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Non siete mai stati nella bellissima Fes? Ecco una breve guida dedicata a questa splendida città del Marocco in cui potrete scoprire cosa fare, dove andare e mangiare.

La Medina di Fes: dove andare

La medina di Fès è una delle più estese e meglio conservate città medievali del mondo, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Un labirinto di 9.400 vicoli, protetto dalle antiche mura, dove si concentra l’eccellenza dell’artigianato tradizionale marocchino.

Lontana dalla mondanità di Marrakech, la prima capitale imperiale del Marocco è diventata, negli ultimi anni, la nuova mecca dello shopping di qualità. La scopriamo insieme al nostro insider, il noto antiquario e decoratore provenzale Michel Biehn, Fassi d’adozione, come vengono nominati gli abitanti di Fès, e creatore del più singolare riad recentemente inaugurato nella città vecchia.
Le Jardin des Biehn è un giardino andaluso, abbracciato da cinque edifici d’epoca e architettura differenti, che custodisce nove suite ispirate ai fasti del Marocco leggendario, un hammam in stile moresco, il bistrot Fès Café, orientato ai sapori della cucina mediterranea, e un’imperdibile boutique. Qui, come in ogni angolo del Jardin, gli oggetti e i tessuti etnici provenienti dalla collezione privata di Michel raccontano una vita spesa a viaggiare e curiosare in paesi lontani. Una passione che, applicata al microcosmo della medina, ha dato vita ad un carnet d’indirizzi preziosi per gli amanti del genere. Ci riferiamo alla zona compresa tra le due arterie principali Talâa Kbira e Talâa Sghira, un dedalo di souq, mercati, dove i muli hanno la precedenza sui pedoni e il tè alla menta è l’inizio di ogni trattativa.

Per non perdere la pazienza e fare buoni affari iniziamo da La Petite Maison Berbère, dove il titolare Mohamed Bouzidi srotola davanti ai nostri occhi splendidi tappeti berberi e kilim antichi provenienti da tutto il Marocco. Dietro l’angolo, Hicham Nafis è il più quotato venditore di miele del funduq, il caravanserraglio di Kâat Smen, con 17 tipi di nettare biologico. Se dite che vi manda l’habitué monsieur Biehn, poi, Au Petit Bazar du Bon Accueil, l’antiquario Mohamed Benabdejlil sarà felice di mostrarvi i pezzi migliori. Due piani d’antichità africane, tessuti tradizionali, mobilio e gioielli berberi dedicati a chi è a caccia di occasioni autentiche. A una manciata di numeri civici, l’ultimo bottaio di Fès, Mohamed Tazi, assembla i catini in legno di cedro per gli hammam mentre le donne della Coopérative Féminine Tamounte decantano ai passanti le proprietà alimentari e cosmetiche dell’argan. Per uno spuntino scegliamo il Café Clock, un’oasi di pace nascosta in un vicolo laterale dell’animata Talâa Kbira, celebre per la cheesecake e l’hamburger di cammello. La sua terrazza, con i comodi sofà e la vista sulla Madersa Bou Inania, è ideale per godersi il tramonto.

Tornando allo shopping, in materia di maroquinerie, i prodotti in cuoio, le scenografiche concerie di Fès forniscono la materia prima per la metà del Paese. Affacciata sulle vasche dei conciatori, la Terrasse de Tannerie è il punto di riferimento per fare incetta di borse, pouf, giacche, cinture ecalzature, tra cui le immancabili babouche. Seddik, il proprietario, ci spiega che il modello più comodo e resistente, a punta in stile arabo o rotondeggiante alla moda berbera, ha la suola di dromedario, l’esterno in capra e l’interno in pelle di montone. I colori tradizionali delle pantofole marocchine sono il bianco e lo zafferano per l’uomo e le tinte vivaci per le donne. Nel confinante quartiere di Blida, poi, incontriamo Abdelkader Ouazzani, l’ultimo tessitore di broccato tradizionale Fassi che, tra i suoi prestigiosi clienti, annovera la famiglia reale. Dopo mezzo secolo, nel suo minuscolo laboratorio, si continuano a tessere manualmente veri e propri capolavori di lana, seta, fili d’oro e d’argento. Più a sud, intorno a Place-as-Seffarine, la piazza nota per la lavorazione dell’ottone e per il succo d’arancia della Cremerie La Place, si concentrano gli artigiani del riciclo. Dal corno di montone, ad esempio, nascono i coltelli di Rafii Mahsine e gli accessori ideati da Mohamed Saili in Rue Lmachatine, qualibottoni, pettini, fermagli e porta kajal.

Lungo Talâa Kbira, invece, Mostafa Alman vanta la migliore selezione di ceramiche tradizionali di Fès e, al vicino Le Coin de Henne, il “guru” degli oli essenziali Mohammed el-Amrani soddisfa anche i nasi più raffinati. Questa stravagante bottega, stracolma d’incensi, henné, tè, erbe medicinali, spezie ed essenze rare, come il ricercato muschio nero, è diventata una fonte d’ispirazione per i maestri profumieri.

Dove mangiare e dormire

Prima di congedarci da Michel, ne approfittiamo per appuntarci gli ultimi indirizzi da insider in materia di ristoranti e riad. Lungo la stretta Derb Bouhaj, ad esempio, potete affittare il riad privato magnificamente restaurato dai creativi parigini Catherine Gaillard e Pierre Deladerièreoppure sperimentare il vicino Riad 9. Quest’ultimo, nato dal recupero dell’originale palazzo del XVIII secolo, è un’incursione nel vintage marocchino, francese, inglese ed asiatico, firmato dal designer statunitense Stephen di Renza. Un’elegante hall e tre suite, dove gli sgabelli vietnamiti convivono con le sedie Luigi XV, precedono una delle terrazze più ambite della medina.
Fresco d’inaugurazione, nell’annesso Restaurant 7, lo chef Bruno Ussel ci propone una reinterpretazione in chiave organica della cucina franco-marocchina.
A due passi da Le Jardin des Biehn, infine, dopo uno scrupoloso lavoro di restauro, gli inglesi John Twomey e Robert Johnstone hanno recentemente aperto il Riad Idrissy. Quattro suite ricavate in un palazzo vecchio di 400 anni, una terrazza aperta sulla medina e sul Monte Zalagh e il Ruined Garden, il ristorante ospitato nel teatrale giardino, dove Robert si cimenta in pantagruelici banchetti. Non perdetevi, durante i fine settimana, i suoi brunch e afternoon tea, un’occasione unica per solleticare appetito e parole. Dopo tante primizie, il nostro viaggio si conclude con un grande classico dell’ospitalità Fassi, il Relais & Châteaux Riad Fès. Venite qui per rivivere i fasti dell’architettura ispano-moresca, sprofondare nei suoi interni barocchi, abbandonarvi alle coccole della Spa e sorseggiare un calice di vino nel migliore wine bar della medina.

Cucina marocchina

Capitale gastronomica del Marocco, Fès è il luogo ideale per gustare il meglio del food tradizionale. Tra i grandi classici d’origine barbera, da non perdere il couscous, la tajine, lo stufato di carne e verdure, l’harira, la zuppa di lenticchie speziata, e il m’choui, l’agnello arrosto.

Se il kebab, gli spiedini di carne cotti a
lla brace, e l’insalata marocchina, si trovano pressoché ovunque, per gustare una buona pastilla occorre ordinarla in anticipo. Non partite senza aver assaggiato questo piatto tipico, composto da un mix di carne di piccione, uova al limone, mandorle, cannella, zafferano e zucchero racchiuso in sottili sfoglie dette ouarka.

Le Jardin de Biehn, Café Clock e Riad Fès organizzano, su richiesta, corsi di cucina comprensivi di spesa nel souq.

Arte e storia: da non perdere a Fès

Museo Dar Batha: allestito in uno splendido palazzo, il museo raccoglieuna ricca collezione di antiche opere d’arte e artigianato marocchino, dai legni intagliati ai tappeti tribali e dai ricami Fassi alle famose ceramiche blu.
Medersa Bou Inania: l’antico collegio teologico è uno dei più raffinati monumenti attribuiti alla dinastia merenide.
Concerie: il momento migliore per visitarle è il mattino quando le vasche sono ricolme dei colori utilizzati per tingere le pelli.
Museo Nejjarine: si trova in Place an-Nejjarine ed espone numerosioggetti artigianali in legno del XIX secolo, tra cui strumenti musicali e interessanti serrature berbere.
Medersa el-Attarine: dal tetto di questa scuola coranica medievale si gode la vista migliore sulla Moschea Kairaouine (inaccessibile ai non musulmani).