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Borghi dell'Emilia Romagna - I più belli

In Emilia Romagna, e più precisamente nel ducato di Parma e Piacenza, nel cuore dell'Emilia, ci sono alcuni borghi medievali ideali per un week end tra arte e sapori.

Da Fontanellato a Vigoleno, da Castell'Arquato a Bardi tra le tracce del Parmigianino e le presenze dimenticate che ancora oggi abitano quegli antichi castelli.

Fontanellato - Borghi dell'Emilia Romagna

Nell'acqua del fossato che cinge la rocca, si riflette un'immagine legata al Rinascimento. La fortificazione militare, nata nel Medioevo e divenuta palazzo signorile dopo l'acquisto da parte dei Sanvitale (XIV secolo), custodisce un piccolo tesoro: la saletta di Diana e Atteone (1524). Affrescata dal Parmigianino, mostra il mito del cacciatore sorpreso a spiare il bagno della dea e per questo trasformato in cervo, così come Ovidio racconta nelle “Metamorfosi”. Interessante anche la Camera Ottica: un complesso sistema di lenti e prismi permetteva di dominare con lo sguardo ogni angolo della piazza.

Vigoleno - Borghi dell'Emilia Romagna

Tta le viuzze del borgo medievale, rimasto intatto nonostante il passare del tempo, si sono posati i leggiadri passi di una principessa: Maria Ruspoli de Gramont, proprietaria del castello negli anni '20 del Novecento. Illustri artisti, da Max Ernst a Gabriele D'annunzio, frequentarono i salotti del suo castello dove risuonava la musica delle orchestre veneziane. Nel borgo merita una visita la pieve di San Giorgio (XII secolo), con i suoi capitelli l'uno diverso dall'altro, ma legati a tematiche vegetali. Tutti tranne uno. Il più originale sorprende l'osservatore mostrando un'allegoria del peccato della lussuria.

Castell'Arquato - Borghi dell'Emilia Romagna

Una sola piazza per tre poteri: spirituale, civile e militare. Ma qualcosa disorienta l'osservatore: la chiesa (XII secolo) mostra al palazzo del podestà e alla rocca dei Visconti la sua parte posteriore, con l'antica fonte battesimale ad immersione. Sembra così dire di purificarsi prima di accedervi e vedere i tre cicli pittorici nella cappella di Santa Caterina. Sì perché a Castell'Arquato, diavolo e fantasmi sono quasi una presenza tangibile. Nella notte ancora si sente la voce di Sergio, incarcerato nella rocca nel 1620 per aver attentato alla vita del cardinale e, su una ripida scalinata vicino alla chiesa, il sovrano degli inferi ha lasciato la sua impronta: uno scalino cremisi.

Bardi - Borghi dell'Emilia Romagna

Affranto per l'amor perduto, Moroello si mostra a chi sa vederlo. Fu comandante delle guardie nel XV secolo, ma il suo cuore si spezzò quando la sua amata, credendolo morto, si gettò dall'alta rupe su cui sorge la fortezza, all'epoca proprietà dei Landi. Nel castello, le foto del fantasma realizzate dal Centro studi parapsicologici di Bologna e strumenti di tortura di varie epoche. Ma se l'amore trionfa su tutto, lasciate i tetri luoghi ed entrate nella chiesa di Santa Maria: qui vi aspetta la grazia dello “Sposalizio di Santa Caterina” dipinto dal giovane Parmigianino.

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Week end Italia

Una sosta, un week end per rallentare i ritmi della vita e assaporare le piccole cose di poca (o molta) importanza: come una passeggiata, un bosco, un formaggio, un mulino. Dove? Nel Borgo di Valcasotto A volte c’è semplicemente il bisogno di una sosta, di una breve vacanza. Di rallentare un po’. E degustare la vita. Per questi piccolissimi break non è necessario salire su un aereo e varcare i confini. È sufficiente andare in Piemonte (vicino Cuneo), nel Borgo di Valcasotto. (Qui il video del Borgo di Valcasotto) Borgo di Valcasotto, un piccolo mondo antico Il Borgo di Valcasotto è uno di quei posti “dietro l’angolo” dove è possibile trascorrere un week end rigenerante. In una valle piemontese, immerso nel verde: tra boschi, prati, pascoli e le acque del piccolo torrente Casotto. Qui il tempo libero trascorre tra passeggiate nei boschi, camminate sulla neve (anche di notte), gite a cavallo e la possibilità di pescare nelle acque del torrente. In questo angolo fuori dal tempo e dalle rotte turistiche più battute c’è un “piccolo mondo antico” fatto da una locanda, una bottega, un mulino e da una serie di cantine sotterranee dove viene custodito e stagionato il tesoro del Borgo di Valcasotto: i formaggi di Langa e di alpeggio prodotti da Beppino Occelli. Il mulino di Borgo di Valcasotto Il mulino che si trova nel Borgo di Valcasotto risale all’epoca napoleonica (1802). Restaurato e rimesso in funzione, questo mulino funziona come un tempo: con tre grosse macine in pietra regolate attraverso meccanismi originali in ferro e legno.   Borgo di Valcasotto, dove alloggiare e dove mangiare All’interno del piccolo Borgo di Valcasotto una locanda, un ristorante e una bottega per assaggiare i prodotti del posto. Naturalmente, per prodotti locali si intende prima di tutto il burro e i formaggi prodotti da Beppino Occelli. Borgo di Valcasotto: come arrivare Come si arriva al Borgo di Valcasotto? Autostrada Torino-Savona. Dall'uscita di Mondovì prendere per Briaglia-Pamparato. Oppure dall'uscita di Niella Tanaro dirigersi verso San Michele-Pamparato. Per ulteriori info: Borgo di Valcasotto - tel 0174 351135  
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Nord

Mantova: cosa vedere? Mantova è una delle città d'arte italiane di maggiore fascino. E' ricca di storia ed è ancora vivibilissima, a misura d'uomo e perfetta come destinazione per un week end.Se, vacanza o meno, vi trovate a Mantova e avete del tempo libero a disposizione, non mancate di visitare il Castello di San Giorgio, con le sue 4 imponenti torri una delle maggiori attrazioni cittadine. Al suo interno si tro infatti la famosa Camera degli Sposi, che il Mantegna affrescò per Ludovico Gonzaga e la moglie. La residenza dei Gonzaga, risalente al 1300, è invece il Palazzo Ducale, che nonostante le sue 400 sale e i 34.000 mq di superficie, si visita tranquillamente in un paio d'ore.Mantova è considerata da sempre terra di produzione della zucca, ancora oggi protagonista indiscussa dei piatti tipici del posto, come i famosi tortelli alla zucca. Dolce simbolo di Mantova è la sbrisolona, una torta di origine povera che solo i forni artigianali della città sanno preparare come una volta.Merita una visita, in tema di pasticceria, il negozio di Antoniazzi, per assaggiare uno dei dolci preparati dai maestri pasticcieri. Camminando per le vie della città si trovano, si trovano le sei boutique Bernardelli, accomunate dalla filosofia di non vendere solo abiti, ma di proporre anche "uno stile", un loro "senso della moda" che da sempre detta legge in città. Pranzo a Mantova: dove mangiare? Nel cuore del centro storico di Mantova, l'Ochina Bianca ha l'aria e lo stile di un "bistrot parigino". La cucina è tipica mantovana, in cui spiccano i tortelli di zucca, gli agnoli di manzo ed il riso alla pilota. Conto sui 30 euro (Via Finzi 2, Tel: 0376 32 37 000 www.ochinabianca.it ) .Inoltre, è una filiazione dell’Aquila Nigra (un nome una garanzia), il ristorante La Porta Accanto, un modo più fast e informale di sentire la cucina e la convivialità. Conto sui 35 euro (Vicolo Bonacolsi 4, tel 0376366751 www.laportaccanto.it ) Per chi ha adisposizione un budget più alto per il pranzo, affacciato su Piazza delle Erbe c'è il grazioso Grifone bianco, dove la cucina e la cura dei particolari sono molto minuziose. Consigliato. Conto sui 45 euro (P. Erbe 6-7 037635423 www.grifonebianco.it In un palazzo del '500 del centro, inoltre, sorge l'Hosteria dei Canossa, che propone piatti sempre nuovi arricchiti da specialità territoriali. Buona cantina con 300 etichette. Conto sui 50 euro (V.lo Albergo 3, 037221750) Cena a Mantova: dove mangiare? Per la cena a Mantova, con un budget contenuto si può mangiare al ristorante Ai Garibaldini, il più antico della città. Margot e Marco, i gestori, propongono primi piatti della tradizione mantovana, rivisitati con creatività e fantasia. Conto sui 35 euro (Via San Longino, 7 tel 0376 328263 www.ristoranteaigaribaldini.com.Da provare è anche l'Antica Osteria Fragoletta, il cui nome deriva dall'antica proprietaria, un'attrice del '700 che veniva chiamata Fragoletta per la sua vitalità. L'Antica Osteria Fragoletta vanta illustri commensali come Giacomo Casanova e Carlo Goldoni. Da provare. Conto sui 35 euro (piazza Arche 5 Tel 0376 32.33.00 www.fragoletta.itSe avete a disposizione per la cena un budget un pò più alto, provate l'elegante Aquila Nigra,  gestito dai coniugi Bini. Cucina di alta classe nella tradizione virgiliana, con sperimentazioni innovative sorprendenti. Conto sui 70 euro. Vicolo Bonacolsi, 4 tel 0376 327180 www.aquilanigra.it Drink a Mantova Per l'aperitivo a Mantova il vero must si chiama Clos Winebar. Design, moda e mondanità si fondono in un ambiente cool e innovativo, adatto ad un pubblico vario: i suoi locali ospitano spesso interessanti mostre fotografiche. (Corte dei Sogliari 3, 0376 369972 www.closwinebar.it La storicità del locale più antico di Mantova e la freschezza del momento aperitivo, si sposano perfettamente alla Caffetteria la Ducale. Ottimi cocktail e vini da sorseggiare in totale relax (Via Pietro Fortunato Calvi 23 tel 0376321305. Da segnalare, inoltre, il Caffè Borsa, uno dei luoghi più amati e frequentati della città. Centro di pasticceria storico a pochi passi dalla zona dello shopping (Corso Liberta', 6 tel 0376 326016 www.caffeborsamantova.it Linee essenziali ed atmosfera sofisticata caratterizzano poi il Lounge Bar dell'Hotel Casa Poli sia per gli ospiti dell'albergo che per gli esterni, è un luogo d'incontro ideale per l'aperitivo o il dopo cena. Hotel a Mantova Diverse le possiblità per il soggiorno a Mantova, davvero per tutte le tasche e con un ottimo rapporto qualità/prezzo.Segnaliamo, in particolare per chi  vuole contenere la spesa, il B&B Armellino, che sorge in un palazzo del '700. L’originalità dell’intero edificio, impreziosito da finiture autentiche e materiali d’epoca si coniuga con eleganza all’arredamento realizzato con elementi di design e mobili etnici autentici. Esclusivo il giardino interno. Doppia da 85 euro (Via Camillo Benso Conte di Cavour www.bebarmellino.it. All’Hotel Broletto, un'atmosfera raffinata, giocata sulle tinte avorio, marrone e grigio, si sposa con la particolarità dei mobili contemporanei e ai migliori servizi. Doppia da 95 euro (Via Accademia 1, 0376 326784 www.hotelbroletto.comUn pò più cari, ma meritevoli di essere menzionati, sono:- l'Hotel Rechigi , che è inserito nei percorsi d'arte per le opere esposte e che ospita una collezione permanente d'Arte Contemporanea. Doppia da 120 euro (Via Pietro Fortunato Calvi, 30 tel 0376 320781 www.rechigi.com - l'Hotel Casa Poli , dall'atmosfera raffinata e minimalista, dove i materiali pregiati dell'arredo si accostano con armonia all'alta tecnologia. Doppia da 119 euro (Corso Giuseppe Garibaldi, 32 www.hotelcasapoli.it)
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Centro

Michelangelo Merisi – l’uomo che avrebbe acquistato una fama (travagliata) con il nome di Caravaggio – ha lavorato a lungo a Roma. Città anch’essa travagliata, soprattutto nei luoghi e nelle storie legate al Vaticano Alcuni dei dipinti più famosi del Caravaggio si trovano a Roma. Si tratta, a loro volta, di alcuni dei dipinti più famosi del periodo Barocco. E spesso li si può ammirare liberamente: perché sono lì ad adornare le chiese romane. Ecco i luoghi di Roma dove è possibile ammirare i capolavori di Caravaggio a Roma. Caravaggio e Roma. Chiesa di San Luigi dei Francesi Il posto migliore per “incontrare” Caravaggio a Roma è la piccola chiesa di San Luigi dei Francesi vicino a Piazza Navona. All’interno della Cappella Contarelli si trova il ciclo di opere dedicato a San Matteo: “La vocazione di San Matteo”, “L’ispirazione di San Matteo” e “Il martirio di San Matteo”. L’ingresso nella chiesa di San Luigi dei Francesi è gratuito. Pochi euro potranno servire per accendere le luci così da vedere meglio i dipinti del Caravaggio. Caravaggio e Roma. Galleria Borghese Il Museo Borghese conserva quasi una dozzina di dipinti del Caravaggio. Tra i più famosi: “Fanciullo con canestro di frutta”, “Davide con la testa di Golia”, e il ritratto di papa Paolo V. Caravaggio e Roma. Galleria Nazionale di Arte Antica Qui si trova il bellissimo “Giuditta e Oloferne” . Si dice che Caravaggio abbia dipinto questo quadro pensando alla storia di Beatrice Cenci, che, insieme alla matrigna e al fratello, uccise il padre padrone, dopo averlo addormentato con l'oppio: una storia che fece molto scalpore nella Roma del Seicento. Caravaggio e Roma. Musei Capitolini Nei Musei Capitolini è possibile ammirare due tele del Caravaggio. Tra questi “Buona ventura” (una zingara che legge la mano al cavaliere e contemporaneamente gli ruba l’anello). In realtà di questo dipinto esistono due versioni. La prima è quella che si trova a Roma, la seconda si trova invece al Louvre di Parigi. L’altra tela del Caravaggio che si trova ai Musei Capitolini di Roma è “Giovanni Battista (con un ariete)”. Caravaggio e Roma. Chiesa di Santa Maria del Popolo Per ammirare un altro Caravaggio gratuitamente a Roma bisogna andare nella Chiesa di Santa Maria del Popolo che si trova nel lato nord della centralissima Piazza del Popolo. All’interno della Cappella Cerasi ci sono due opere straordinarie di Caravaggio: “La crocifissione di San Pietro” e la famosissima “Conversione di san Paolo sulla via di Damasco”. Una volta usciti dalla chiesa, nulla di meglio che una passeggiata al centro di Roma. Caravaggio e Roma. I Musei Vaticani E’ forse uno dei dipinti del Caravaggio che riscuotono meno successo a Roma, ma semplicemente perché trovandosi all’interno dei Musei Vaticani, gran parte dei visitatori ha fretta d’arrivare alla Cappella Sistina: si tratta della “Deposizione di Cristo” all’interno della Pinacoteca dei Musei Vaticani.
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