
Altra giornata, altro giro… l’eductour di turismabile.it (www.turismabile.it) prosegue con la visita al Lingotto e alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli.
Il Lingotto era la fabbrica della FIAT, dove è stato dato l’avvio al montaggio a catena in Italia, da lì è partito il rilancio del dopo guerra, poi ovviamente i tempi cambiano e il Lingotto è passato da fabbrica a centro di varie attività, con all’interno centro commerciali, spazi espositivi, un enorme auditorium, il politecnico e alberghi (alloggiavo nell’accessibilissimo “Le Meridien”, certo è un quattro stelle, ci mancherebbe pure che non lo sia).
L’esteriorità della fabbrica è rimasta, le sue enorme vetrate e il suo scheletro sono come quando al suo interno si montavano le 500 e le 126, ora invece c’è di tutto di più, dall’arte allo shopping.
Sul tetto del Lingotto, ovvero nello “scrigno” come l’ha chiamato il grande progettista Renzo Piano, è aperta in via permanente al pubblico la Pinacoteca Agnelli, con una collezione di opere d’arte che spaziano dal ‘700 al ‘900, da Matisse a Modigliani, da Tiepolo a Severini.
Siamo stati accolti dalla gentile direttrice della Pinacoteca e abbiamo avuto il piacere di essere immersi tra le opere del Canaletto, di Matisse, di Picasso con la spiegazione di una appassionata guida.
Fuori dallo scrigno si trova “La Bolla” una struttura tutta di vetro che viene utilizzato per riunioni molto importanti.
Da un piano all’altro si utilizzano dei panoramicissimi ascensori di vetro, che danno una bella prospettiva di Torino ed è inutile sottolineare che tutto il complesso è accessibile.
Finito il giro della collezione Agnelli, si prosegue a visitare la mostra temporanea “The museum oh everything” aperta dal 01 aprile al 29 agosto 2010.
Devo essere sincero, non amo i musei, mi annoio velocemente, sicuramente per mia ignoranza, quindi capita spesso che non veda l’oradi uscirne.
Ma per “The museum oh everything” è stato amore a prima vista, mi ha subito colpito al punto che sarei rimasto ore al suo interno, a guardare delle opere d’arte che non sono opere d’arte e ad ascoltare e poi immaginare la vita e il “mondo fantastico” in cui vivevano questi “artisti” pieni di ossessioni.
L’ennesimo conflitto tra follia e normalità in questa mostra prende piena coscienza, cercare di comprendere (senza alcun risultato tra l’altro), quando un ossessione diventa artistica e quando è solo patologica, quando può essere considerata oggetto d’importanza artistica e quando solo una prova di una malattia mentale.
Quando un guardone o un presunto pedofilo possano diventare “degni” dal punto di vista artistico e quando le loro “opere” sono solo la “prova” di una malattia mentale.
Ma molto probabilmente questa mostra non dev’essere vista con questi occhi e pregiudizi, ma solamente immergendosi in un mondo lontano dalla nostra razionalità. James Brett ha trasferito al Lingotto il suo museo di ogni cosa (www.musevery.com), possiamo trovare castelli in aria, sottomarini mistici, tram costruiti con lattine, bambole viste come piccole lolite.
Opere di carcerati, di bambini medium, di persone ricoverate in ospedali psichiatrici, di senza tetto.
Storie come quella di Aloise (governante) che s’innamora follemente di Guglielmo II che venendo allontanata dalla corte, sprofonda nella schizofrenia disegnando un mondo che nella realtà ha conosciuto ma che nella sua follia si trasforma in una regina.
Diagrammi di un artista ossessionato dai numeri oppure autoritratti da chi ha l’ossessione delle armi.
Ne esco rapito dal mondo dove ogni cosa alla fine trova il proprio posto….

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