Il viaggiatore rotante

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Partenza per Sydney

Posted by rotex



Sarà un caso, una coincidenza ma proprio un anno fa, il 13/03/2009 partivo per l’Australia, ovvero per Sydney. Così voglio partire raccontando il mio viaggio in Australia.
La decisione di partire per l’Australia non era stata per nulla meditata, anzi…
Volevo partire, avevo a disposizione tre settimane di ferie ed ho iniziato a cercare sul web delle idee. Avevo pensato al Canada ma troppo freddo, all’Africa troppo scomoda, agli USA ci sono stato troppe volte. Poi leggo un offerta molto accattivante per Sydney.
Le miei mete le scelgo principalmente per due accessibilità.
La prima che lo siano per le mie rotelle, la seconda per le mie tasche.
E l’Australia, lo è sicuramente per le rotelle e se si va in periodi non di alta stagione anche per le tasche. L’euro sul dollaro australiano è ancora bello forte.
Così senza pensarci troppo, prenoto un volo di andata e ritorno per Sydney.
Tutto il resto del viaggio lo programmerò poco alla volta.
Nonostante abbia la consapevolezza che andrò in un dei posti più lontani, dall’Italia, mi resta difficile pensare che in 22 ore attraverserò ¾ del pianeta Terra.
Il viaggio lo si fa all’interno di un grosso aereo con 200/300 persone.
Sei totalmente fermo, mentre il mondo ti scorre sotto, e nemmeno lo percepisci. La percezione è solo di un rumore in sottofondo.
Nemmeno la grandezza dell’aereo si percepisce. Non lo vedi, sali attraverso un tunnel e in un batter d’occhio ti ritrovi, dalla sala d’attesa dell’imbarco al tuo sedile.
Il tuo mondo/viaggio finisce li, nel tuo sedile stretto, con il tuo vicino e con l’eventuale panoramica di altri 10/15 passeggeri. Poi vedi 2 o 3 assistenti di volo, il bagno, la cartina del volo sul monitor e qualche film. Il clima è sempre freddo, visto che l’aria condizionata la fa sempre da padrona.
Quindi non si ha alcuna percezione fisica che si sta attraversando il mondo, il tuo cervello ne è consapevole ma il tuo fisico per nulla.
Nulla a che vedere con i viaggi della speranza o esplorativi di un tempo. Meglio? Peggio? Non so.
Sai che stai andando “lontano”, lo si capisce un po’ dalle persone di tutte le etnie che vi sono sul volo, ma è anche vero che è la stessa sensazione che si ha, su un qualsiasi autobus, di una grande città.

Postato il : 13/03/2010 alle 15.13
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