento
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Roccalbegna è un paese piccolissimo che si trova in una Toscana “minore”. Eppure in questo borgo che non compare nemmeno sulle guide turistiche è passata la “grande” Storia. Lasciando il segno Roccalbegna, vicino Grosseto, ha una data indelebile impressa nella memoria: quella dell’11 giugno 1944. Una data in cui si intrecciano ricordi, dolori, paure ma anche orgoglio. Erano i tempi della Resistenza. E il piccolo paese di Roccalbegna entrò di diritto nella Storia. Roccalbegna è un borgo in provincia di Grosseto, a 522 metri d’altezza: quella Toscana “minore” (perché meno famosa e meno english rispetto alla più corteggiata provincia di Firenze). Una chiesa e due rocche: è così che si può riassumere la geografia di Roccalbegna. Chiesa e rocche che furono proprietà degli Aldobrandeschi. Ma questo è un andare troppo indietro nel tempo: perché la data fondamentale di Roccalbegna è segnata su un calendario di gran lunga più recente. Roccalbegna – La storia Attorno all’anno mille Roccalbegna comincia ad assumere l’architettura di oggi. E quello che era l’antico villaggio di pastori venne trasformato in un castello fortificato, pronto ad accogliere la storia che di lì in poi attraverserà al Toscana. L’attraverseranno i senesi nel 1200 e i tedeschi a metà del ‘900. Ma la storia di cui ci si ricorda in paese è molto molto più vicina a noi. Roccalbegna – L’eccidio del ‘44 L’11 giugno 1944 era una di quelle giornate che dovevano essere di festa. E invece diventò la data di un eccidio. Immaginate un paese di poche anime come Roccalbegna: che effetto può fare su queste poche anime la storia, quando passa così violentemente? Nel castello di Triana – appena fuori il paese -  le SS avevano fissato la propria base. Erano i giorni in cui i tedeschi pian piano se ne andavano dalla Toscana. Ma non è che seminassero gioie dietro di sé. In questo piccolo borgo le truppe nazifasciste uccisero sette persone. Cos’è la guerra in certi posti piccolissimi? È la vita quotidiana che d’improvviso prende la rincorsa. La guerra, in un paese di poche anime come Roccalbegna, è fatta di dettagli che diventano pietre. E pesano nella memoria. Pesano come macigni. Leggi anche: I luoghi dell Sbarco in Normandia
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Sarebbe curioso poter indagare il rapporto tra il genio di Leonardo e il borgo dov’è nato: Vinci. Figlio illegittimo di un notaio, Leonardo da Vinci ha trascorso qui la sua infanzia prima di trasferirsi a Firenze Il borgo di Vinci – in Toscana – e  Leonardo. Chissà cos’è che lega un genio al paese dov’è nato. Chissà se ci fosse un innamoramento per le persone, le case, le botteghe, la piccola vita della piccolissima provincia. Va’ a sapere  come Leonardo guardasse a quei sassi, a quelle finestre, a quei tetti. Se lo amasse o no il piccolo borgo di Vinci. Vinci, la casa natale di Leonardo A tre chilometri dal centro del piccolo borgo di Vinci - nel borgo di Anchiano - c’è una casa in mezzo al verde. È qui che dovrebbe aver vissuto Leonardo bambino: lo dicono le cronache di Vinci. E guai a negargli questo piccolo orgoglio (vero o falso che sia). Leonardo da Vinci era un figlio illegittimo (nato il 15 aprile 1452). Riconosciuto dal padre, ma senza una madre – come dire – “ufficiale”.  Infatti, Leonardo era figlio di un notaio, un certo Ser Piero. E la madre non poteva essere all’altezza di un notaio. Per questo andò sposa ad altri. Leonardo nei pochi anni in cui ha vissuto a Vinci, era stato allevato dai nonni e da uno zio cui era molto affezionato. C’è una geografia degli affetti che lega questo piccolo borgo toscano all’uomo che poi se n’è andato per il mondo a inventare dipingere scrivere, a “costruire” il Rinascimento. Leonardo visse a Vinci fino al 1469 quando si trasferì a Firenze. Vinci, oggi Vinci, uno dei borghi più belli d’Italia, si trova a pochi chilometri da Firenze. E la sua storia – Leonardo a parte – è stata influenzata dalla Repubblica Fiorentina. Oggi Vinci è diventata un paese visitato da molti turisti. Soprattutto stranieri. Che se ne vanno in giro a cercare orme, tracce, segni che possano aggiungere un dettaglio, anche solo una sensazione, a quello che s’è letto sui libri riguardo al genio.   Vinci, il museo dedicato a Leonardo E non si può girovagare per le stradine di Vinci, cercare il “fiato” di Leonardo, senza finire per entrare nel museo che gli è dedicato. Questo museo ha visto la luce il 15 aprile del 1953 grazie all’IBM che donò al comune di Vinci un’intera serie di modelli ricostruiti sulla base dei disegni di Leonardo. Ampliato poi nel tempo sia per quanto riguarda gli spazi che le opere, il museo Vinciano oggi è un punto di rifermento, curioso e singolare, soprattutto per capire gli studi e le sperimentazioni alla base delle invenzioni di Leonardo. Per info: www.museoleonardiano.it Il meteo di Vinci Il meteo in tempo reale di Vinci e la Toscana Vedi gli altri borghi più belli d'Italia: Dozza, il borgo dipinto Santa Fiora, i minatori del Monte Amiata Vigoleno, tra le nebbie del passato Castell'Arquato... e la figlia di un Papa Dolceacqua e i dipinti di Monet Orgosolo, murales e resistenza Monteriggioni, l'entrata all'Inferno Racalmuto. O Regalpetra?
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