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Negli anni ‘60 il grande oceanografo ed esploratore Jacques Cousteau filmò per primo il reef intatto di fronte alla costa messicana di Quintana Roo, secondo al mondo per grandezza. Oggi la barriera corallina di fronte alla Riviera Maya, nonostante il massiccio turismo, resta uno degli spettacoli naturali da non perdere nel Mar dei Caraibi messicano. Cuore di questo spettacolo naturale l’isola di Cozumel, che ancora oggi conserva intatto il fascino che Cousteau fece conoscere al mondo ormai 50 anni fa. Un Caribe da sogno ma accessibile a tutte le tasche, quello messicano della penisola dello Yucatan, dove si può scegliere tra il grande resort tutto compreso e il piccolo boutique hotel dal sapore autentico e raffinato, oppure optare per le “palapas”, bungalow sulla spiaggia che offrono una totale immersione nella natura. Anche la cucina è davvero per tutti, dai ristoranti tradizionali a quelli di cucina internazionale nei resort fino alle semplici “taquerias” per il classico street food messicano. La stagione migliore per partire è l’inverno, perché il periodo delle piogge (e degli uragani) è in estate, da giugno a ottobre.

I grandi classici
Un itinerario in questo tratto di costa non può che partire dal suo centro principale, Cancún, meta del grande turismo ma anche ottima base per l’esplorazione della zona. Inizia a Cancún e idealmente si conclude a Tulum, la nota Riviera Maya, dove sono concentrate le più importanti attrazioni di questo tratto di costa messicana. Negli ultimi anni si è sviluppata anche l’area dopo Tulum, che arriva fino a Punta Allen. Cancún è l’ideale per l’esplorazione delle rovine Maya sparse su tutto il territorio: la più importante testimonianza è indubbiamente Chichén Itzá, a tre ore d’auto dal centro turistico. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, comprende alcuni dei più famosi edifici Maya: l’iconico Castillo o Piramide di Kukulkan, l’osservatorio astronomico Caracol e il Tempio dei Guerrieri. Per chi decide di dormire in zona, i due momenti migliori per visitare la parte archeologica sono il pomeriggio tardi e la mattina presto, prima che arrivino le  consuete folle di turisti mordi e fuggi. Di fronte a Cancún, la meta sub più conosciuta è Isla Mujeres, per osservare tartarughe e squali nelle grotte sottomarine.

Spiagge e relax
La discesa lungo la costa, per la Carretera Federal 307, non richiede solitamente più di tre ore, ma vale la pena spezzarne l’esplorazione in almeno tre giorni, o anche di più, se si prevede di soggiornare sull’isola di Cozumel. Prima tappa da Cancún è il paese di Puerto Morelos, che mantiene intatte le sue caratteristiche di villaggio di pescatori e conserva due delle perle della costa: Playa Paraíso e Playa del Secreto. Conosciuta un tempo come base per andare a Cozumel, Puerto Morelos nel tempo è diventata destinazione autonoma, per chi cerca una valida alternativa a Cancún. Qui la zona esclusiva dove rifugiarsi è Punta Maroma, considerata da alcuni la più bella spiaggia della costa caraibica del Messico. In prima fila sul mare El Dorado Maroma è il rifugio relax di chi vuole allontanarsi dalla movida di Cancún e delle altre città dei dintorni. Per una fuga nell’entroterra, il parco naturale Tres Rios, nato dalla confluenza di tre fiumi, come il nome suggerisce, permette di sperimentare alcune delle attività da fare nell’area come snorkeling e canoa. Nella giungla intorno si possono fare percorsi in bici e a cavallo.

Resort e cucina tipica
A 10 km a sud di Punta Bete, Playa del Carmen è la più amata tra Cancún e Tulum. Da piccolo villaggio, si è trasformata negli ultimi anni in una meta di turismo popolarissima e super affollata. Sul lungomare pedonale Quinta Avenida si affacciano centinaia di ristoranti, locali e negozi per tutti i gusti. Le spiagge sono ampie e la costa è percorsa dalla barriera corallina. Insomma, perfetta per chi vuole divertirsi. Appena dietro il lungomare, a poche centinaia di metri dalla spiaggia, l’Hacienda Maria Bonita è un piccolo hotel di 41 camere che propone un servizio semplice e curato, a buon prezzo. Coloratissime le stanze, spesso adornate da pareti in maiolica in perfetto stile messicano, disposte intorno alla corte interna con piscina. L’albergo è al centro della movida di Playa del Carmen ed è quindi più adatto a chi vuole andare per club la sera dopo una giornata in spiaggia. Per una esperienza di assoluta privacy, lontani dalla folla, c’è l’elegante Viceroy Riviera Maya, a Playa Xcalacoco, nord di Playa del Carmen. Nella Gold List di Condé Nast Traveller del 2012, ha 41 ville in perfetto stile mexican chic, alcune con servizio di maggiordomo privato. Gli edifici e la Spa sono immersi nella giungla, mentre due sono i ristoranti: La Marea, che propone piatti messicani con influenze mediterranee, e il Coral Grill&Bar, sulla spiaggia, specializzato in  pesce fresco preparato al momento. Un indirizzo da provare a Playa del Carmen, almeno per una cena con i piedi nella sabbia o per un cocktail in serata è il Blue Parrot Beach Club. Dal 1984 è un grande classico per gli amanti di Playa, con una atmosfera che ricorda i locali di Ibiza, ma in salsa messicana. Il gruppo, oltre al ristorante e al Beach Club, conta anche due boutique hotel. Per lo shopping c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra artigianato, gioiellerie con le classiche pietre dure, e i diversi centri commerciali alla moda come Centro Maya, con i maggiori brand internazionali. Playa del Carmen offre anche tante boutique indipendenti. Tra le più curiose Artevelas, che propone candele chic decorative. E, visto che il cacao come lo conosciamo ha origini Maya, la piccola catena di caffè e negozi Ah Cacao vale una pausa, anche nel caldo tropicale, per assaggiare quella con il peperoncino. Ricetta originale, promettono qui.

Storia e natura
Da Playa del Carmen partono le imbarcazioni che vanno all’isola di Cozumel, la mecca messicana per lo snorkeling e il sub. Spiagge di un bianco accecante e acque che vanno dal turchese al verde smeraldo fanno di questo luogo un piccolo Eden. Proprio di fronte al tratto di reef Paraiso si trova il resort Presidente InterContinental Cozumel, considerato tra i migliori indirizzi dell’isola. Scuba Du, il suo centro diving a cinque stelle, organizza uscite giornaliere per esplorare i fondali in compagnia di guide esperte. Ma anche fuori dall’acqua la natura aspetta di essere esplorata: il Parco Chankanaab è uno dei tesori verdi dell’isola, area protetta dal 1980. Da vedere inoltre San Gervasio, il sito archeologico più grande dell’area, in epoca dei Maya importante centro religioso e commerciale. Qui sorgeva anche il santuario dedicato a Ixchel, dea della fertilità, a cui erano devote le donne Maya. Cozumel accontenta anche gli appassionati di golf, che una volta l’anno, a maggio, possono sfidarsi durante il locale torneo che si svolge presso il Cozumel Country Club. A Cozumel, così come sulla costa, a Puerto Aventuras, l’operatore Dolphin Discovery offre  l’opportunità di nuotare con i delfini; un’esperienza particolarmente adatta alle famiglie con bambini, visto che permette di stare in acqua con questi splendidi mammiferi in piena sicurezza (prenotazioni anche online, www.dolphindiscovery.com).

Angoli incontaminati
Per ritrovare l’atmosfera della costa selvaggia di mezzo secolo fa, il vicino Paamul è l’ideale: un piccolo paradiso naturale in cui le tartarughe fanno il nido nella sabbia mentre i turisti scoprono il piacere di semplici ristorantini sulla spiaggia, dove gustare tacos e pesce fresco cotto alla griglia. Molti scelgono Paamul proprio per questa atmosfera rilassata, ideale per stare in una “palapas”, o in tenda, decisamente lontani dai resort di lusso delle altre aree. Che comunque nei dintorni non mancano. Come il Barceló Maya & Caribe, in località Puerto Juárez, tra Playa del Carmen e Akumal.

L’hotel, che ha ospitato Cristiana Capotondi e la troupe, è proposto dal tour operator Phone&Go  ed è un complesso adatto ad ogni tipo di esigenza, dalle famiglie con bambini alle coppie in viaggio di nozze. Dal design di ispirazione messicana, il resort ha ben sei ristoranti tra cui scegliere e moltissime attività sportive, mentre per gli amanti dei trattamenti benessere suggeriamo l’ampia U-Spa con il “temazcal”, la tradizionale sauna Maya. Altro centro sulla costa noto agli appassionati di immersioni è Akumal. Il piccolo centro abitato che conta meno di 2.000 abitanti stabili, è stato fondato proprio da un sub, Pablo Bush Romero, imprenditore, archeologo ed esploratore, che negli anni ’50 sognava di farne una sorta di comunità per diver. La zona è particolarmente famosa per le sue grotte sottomarine che attirano subacquei da tutto il mondo. L’Akumal Dive Center organizza numerose immersioni in grotta, sul reef e anche nei “cenote” (www. akumaldivecenter.com), una formazione carsica dove si deposita l’acqua dolce. Molti cenote, che i Maya consideravano sacri, si trovano ai margini dei grandi siti archeologici e testimoniano quindi un uso rituale e religioso. Oggi in molti di questi bacini è possibile fare il bagno, o addirittura immergersi in quelli più adatti: il vantaggio è che l’immersione non è mai particolarmente fonda e non ci sono le correnti dell’Oceano. La parola Akumal significa “luogo delle tartarughe” in lingua Maya. E in effetti anche in questo tratto di costa, nella stagione giusta, vi arrivano per depositare le uova: il Centro Ecológico Akumal monitora e cerca di preservare la locale popolazione. Poco più a sud, Xcacel è una lunga fascia di sabbia bianca con delicate barriere coralline, ideale per le immersioni, il nuoto e la pesca. Presso la punta sud della baia si trova invece il relitto di una nave sommersa e verso sud un cenote in cui è possibile nuotare. Per godersi davvero questo tratto di Mar dei Caraibi bisogna stare attenti agli orari: per evitare i pullman delle gite giornaliere, molte spiagge vanno viste di primo mattino. Ne è un esempio la baia di Xel-Ha, piccolo paradiso terrestre e primo ecoparco della zona: sotto la superficie dell’acqua è un vero acquario per chi pratica snorkeling. Ma bisogna arrivare in spiaggia di primo mattino per godersi, in certi giorni, questa atmosfera. Chi cerca invece il divertimento può dirigersi al parco archeologico di Xcaret, attrazione molto popolare per le famiglie (www.xcaret.com)

Tesori di un’antica civiltà
Tulum è, a differenza di Cancún, una città abbastanza tranquilla, con le splendide rovine affacciate sul mare. Ormai da anni non si può più salire sul Castillo, iconica fortezza affacciata sulla scogliera. Sarà la posizione spettacolare, sarà l’imponenza del sito che conta oltre una sessantina di edifici, certo è che l’area archeologica di Tulum è una delle più amate in Messico. Sulla porta del Tempio del Dio Discendente è ancora possibile vedere l’effige della divinità adorata da queste parti: una figura umana a testa in giù, forse una rappresentazione del dio-ape. Tra tutti gli edifici, sono particolarmente belli i dipinti del Tempio de los Frescos che raffigurano l’antico pantheon. Vale una visita anche l’area archeologica di Coba, nell’entroterra di Tulum. Tra le più estese della civiltà Maya, era uno dei centri principali della zona. Dopo una giornata passata a visitare le aree archeologiche della zona, l’ideale è ritemprarsi provando dell’autentica cucina messicana, ad esempio al ristorante Altamar. Lo chef Eric organizza corsi di cucina messicana e propone un menu fatto di speziati piatti di pesce e gamberi: da provare il Ceviche Altamar e i Camarones al Mojo de ajo, ma l’estro dello chef stupisce ogni giorno. I Maya vivevano e lavoravano lungo tutto questo tratto di costa. Ne è una testimonianza la rete di canali a sud di Tulum, oggi Reserva de la Biosfera Sian Ka’an. Questa vasta zona protetta è stata inserita nella lista del Patrimonio Unesco ed è l’unica parte della costa a non essere stata toccata dallo sviluppo turistico. Racchiude 100 km di spiaggia, due baie, lagune salmastre e d’acqua dolce ed oltre 1.000 specie botaniche, 345 di uccelli e 103 di mammiferi, oltre ad una ventina di insediamenti maya. Per esplorare quest’area il tour operator Ecocolors offre escursioni guidate per imparare a trovare e riconoscere i diversi animali. Questo operatore lavora anche in altre aree della Riviera Maya, sempre all’insegna della sostenibilità (www.ecotravelmexico.com). La Riserva di Sian Ka’an costituisce anche la porta dell’ultimo lembo dello stato di Quintana Roo che comprende la Riviera Maya. Man mano che ci si avvicina al Belize la natura si fa più selvaggia e lo sviluppo turistico del nord cede il passo a spiagge deserte, piccoli centri abitati, pensioni e palapas per chi gira zaino in spalla. Tutto questo è Xcalak, una gemma di questo tratto di costa, famosa tra i sub per la presenza al largo del Banco Chinchorro, un reef di 38 km ricco di relitti. Da Xcalak partono le escursioni verso il Belize, e l’atmosfera risente già di questa influenza: un mix di Messico e Caribe classico che affascina anche i viaggiatori più esperti. Ma questo è un altro viaggio…