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Enoteche - Le migliori cantine e wine bar in Italia

Esistono un'infinità di enoteche in Italia, ma quali sono le migliori, i più antichi negozi di vini nel Belpaese. Non è stato facile stilare una classifica, ma ecco le 10 enoteche che si sono distinte tra vini, spumanti e liquori, con un occhio all'enogastronomia italiana.

Enoteca della Valpolicella

Luogo suggestivo, si trova a Fummane a pochi chilometri da Verona e della Bottega del Vino. Una completa selezione di etichette della Valpolicella. Gli Amaroni più prestigiosi come pure rare bottiglie di Recioto sono al centro di una cantina di prestigio. Qui è possibile anche degustare un pasto completo, ottima cucina territoriale. Prezzo: circa 40 euro.
Via Osan 45, Fumane (Vr) | tel. 045/6800471

Trimani

Il negozio di vini più antico di Roma (l'attuale sede esiste dal 1876) è molto rinomato nella capitale per la sua pregiata e vasta scelta di vini, champagne, spumanti, liquori e distillati. La ristrutturazione ha conservato la struttura storica coniugandola con elementi di funzionalità moderna. Da una decina d'anni, la vendita di vini è affiancata dal Wine Bar (via Cernaia 37/b), per la mescita e il servizio al tavolo e per la ristorazione.
Via Goito 20, Roma | tel. 06/4469661

San Lorenzo Wine Bar

Il San Lorenzo è un wine bar che esce dagli schemi tradizionali di questa tipologia di locali. La sua filosofia è quella di far scoprire delle vere e proprie chicche ai suoi clienti, le degustazioni avvengono per zone geografiche, la cantina propone etichette di Italia e Francia ma sono molte le sorprese che provengono da paesi come Australia, Cile, Nuova Zelanda, Sud Africa e California.
In un ambiente moderno ed elegante è anche possibile degustare qualche piatto della tradizione umbra.
Via Oberdan 12, Foligno (Pg) | tel. 0742/341041 | www.sanlorenzowinebar.it

Cantina Apollonio

Tra i tanti luoghi del vino da conoscere nella realtà pugliese è d'obbligo fare una visita alla cantina Apollonio, questa famiglia commercia vino sin dal 1870, tradizione che si tramanda da padre in figlio, oggi a condurre cantina e azienda agricola sono i due fratelli: Massimiliano e Marcello. Classica cantina con elegante sala degustazione, ma da non mancare la visita alla barriccaia e nella vecchia cantina.
Via San Pietro in Lama 7, Monteroni di Lecce (Le) | tel. 0832/327182 | www.apolloniovini.it

Cantine Redi

Per i turisti del vino una tappa immancabile dei propri tour è una visita alle Cantine Redi di Montepulciano. Cantina storica, che definire suggestiva sembra riduttivo, ambienti imponenti ricchi di cunicoli, botti e tini; tutto sembra appartenere alla scenografia di un film storico, invece sono reali e provengono da epoche lontane.
La cantina sorge su strutture medievali, e rispetta a pieno le regole degli statuti di Montepulciano del 1337 per quanto riguarda la cura del vino di quell'epoca. Un vero tuffo nel passato oltre chiaramente alla opportunità di degustare verticali di Nobile di Montepulciano.
Via di Collazzi 5, 53045 Montepulciano (Si) | tel. 0578/716092 | www.cantinadelredi.com

Enoteca Marcucci

L'ambiente di questa ottima enoteca è di grande fascino, grazie all'eleganza della semplicità. Il patron Michele Marcucci offre una cantina con oltre 2.500 etichette pregiate e ha disposto alcuni tavoli per mangiare seduti tra gli scaffali di bottiglie. Molto ben frequentato, annovera tra i suoi clienti nomi come Giorgio Armani, Paul Smith, Fernando Botero, Flavio Briatore e Naomi Campbell.
Via Garibaldi 40, Pietrasanta (Lu) | tel. 0584/791962 | www.enotecamarcucci.it

Enoteca Regionale la Serenissima

Luogo ricco di fascino, ha sede nel palazzo dei Provveditori veneti del 1400, al centro della cittadella fortificata di Gradisca, si possono degustare quasi tutte le etichette friulane accompagnate da fantastici stuzzichini a base di Montasio e di varie tipologie dei meravigliosi prosciutti regionali.
Prenotando è anche possibile cenare, ovviamente la cucina è rigorosamente del territorio, se non bastasse è possibile visitare una mostra permanente di prodotti friulani come grappe e mieli selezionati.
Via Battisti 30, Gradisca d'Isonzo (Go) | tel. 0481/99598 | www.enotecalaserenissima.it

Cantina Comunale di La Morra

Siamo in Piemonte, nel centro delle Langhe, centro di produzione di vini tra i più prestigiosi d'Italia. La Morra è un po' il cuore del Barolo come zona.Dalla sua piazza nel paese si può ammirare tutta la langa da Alba fino all'Alta Langa (Murazzano).
Nella Cantina si può degustare un'ottima selezione di Barolo, Nebbiolo, Dolcetto e Barbera, oltre che chiaramente acquistare bottiglie delle migliori aziende della zona. La Cantina ha sede nelle cantine settecentesche del palazzo dei Marchesi di Barolo, gli ambienti caratteristici, semplici ed accoglienti, purtroppo non è possibile degustare qualche prodotto gastronomico da abbinare al vino, ma in paese non mancano le opportunità.
Via C. Alberto 2, La Morra (Cn) | tel. 0173/509204 | www.cantinalamorra.com

Malia Wine Bar

La cantina di questo locale è la stessa del Ristorante la Locanda di Alia, è da sempre considerata una delle più importanti del Sud Italia, ma non solo. Oltre settecento le etichette in cantina, sono presenti ai vertici anche e soprattutto con le loro annate più importanti, quindi è possibile effettuare anche degustazioni verticali.
Il panorama internazionale è rapresentato da vini francesi e da una selezione mondiale.Una grande attenzione però è rivolta soprattutto ai vini del Sud con accurate preferenze. La Carta dei Distillati è molto ricca ed offre autentiche chicche. L'ambiente è elegante ed accogliente non mette in soggezione, si possono degustare piccoli assaggi della cucina di Pinuccio Alia, ma anche ovviamente cunsumare un pasto di alto livello nell'adiacente ristorante.
Via Ietticelli 55, Castrovillari (Cs) | tel. 0981/46 370

N'ombra de vin

In zona centrale questa cantina enoteca trova asilo presso l'antico refettorio dei Frati Agostiniani, ormai da quasi trenta anni è mèta di pellegrinaggio degli amanti del vino milanesi. Aperto sin dal mattino il vino si può acquistare e degustare, negli anni le etichette selezionate hanno raggiunto una vastissima gamma, qui si possono seguire corsi di degustazione ed abbinamento al cibo. I soffitti alti a volta e le colonne dell'antico refettorio donano all'ambiente un tocco altamente suggestivo. È possibile provare piatti della tradizione e rivisitazioni gastronomiche interessanti.
Via San Marco 2, Milano | tel. 02/6599650 | www.nombradevin.it

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Tags:cantinenogastronomiaenotecaenotecheitaliavini
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Fa tappa a Roma venerdì 6 marzo lo spettacolo che ricostruisce in 75 minuti il percorso che dal big bang ha portato alla nascità della civiltà. Appena un'ora e un quarto per riassumere per immagini 14 miliardi di anni di storia: missione tutt'altro che impossibile, come dimostra il suggestivo spettacolo in programma a Roma venerdì 6 marzo alle ore 21 al Teatro delle Meraviglie di Villa Torlonia. Ad "orchestrare" il tutto l'astrofisico Amedeo Balbi e lo scrittore Antonio Pascale. Un affascinante viaggio in sei tappe per rappresentare altrettanti punti di svolta dell’evoluzione del cosmo e della nostra civiltà: dalla prima «istantanea» disponibile dell’universo alle pitture rupestri di Lascaux, da una supernova  al grafico di Fogel, da un'illusione ottica all’immagine di una cometa, si ripercorre  con un linguaggio semplice ma ricco di suggestioni scientifiche, intellettuali e artistiche, dalle origini dell’universo fino alle più importanti conquiste dell’Homo Sapiens. Ritmo, velocità e divertimento assicurati in uno spettacolo che è stato scelto come l’evento di chiusura al Festival delle Scienze. Dopo una tournée in giro per l’Italia, lo spettacolo approda finalmente a Roma nell’ambito del ciclo degli Incontri della Luna Piena promossi dal Planetario di Roma. Ingresso gratuito con prenotazione al 060608 [caption id="attachment_34874" align="alignnone" width="622"] Le suggestive pitture rupestri preistoriche di Lascaux[/caption]
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News ed Eventi

"La révélation m'est venue d'Orient" scriveva Henri Matisse nel 1947 al critico Gaston Diehl. Una frequentazione dell'Oriente fatta di viaggi, incontri e visite a mostre ed esposizioni che risulta ben evidente nei suoi quadri. In esposizione alle Scuderie del Quirinale oltre cento opere di Matisse con alcuni capolavori assoluti - per la prima volta in Italia - dai maggiori musei del mondo: Tate, MET, MoMa, Puškin, Ermitage, Pompidou, Orangerie, Philadelphia, Washington solo per citarne alcuni.  Matisse - Arabesque alle Scuderie del Quirinale - 05 marzo / 21 giugno Proposta dalle Scuderie del Quirinale, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e Turismo, la mostra è organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con MondoMostre e catalogo a cura di Skira editore. Curata da Ester Coen, con un comitato scientifico composto da John Elderfield, Remi Labrusse e Olivier Berggruen, Matisse Arabesque, vuole restituire un'idea delle suggestioni che ebbe l'Oriente nella pittura di Matisse: un Oriente che, con i suoi artifici, i suoi arabeschi, i suoi colori, suggerisce uno spazio più vasto, un vero spazio plastico e offre un nuovo respiro alle sue composizioni, liberandolo dalle costrizioni formali, dalla necessità della prospettiva e della "somiglianza" per aprire a uno spazio fatto di colori vibranti, a una nuova idea di arte decorativa fondata sull’idea di superficie pura. Chi era Matisse [caption id="attachment_34747" align="aligncenter" width="622"] Henri Matisse - I pesci rossi[/caption] Henri Matisse non era destinato alla pittura, “Sono figlio di un commerciante di sementi, al quale avrei dovuto succedere nella gestione del negozio”, cerca di intraprendere la carriera di avvocato prima di diventare un artista. Sarà la sua salute a cambiare il corso della storia. Lavorava come assistente in uno studio legale di Saint-Quentin, quando nel 1890 una grave appendicite lo costringe a letto per quasi un anno. Comincia a dedicarsi alla pittura e dal 1893 frequenta l’atelier del pittore simbolista Gustave Moreau insieme con l’amico Albert Marquet. Si iscrive ufficialmente all' École des Beaux Arts nel 1895, dove insegnano molti Orientalisti. In quegli anni vedrà molto Oriente: visita la vasta collezione islamica del Louvre in esposizione permanente e le diverse mostre che, nel 1893-1894 e soprattutto nel 1903, vennero dedicate all’arte islamica al Musée des Arts Decoratifs di Parigi. E poi, all’Esposizione mondiale del 1900, scopre i paesi musulmani nei padiglioni dedicati a Turchia, Persia, Marocco, Tunisia, Algeria ed Egitto. Matisse frequenta anche le gallerie dell’avanguardia, come quella di Ambroise Vollard, dal quale acquista nel 1899 un disegno di Van Gogh, un busto in gesso di Rodin, un quadro di Gauguin e uno di Cézanne, che influenzerà moltissimo l’opera di Matisse. Mostra Matisse Arabesque: percorso espositivo in 10 sale Una mostra che, attraverso il rimando a oggetti delle ricche e fastose culture figurative citate, a ibridazioni e a commistioni di generi e stili, vuole far rivivere il lusso e la delicatezza di mondi antichi, esaltati dallo sguardo visionario, profondo e straordinariamente contemporaneo di un artista geniale e grandioso come Matisse. Sala 1 Nella prima sala ci accoglie la monumentale natura morta Gigli, Iris e Mimose del 1913 (Museo Puškin, Mosca) anticipatoria della magia cromatica dei toni dell’azzurro e del verde, colori che Matisse riprende dal mondo della decorazione orientale, in particolare dalla ceramica ottomana e nord-africana del XV e XVI secolo, ove la natura è rappresentata in modo simbolico. Sala 2 Già dalla sala 2 il percorso della mostra propone suggestioni diverse: il primitivismo, di cui è nota la passione di Matisse e il suo amore collezionistico per le maschere e i tessuti africani. Sala 3 [caption id="attachment_34748" align="aligncenter" width="622"] Henri Matisse Ramo di Pruno fondo verde[/caption] Matisse rivolge il suo sguardo anche verso schemi decorativi delle culture estremo-orientali ed in sala 3 ecco un ritorno ai picchi di colore con la presentazione di due dipinti della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli: il Ramo di Pruno su fondo verde della fine degli anni quaranta e Fruttiera ed edera in fiore del 1941, le cui cromie brillanti e i motivi vegetali sono frutto dell’interesse di Matisse per la semplicità decorativa dell’Estremo Oriente, accanto a ceramiche e surimono giapponesi che riecheggiano, di quei dipinti, le forme e i motivi staccati dallo sfondo. Sala 4 Nella sala 4 il mondo del Mediterraneo esplode nei suoi colori più significativi, attraverso il Marocco e il rapporto con il mondo islamico. Nel celeberrimo Zohra sulla terrazza del 1912 (Museo Puškin, Mosca) che per la prima volta viaggia in Italia, così come in Marocchino in verde sempre del 1912 (Hermitage, San Pietroburgo) e negli altri quattro quadri della sala, capolavori di questi anni, Matisse rende l’effetto “tessile” dell’impianto pittorico attraverso l’estrema semplificazione dell’immagine e l’esuberanza del colore. Sala 5 Nella sala 5, un Matisse meno comune ci sorprende con tre straordinari paesaggi degli anni dieci Pervinche - Giardino marocchino del 1912 (MoMA, New York), L’albero presso il laghetto di Trivaux del 1916 (Tate, Londra) e La Palma del 1912 (National Gallery of Art, Washington). Sala 6 [caption id="attachment_34749" align="aligncenter" width="622"] Henri Matisse - Paravento moresco[/caption] Nello studio di Matisse, tra collezioni di vasi islamici, preziose stoffe orientali e gabbie di tortore bianche, era presente spesso anche una modella. Nella Sala 6 ecco il fascino misterioso di Odalisca blu del 1921 (dall’Orangerie), la sensualità di Due modelle che si riposano del 1928 e del Paravento moresco del 1921 (entrambi dal Philadelphia Museum of Art) e poi ancora raffinatissimi e sapienti disegni di profili femminili nelle misteriose pose e nei ricchi abiti di odalische. Sala 7 Ma i viaggi ritornano ancora, questa volta con rimandi a motivi decorativi europei: l’abito spagnolo nel dipinto dal piglio energico della Danzatrice spagnola del 1909 (dal Museo Puškin) o nell’abito giallo di Katia del 1951 (dalla Fondazione Pierre e Tana Matisse di New York). E poi alcuni disegni di nudi degli anni Trenta, come Nudo disteso su piccolo tappeto africano del 1935 (Centre Pompidou), Donna che si riposa del 1935, Nudo seduto del 1944 e Nudo disteso sulla schiena del 1946 (Museo Matisse, Nizza). Sala 8 Matisse collabora – come tanti artisti dell’epoca, tra cui lo stesso Picasso – con i Balletti Russi di Diaghilev, e alle Scuderie lo vediamo cimentarsi nella realizzazione di costumi ed abiti di scena. Accompagnati dalle note di Stravinskij, invadono lo spazio i costumi del Chant du Rossignol del 1920, una sorta di opera totale dove balletto, musica e pittura si intrecciano in un’unica fantastica visione. Sala 9 [caption id="attachment_34750" align="aligncenter" width="622"] Henri Matisse - Interno con fonografo[/caption] La mostra prosegue in sala 9 con un gioco di rimandi tra interno ed esterno attraverso i dipinti Interno con fonografo del 1934 (dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli) Interieur à Etretat del 1920, dove il tema della finestra, motivo della possibilità di superare con lo sguardo i confini della tela, riconduce interno ed esterno sulla stessa dimensione pittorica. Sala 10 Nell’ultima sala ritorna il gesto essenziale nei sorprendenti studi e disegni di foglie, alberi e piante, dalle superfici smisurate, dalla potenza di veri e propri dipinti, in particolare il Buisson del 1951 della Fondazione Maeght o l’Arbre del 1951 (Centre Pompidou), o il noto, splendido dipinto del Puškin, i Pesci rossi, capolavoro del 1912. Mostra Matisse Arabesque: scheda informativa Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica TITOLO: Matisse. Arabesque SEDE: SCUDERIE DEL QUIRINALE Via XXIV Maggio 16, Roma PERIODO: 5 marzo - 21 giugno 2015 A CURA DI: Ester Coen PROMOSSA DA: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e Turismo ORGANIZZATA DA: Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con MondoMostre PROGETTO ALLESTIMENTO: Cesare Mari – PANSTUDIO architetti associati ORARI: Domenica – giovedì dalle 10.00 alle 20.00 Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30 Non si effettua chiusura settimanale La biglietteria chiude un'ora prima INGRESSO: Intero € 12,00 - Ridotto € 9, 50 INFOLINE, PRENOTAZIONI, VISITE GUIDATE E LABORATORI: Tel. +39.06.39967500 SITO INTERNET: www.scuderiequirinale.it
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Italia

La bellezza artistica e paesaggistica del Salento fa da contorno a questo imperdibile festival: è la Notte della Taranta, uno degli eventi folkloristici più importanti - se non il più importante in assoluto - d'Italia e d'Europa. Si tratta di un festival itinerante che porta in varie città del Salento la musica, l'allegria e i balli della celebre pizzica. Il "concertone finale" del festival si svolge a Melpignano e, di solito, conta circa 150 mila spettatori. Vediamo cos'è, dove e quando si svolge la Notte della Taranta edizione 2015. Notte della Taranta 2015: il festival itinerante in provincia di Lecce [caption id="attachment_34557" align="aligncenter" width="622"] Il concertone finale a Melpignano della Notte della Taranta con circa 150 mila persone[/caption] Questo incredibile festival si svolge dal 1998 in provincia di Lecce. O meglio quasi esclusivamente in provincia di Lecce: nell'edizione 2014, ad esempio, ha fatto tappa a Carovigno, in provincia di Brindisi. L'appuntamento principale è quello che si svolge a Melpignano e che conclude l'evento con un "concertone finale" che attira il vertiginoso numero di 150 mila spettatori. Notte della Taranta 2015: cos'è Il festival è dedicato alla pizzica, un'antica forma di musica popolare tradizionale salentina che oggi si fonde con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla musica sinfonica. [caption id="attachment_34562" align="aligncenter" width="622"] La pizzica tipica del Salento. Rientra tra le tarantelle, cioè le danze di tradizione popolare dell'Italia meridionale in età moderna.[/caption] La pizzica, fatta di danza, musica e convivialità sociale, veniva praticata nei momenti di festa e durante i rituali terapeutici ai tarantati. Si credeva, infatti, che questa danza potesse allontanare i sintomi causati dal veleno di due ragni, la tarantola e la malmignatta. Il rito si svolgeva ogni anno, generalmente all'inizio dell'estate, e per molti anni di seguito sino a guarigione completa del tarantato. Notte della Taranta 2015: dove si svolge La Notte della Taranta si svolge in 17 piazze salentine. Eccole in ordine alfabetico: Alessano, Calimera, Carovigno (Orchestra in tour), Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cursi, Cutrofiano, Galatina, Lecce, Martano, Martignano, Melpignano, Sogliano Cavour, Soleto, Sternatia e Zollino. Notte della Taranta 2015: quando si svolge Il festival itinerante si svolge dal 5 al 22 agosto 2015; il concertone finale del 22 agosto si terrà, come di consueto, a Melpignano (provincia di Lecce). Notte della Taranta 2015: calendario e programma La Notte della Taranta gode sempre più dell'attenzione del panorama musicale e rappresenta un eccellente esempio di commistione di generi musicali che fondono la pizzica ad altre culture musicali anche internazionali. L'elenco degli artisti che parteciperanno e il calendario delle tappe ancora non è stato diramato. Dal 5 al 21 agosto: ancora non disponibile 22 agosto ore 22.30: concertone finale di Melpignano   Leggi anche: Guida del Salento Lago di bauxite ad Otranto, uno spettacolo rosso nel Salento Salento: le spiagge più belle
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