

Dopo tre settimane di Australia, alla fine ero stanco di essere shakerato da un posto all’altro, pertanto gli ultimi giorni me li prendo con comodità, visitando musei ed andando al cinema 3D (mi diverto sempre molto).
Mi sono appassionato, all’Immigration Museum, nel leggere e nel guardare le migliaia di fotografie di immigrati arrivati dall’Inghilterra, Irlanda, Grecia ed ovviamente Italia, con saghe familiari molto appassionanti.
Sapevo poco e nulla della storia australiana, anche ora ne so poco, soprattutto della storia contemporanea, dall’altra parte si sente mai parlare di quello che accade in Australia, anche dal punto di vista politico e sociale???
Gironzolando per musei, mi sono reso conto che la loro storia “antica” parte dal 1800 (200 anni al massimo), per un italiano che è abituato a vedere quotidianamente costruzioni del 1400 ti pare strano.
Come è sorprendente visitare un padiglione del Melbourne Museum, in cui sono esposti i salottini del 1950, la televisione degli anni ’60, i vestiti anni ’70, in cui sono state ricostruite le prime case degli immigrati (1850) e i pezzi più antichi sono degli abiti dell’800. Mi rattrista anche notare come la vera storia dell’Australia sia stata messa da parte, come se non fosse mai esistita, ovvero quella dei veri australiani: gli aborigeni.

Sino a pochi anni fa non potevano nemmeno votare e non venivano considerate nemmeno come “persone” e questa la dice lunga sull’Imperialismo occidentale.
La storia dell’Australia è veramente particolare, da terra di confine per carcerati è diventata terra di fortuna per molti europei e nonostante fossero a migliaia e migliaia di chilometri dalla loro Madre Patria, continuavano a studiare la storia e cosa ancor più ridicola anche la geografia del Regno Unito, senza sapere nulla invece della terra in cui vivevano. Studiavano i monti e i fiumi dell’Inghilterra, guardando fuori dalla finestra il deserto o il mare australiano. Mah???!
Girando per l’Australia sembra di essere finiti in un pezzo di Europa che si è staccata dal continente, tutti conoscono l’Europa molto bene, la amano, ma nessuno vorrebbe “tornarci” a vivere.
Sono persone abituate a rimboccarsi le maniche, al lavoro, a stare a stretto contatto con la natura (che molte volte non è proprio benevola). E il loro rapporto con la natura lo capisci da come vengono rappresentati gli insetti e i rettili nei musei.
I bambini imparano a conoscerli, a vederli, a comprendere che sono pericolosi, che bisogna stare attenti, ma non bisogna esserne terrorizzati.
Lo stesso atteggiamento che si ha con l’acqua calda, è un elemento quotidiano, bisogna porre attenzione altrimenti ci si fa male, molto male, ma è utile e necessaria, quindi non va evitata.
Cosi gli australiani si pongono nei confronti di ragni enormi o di serpenti velenosissimi, sanno che esistono, che li possono incontrare nel loro giardino, che devono stare molto attenti, ma soprattutto devono sapere a come difendersi e proteggersi in caso vengano morsi o altro. Insomma prevenire è meglio che curare.

Un luogo in continua espansione, dinamico, che cresce a misura d’uomo, dove la popolazione è giovane, dove gli immigrati sono ben accolti e per rimanerci devi dimostrare che ti dai da fare seriamente, dove l’ecologia è prioritaria, dove la tolleranza è di casa, dove i tg parlano per giorni se una signora è stata scippata.
Certo non è il Paradiso terrestre, il territorio e il clima sono ostili e le persone non sono delle sante nemmeno li, la distanza dal resto del pianeta è forte, probabilmente è questa sua “estraneità” (fin che dura) è renderla così unica.
Nelle tre settimane che sono rimasto, ho incontrato persone cordiali e sorridenti, con tanta voglia di comunicare, di raccontarsi e di conoscere, con l’entusiasmo della “paccata” sulla schiena che dà molta energia.
Con Salvatore (il ragazzo che vive a Melbourne) siamo andati a cenare in un ristorante, mentre ordinavamo ci siamo subito accorti che la cameriera era italiana, quindi come è naturale tra italiani si comincia a parlare, lei una ragazza di 25 anni, siciliana che lavora in Australia da un anno (prima nelle vigne ora come cameriera), è a Melbourne da circa 6 mesi, ma ora che arriverà l’inverno si trasferirà nel nord dell’Australia, a fare non si sa cosa, e poi tra 6/7 mesi andrà in Florida. Per l’Italia?? C'è tempo… o forse è passato il suo tempo…
Con la promessa di ritornarci e di visitare l’entroterra australiano, mi avvio a prendere i miei tre aerei… prima sino a Sydney, poi sino a Abu Dhabi e poi Milano, 24 ore di volo…
Chissà perché c’è sempre poco da raccontare sul volo di ritorno, quasi come se non esistesse…

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