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Carlo Alberto Cavallo è un personaggio singolare, uno psicologo fuori dal coro, un viaggiatore visionario, un vulcano di idee, un fiume in piena..
… e il paragone con un fiume in questo caso calza proprio bene, visto che proprio un fiume (e che fiume!) è il protagonista dell’ultima (o forse sarebbe meglio dire “della più recente”) avventura dell’intraprendente psicologo torinese che il pubblico televisivo ha imparato a conoscere dai tempi del GF1 e che noi di Marcopolo abbiamo seguito anni fa nel suo rocambolesco viaggio tra Venezia e Pechino in sella a un motorino.
A adesso? Adesso Carlo Alberto Cavallo si è messo in testa di risalire il grande fiume Mekong fino alle sorgenti.
Il Mekong, con i suoi quasi 5.000 km di lunghezza è uno principali fiumi del mondo e, dall’altopiano del Tibet dove sorge, termina la sua corsa nel mare del Vietnam, presso Ho-Chi-Minh-City dopo avere attraversato Cina, Birmania, Thailandia, Laos e Cambogia.
Il suo viaggio è documentato, tappa per tappa, incontro dopo incontro, attraverso il suo blog www.ourmekong.com

Così lo stesso Carlo Alberto Cavallo formula la sua professione di intenti:
“Ora, messo da parte tutto, proprio tutto, e confessato tutto, proprio tutto, o si ritrova il filo, il senso, la direzione, oppure finisce tutto, proprio tutto, alle sorgenti del Mekong. Non esiste il piano B.”

E così descrive la sua idea di viaggio, in una sorta di dialogo con se stesso:
“Ci sono due modi di viaggiare: col guscio e senza guscio.
Io viaggio senza tempo.
Ma non nel senso che posso impiegarci quanto voglio, a risalire il Mekong. Anche.
Proprio senza tempo, passato/presente/futuro. Avvolto nello spazio della nostra coscienza collettiva.
Che c. vuoi dire Carletto?!?
Che mi guida l’umore, non la conoscenza. Seguo ogni giorno solo ciò che mi emoziona, e scarto, con pari gusto, tutto ciò che è prevedibile.
In sostanza?!?
Giro indifferentemente su traghetti, motorini affittati, autobus. Dormo, per lo più, a casa di locali. Attualmente da un figo ex-commando viet del sud. Stanza con bagno (ma senza lavandino), ventilatore e amaca nel giardino, colazione immangiabile e cene gustose, tutto a 9 euro al di’.
Bello? Dannatamente, proprio nel senso di dannato.
Facile? Si, finche la spinta inconscia non si esaurisce.
Poi, se e quando finirà, chissenefrega di continuare. Senza l’accesso all’Anima, mi fermo. Per sempre.
(l’ho detto che è un piano diabolico)
Non è roba per poppanti cacasotto, mezz’acque del bar in piazza.
Ma se hai letto fin qui, allora c’è speranza.

Progetto senza dubbio affasciante, ecco perché sul nostro sito ospitiamo con piacere queste video-testimonianze che nascono dal suo viaggio avventuroso e fuori da ogni schema