
In questa settimana di vacanza, si decide di rimanere nella zona della costa Smeralda, evitando in particolare le spiagge da “sovrani” che vi sono in quella zona, optando per luoghi meno conosciuti.

Una giornata la dedichiamo alla visita dell’isola della Maddalena e di Caprera, prendiamo il traghetto a Palau e nel giro di 15minuti siamo sull’isola.

E’ impensabile descrivere i colori del mare che cambiano in base alla luce e alle rocce, passerei le giornate a scattare fotografie.
Vista la bellezza della giornata preferiamo buttarci in spiaggia piuttosto che visitare la casa di Garibaldi.

Scegliamo la spiaggia del relitto a Caprera, chiamata così in quanto vi è la carcassa di un imbarcazione, che a me pare più che altro un vecchio tronco, comunque è conservato sul bagnasciuga e tutti stanno ben attenti a non toccarlo, per paura che vada in mille pazzi.
In serata facciamo una capatina, sembrerebbe brutto non andarci, a Porto Cervo, resto sconcertato dalla quantità di barriere architettoniche che vi sono nella piazzetta, soprattutto nella zona in cui vi sono i negozi delle grandi firme.

Il centro di Porto Cervo assomiglia a un villaggio turistico, pertanto non è sicuramente un centro storico, pertanto non vi sarebbe alcun problema ad abbattere le barriere architettoniche.
Il mio sconcerto sta dal fatto che, in un luogo dove le banconote da 100euro vengono utilizzate per gettare i chevingum masticati, possibile che non vi è l’opportunità di costruire scivoli o ascensori??? Forse nel mondo vips non esistono carrozzine, malattie o problemi motori?? Forse, in caso di necessità avranno la servitù che li trasporta con la portantina per le vie del paesello… mah ?! ;))
Vorrà dire che quando diventerò milionario, metterò scivoli ovunque….


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È da un po' di tempo che mi frullava nella testa di andare in Sardegna, anche perché da tutti è descritta come un luogo meraviglioso, in cui vi è un mare da far invidia ai Tropici e simile alle Maldive. Da anni sento amici e parenti che ci vanno e tutti ne parlano benissimo, in qualsiasi zona si rechino, da nord a sud, da est ad ovest….
Per una serie di ragioni, non mi è mai capitato l’occasione, a questo devo aggiungerci una certa puzzetta sotto il naso di chi non vuole andare dove vanno un po’ tutti.
Già, perché si sente parlare talmente tanto della Sardegna da farla sentire o troppo “da VIP” o troppo “da famigliole”.
La classica descrizione della vacanza in Sardegna è: mare bello, poco divertimento, tranne nelle zone in cui il divertimento è solo per pochi e se si vuole visitarla si ha la necessità dell’auto.
Ma soprattutto poco consigliata ai “rotellati” in quanto piena di barriere architettoniche.
Per queste ragioni ho sempre rimandato una vacanza sarda, sino a poche settimane fa, quando sono stato invitato da amici e non me lo sono fatto ripetere due volte…

Fine giugno è uno dei periodi migliori per visitarla, quindi… Sardegna sia….
Sono partito in aereo con destinazione Olbia, mentre i miei amici sono traghetti con la Jeep.
Eravamo ospiti ad Olbia e da subito il primo grande lato positivo della Sardegna, ovvero l’ospitalità.

La prima giornata è iniziata nei miglior dei modi, siamo andati in piccolo paradiso terrestre, una caletta poco conosciuta dai turisti: Tre Monti a Baja Sardinia, certo non è molto accessibile, si arriva in auto su una strada sterrata, dopo di che bisogna percorrere circa 150 metri di un sentiero abbastanza agevole, anche se vi sono diverse buche da evitare e alcuni sassi che intralciano il percorso. Ma una volta arrivati a meta… beh…… solo sguardi e no parole.

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Ad Alba l’11 e 12 giugno si è tenuto il convegno internazionale “Sviluppo del turismo per tutti”. Ho partecipato alla prima giornata e devo dire che ero andato tutto elettrizzato, in quanto un convegno internazionale sull’accessibilità e sul turismo per tutti è un grande passo avanti, un bel segnale di ottimismo!! Ho partecipato da turista "rotellato", da persona che viaggia, che si sposta e che ha come unica diversità quella di uscire tutti i santi giorni con una sedia con le ruote attaccata al culetto.
Man mano che i relatori parlavano il mio iniziale entusiasmo è calato, i dati, le decisioni politiche, le varie manovre economiche che mettono come secondarie la disabilità mi ha decisamente demotivato.
Quando si comprende che a Roma per esempio su 2500 autobus, solo 950 sono accessibili, oppure che a Genova su 800 autobus solo 250 possono essere utilizzati dai disabili, o che in Italia su 4000 stazioni ferroviarie solo 250 possono essere utilizzare dai rotellati, senza poi parlare delle nuove scelte della manovra finanziaria che elevando dal 74% al 85% la percentuale d’invalidità, le persone con la sindrome di down perderanno l’assegno d’invalidità di € 256,67 al mese, ma dall’altra parte come ha detto Tremonti è una spesa effimera…
Quando in una società si è considerati come "effimeri" come si può solo "pensare" al "diritto" al turismo accessibile??? Il turismo accessibile non significa una vacanza accessibile, ma è la possibilità di muoversi e spostarsi come qualsiasi altro individuo.
Basta leggere la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, in particolare all’art 9 “Al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita, gli Stati Parti adottano misure adeguate a garantire alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o forniti al pubblico, sia nelle aree urbane che in quelle rurali”.
Se sicuramente c’è ancora molto da fare è anche vero che molto è stato fatto e ci sono esempi, come la città di Venezia che nonostante sia l’unica città pedonale al mondo è anche una delle più inaccessibili, per via dei moltissimi ponti con gradini, ma è anche riuscita a trovare delle soluzioni alternative che hanno fatto si che sia quasi interamente accessibile (www.veneziapertutti.it ).
Anche se poi gli sforzi di rendere accessibile "l’antico" vengono resi vani dando l’autorizzazione ad un progetto monumentale come il ponte di Calatrava che è e sarà totalmente inaccessibile ai disabili.
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Doveva essere un week end di riposo e di “riflessione”.

Era un po’ di tempo che con un amica volevamo andare in un agriturismo nelle vicinanze di Cecina (Pi), dalla descrizione del sito sembrava che fosse un luogo in cui meditare e poter fare “la conoscenza” diciamo così, con la spiritualità buddista. In realtà ci siamo ritrovati in un bell’agriturismo, nel bel mezzo della campagna toscana, sicuramente un luogo adatto alla meditazione (www.pundarika.it ), ma della spiritualità buddista vi è solamente due statuette di Buddha. L’agriturismo è accessibile ai rotellati, per entrare nei monolocali vi è un gradino all’entrata. Il bagno è ampio e vi è una comunissima doccia (abbastanza grande).

Non essendo pronti ad una meditazione “fai da te” e visto che avevamo fatto svariati chilometri per arrivare in terra toscana, ci siamo messi subito a girovagare …

La prima tappa è stata Cecina, essendo a pochi chilometri dal nostro agriturismo, ne sono stato colpito favorevolmente, lasciandomi la tentazione di ritornarci per qualche giorno quest’estate.

Il giorno seguente abbiamo costeggiato la costa degli Etruschi, arrivando a Piombino che, colpo di scena, non è solo il luogo da dove partono i traghetti per l’Elba e la Sardegna, ma ha anche un bel centro storico e diversi luoghi storici da visitare e un bel mare in cui fare i bagni.



Poi via verso Populonia, dove c’è una necropoli etrusca e un castello da cui si ammira il Golfo di Baratti, poi visto che eravamo in zona abbiamo fatto una capatina a Follonica, dove devo dire avevo aspettative più alte.

Nel bel mezzo del pomeriggio, ci siamo chiesti perché non andare a vedere i girasoli, allora abbiamo “googlato” per capire dove trovarli, la risposta di google è stata: Alberese!!

Ma proprio mentre ci recavamo ad Alberese, ci siamo anche chiesti se era il periodo della fioritura, altra “googlata” e la risposta è stata: “fine giugno e luglio”.


Pertanto maggio era sicuramente fuori periodo, ma oramai eravamo in zona, quindi abbiamo ammirato un po’ delle colline, e anche se non abbiamo trovato i campi gialli di girasoli, ci siamo “accontentati” dei campi rossi dei papaveri. Infine passeggiata per il centro di Grosseto.

Il giorno successivo siamo saliti verso la Versilia, la prima fermata è stata Castiglioncello, che non è accessibilissima, in quanto il paese è in salita, ma vi è una accessibilissima passeggiata sugli scogli.
Ultima tappa è stata Livorno, che mi ha molto colpito per la meravigliosa terrazza Mascagni, elegante lungomare della città.



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La Sicilia è una regione meravigliosa, invidiataci da tutto il mondo, ricca di tradizione, cultura, bellezze naturali, mare ma soprattutto di odori e colori.

Resto sempre affascinato dai colori “forti” della Sicilia, dal mare blu blu, dal cielo ancora più blu, dal bianco delle spiagge, ma anche dal verde degli ulivi e dal rosso delle arance, dal giallo dei limoni, ma anche dal grigio e dal marroncino delle zone secche ed arse.
È un emozione assaporare le delizie della terra siciliana, con tutta la sua cultura culinaria.
Dal pesce alle verdure, dalle olive ai pomodori, dalle mandorle ai fichi, dai pistacchi ai mandarini.
Abbuffandosi di cassate, di cannoli e soprattutto di granite.
Siracusa ed in particolare la sua zona storica Ortigia è un capolavoro “storico”, ogni via, ogni balcone, ogni finestra hanno storie secolari.

Ortigia è facilmente accessibile, a parte alcune zone leggermente in salita, resta uno dei “centri storici” più comodi da vistare con le rotelle.

Città di notevole fascino e bellezza è Noto con la sua cattedrale e le sue chiese, l’ho trovata particolarmente affascinante durante le ore notturne, dove l’illuminazione “giallino paglierino” crea un’atmosfera suggestiva ed antica, che ti fa tornare indietro nel tempo.

Le vie principali sono accessibili, è indicato arrivare in auto fino all’entrata del centro storico, rimane più complessa la visita di alcune chiesa e della cattedrale.
Da grande amante della cioccolata, non potevo non andare a Modica, cittadina anch’essa ricca di storia.
Modica è fatta “a piani”, che è la sua caratteristica principale ed il suo “bello”.
E’ incantevole vederla a distanza, ma non è sicuramente comoda da visitare soprattutto nei “piani alti”.
Modica è il paradiso del cioccolato, che si ottiene ad una temperatura che non fa sciogliere i cristalli di zucchero, che restano integri all'interno della tavoletta. Pertanto è obbligatorio visitare e “svaligiare” l’antica Dolceria Bonajuto (www.bonajuto.it).
La Sicilia, come purtroppo, diverse delle nostre splendide regioni, non è facilmente accessibile, è consigliabile visitarla con un accompagnatore e possibilmente in auto, per evitare, in questo modo, salite ripide e che necessitano di spinte, alcune volte, impossibili.
Non è semplice trovare strutture alberghiere a norma.

Il mio soggiorno era presso un villaggio a pochi chilometri da Ortigia, ovvero nella zona di Fontane Bianche a Siracusa.
Il complesso alberghiero si chiama Arenella Resort, è un villaggio di grosse dimensioni con due piscine, ristorante, centro benessere, il tutto completamente accessibile.
La spiaggia si trova a circa un chilometro e ci si reca con la navetta, mentre vi sono delle palafitte in legno sulla scogliera, a pochi metri dalla struttura, totalmente accessibili e comode per le carrozzine in quanto prive di sabbia.
Resta invece complicato l’accesso al mare in quanto per entrarvi è necessario accedervi mediante delle scalinate.


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Se volete trascorrere un vacanza in una delle terre più belle d’Italia, vi segnalo il Parco Marino del PLEMMIRIO ( www.plemmirio.it ).
Il Plemmirio è un area marina protetta, nata nel 2005, che si estende a pochi chilometri a sud della città di Siracusa ovvero lungo la parte orientale della Penisola della Maddalena a sud di Siracusa.
Il Parco marino si propone obiettivi ulteriori alla conservazione della natura, intervenendo e dando attenzione a situazioni di disagio. Tra le missions dell’Area Marina Protetta del Plemmirio vi è quella di realizzare un modello di fruizione dell’Area che dia la possibilità a chi non possiede tutte le abilità, ad accedere ad un bene comune qual’è il mare.
Sono stati individuati ben sette accessi al mare per disabili dislocati nella siracusana.
Di questi ultimi, due sono accessi spiaggia, due su scogliera, due punti pesca ed uno per le immersioni.
Alla Fanusa è presente un piccolo immobile a disposizione della speciale utenza che funge da Infopoint per il turismo dei disabili.
Una opportunità straordinaria, per i portatori di qualsiasi tipo di handicap, fisico o mentale, di godere di una delle spiagge più belle di Siracusa in tutta serenità e fare un tuffo nelle acque trasparenti della Fanusa.
Quando mi è stata proposta l’opportunità di effettuare alcune immersioni nel Plemmirio ho accolto l’offerta con entusiasmo.
Ho pertanto avuto la possibilità di effettuare delle immersioni in quest’area protetta, che è meravigliosa e ricca di fauna oltre che di vegetazione.
Sono rimasto notevolmente sorpreso, non solo dalle bellezze naturali, ma dalla cortesia e dalla professionalità dell’istruttore che mi ha accompagnato in queste immersioni.
Come ho già detto non era la prima volta che mi immergevo, ma la professionalità ed in particolare la preparazione ed il coinvolgimento da parte dell’istruttore nello spiegare il mondo marino è cosa realmente rara da trovare.
Mi permetto di consigliare, pertanto, a tutti coloro che amano la subacquea, con handicap e non, di fare delle immersioni nell’Area del Plemmirio e di contattare il diving center di Capo Murro in particolare di Fabio Portella ( www.capomurrodivingcenter.it ).

All’Area Marina Protetta del Plemmirio tutto è pensato a misura di disabile: dalla grande imbarcazione con il fondo di vetro, per permettere la visione dei fondali durante la navigazione, dotata di un adeguato spazio per le carrozzine a bordo, al futuro acquario multisensoriale che sorgerà nella sede definitiva del Consorzio Plemmirio. Il cuore pulsante dell’Amp sorgerà in un luogo di rara suggestione ubicato in quel di Ortigia, isolotto del mito entro cui è racchiuso il centro storico di Siracusa città dichiarata patrimonio Unesco, in quella che stata una Caserma storica protesa sul mare. Il centro accoglienza realizzato all’interno consentirà ai diversamente abili di poter interagire con i pesci.
Infine, il progetto più originale, ancora unico nel Mediterraneo: due percorsi subacquei realizzati per non vedenti nella zona di Capo Meli e di Punta della Monache che utilizzano anche il linguaggio Braille per permettere un supporto informativo alla speciale visita sottacqua. Anche chi privo del dono della vista potrà tuffarsi negli splendidi fondali marini dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, in tutta sicurezza, in maniera consapevole e informata. Perchè tutti, ma proprio tutti, siano Liberi di volare in mare.
E’ stata introdotta inoltre, con un opportuno percorso didattico, la figura di Accompagnatore in mare di persone diversamente abili, unica nel panorama nazionale, cui si affianca anche quella di Volontario in Area Marina Protetta.
Anni fa presi il brevetto per le immersioni subacquee, presso la mia città in quanto vi è una scuola di subacquea accreditata al rilascio di brevetti per portatori di handicap.
Il corso fu fatto inizialmente in aula e poi in piscina, sino ad arrivare alle immersioni al lago e in mare.
Ho fatto diverse immersioni in Toscana e in Mar Rosso, ma poi mi sono fermato per diversi anni.

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E’ bello sorprendersi…
Ed è quello che mi è accaduto visitando la Venaria Reale ad una ventina di km da Torino (www.laveneraria.it ), la sorpresa non è stata quella di visitare un magnifico esempio di architettura del XVII, dei suoi meravigliosi giardini, delle opere che vi sono all’interno, ma dall’attenzione che è stata attuata per far si che il pubblico con disabilità possa accedervi.
Un attenzione di questo genere è raro trovarla.
La Venaria pone tra i suoi principali obbiettivi l’accessibilità quale diritto di ogni cittadino di fruire del patrimonio artistico e culturale. Ha predisposto un’azione di verifica dei servizi al pubblico, valutando in particolare le esigenze dei soggetti disabili.

Il progetto nasce dalla consapevolezza che ogni visitatore ha bisogni ed aspettative diverse, per rispondere alle quali è necessario mettere in campo strumenti e modalità di visite adeguate.
Il tenere conto di tutte le diverse aspettative ha fatto in modo di che alla Reggia possano farvi visita ogni tipo di visitatore. Infatti vi è il percorso tattile per non vedenti ed ipovedenti, la video guida per sordi, l’accessibilità per disabili motori e un attività di accoglienza per persone con disagio psichico e disabilità mentale.
Vi è anche la possibilità di poter prenotare la visita, con un guida specializzata nelle differenti esigenti (Tel 011/4992333).
La Venaria Reale è stata inaugurata nell’ottobre 2007, dopo un lunghissimo periodo in cui era diventata una caserma, veniva utilizzata dai Savoia come residenza per “il piacere della caccia” ora è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Non mi era mai capito che, all’entrata di un parco o di un sito archeologico, mettessero a disposizione dei rotellati, un eletroscooter con il quale visitare tutto il giardino, che altrimenti non sarebbe accessibile, in quanto vi sono sampietrini e ghiaia, mentre questo mezzo rende tutto il percorso semplice e comodo, ma anche divertente.



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La prova del nove per quanto riguarda l’accessibilità di una città è quella di provare i mezzi pubblici, già perché prendere un autobus, il metro o il tram può diventare veramente un impresa per un rotellato.
Dopo aver constatato con le mie rotelle che il centro è accessibile, mi avventuro nell’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico di Torino. Da una rapida occhiata, avevo notato che gli autobus e molti tram sono stati sostituiti da poco tempo e pertanto sono accessibili, così come lo sono diverse linee: (www.comune.torino.it/gtt/urbana/disabili/disab.shtml ).
Vi sono però ancora molte pensiline delle fermate da sistemare ed altrettanti mezzi da sostituire, è da apprezzare però l’interesse da parte della GTT verso la mobilità delle persone con disabilità.

Per quanto riguarda la metropolitana, essendo di recentissima costruzione è modernissima e totalmente accessibile, con ascensori in tutte le varie stazioni, appositi posti sui treni ed ingressi non pericolosi, peccato che per il momento la linea attualmente in funzione attraversa delle zone non molto centrali (www.metrotorino.it)

Ci rechiamo dal Lingotto al Museo del Cinema, si trova all’interno della Torre Antonelliana, prendendo 2 autobus e il metro, senza alcun problema, certo sarebbe opportuno che alle fermate vi fossero delle segnalazioni su quali mezzi e linee poter prendere.
Al museo del cinema, in occasione dell’Ostensione della Sindone, vi è la mostra ECCE HOMO dal 26 marzo 2010 al 06/06/2010, vi è la rappresentazione dell’immagine di Gesù nella storia del cinema, con la selezione di fotografie di scena e di lavorazione, di manifesti, di locandine relativi al Cristo nel cinema.
Anche la cancellata esterna della Mole è tappezzata di fotografie di grande formato di film che vanno dal cinema muto alla Passione di Cristo di Mel Gibson, dal Gesù di Zeffirelli a Jesus Christ Superstar. (www.museocinema.it)
Tutto il museo è “rotellabile” così come lo è l’ascensore di vetro che porta al terrazzo per vedere Torino dall’alto.
Dopo questa immersione cinematografica, si è fatta notte e Torino acquista un maggior fascino presentandosi come la “ville lumiere” italiana….

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Altra giornata, altro giro… l’eductour di turismabile.it (www.turismabile.it) prosegue con la visita al Lingotto e alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli.
Il Lingotto era la fabbrica della FIAT, dove è stato dato l’avvio al montaggio a catena in Italia, da lì è partito il rilancio del dopo guerra, poi ovviamente i tempi cambiano e il Lingotto è passato da fabbrica a centro di varie attività, con all’interno centro commerciali, spazi espositivi, un enorme auditorium, il politecnico e alberghi (alloggiavo nell’accessibilissimo “Le Meridien”, certo è un quattro stelle, ci mancherebbe pure che non lo sia).
L’esteriorità della fabbrica è rimasta, le sue enorme vetrate e il suo scheletro sono come quando al suo interno si montavano le 500 e le 126, ora invece c’è di tutto di più, dall’arte allo shopping.
Sul tetto del Lingotto, ovvero nello “scrigno” come l’ha chiamato il grande progettista Renzo Piano, è aperta in via permanente al pubblico la Pinacoteca Agnelli, con una collezione di opere d’arte che spaziano dal ‘700 al ‘900, da Matisse a Modigliani, da Tiepolo a Severini.
Siamo stati accolti dalla gentile direttrice della Pinacoteca e abbiamo avuto il piacere di essere immersi tra le opere del Canaletto, di Matisse, di Picasso con la spiegazione di una appassionata guida.
Fuori dallo scrigno si trova “La Bolla” una struttura tutta di vetro che viene utilizzato per riunioni molto importanti.
Da un piano all’altro si utilizzano dei panoramicissimi ascensori di vetro, che danno una bella prospettiva di Torino ed è inutile sottolineare che tutto il complesso è accessibile.
Finito il giro della collezione Agnelli, si prosegue a visitare la mostra temporanea “The museum oh everything” aperta dal 01 aprile al 29 agosto 2010.
Devo essere sincero, non amo i musei, mi annoio velocemente, sicuramente per mia ignoranza, quindi capita spesso che non veda l’oradi uscirne.
Ma per “The museum oh everything” è stato amore a prima vista, mi ha subito colpito al punto che sarei rimasto ore al suo interno, a guardare delle opere d’arte che non sono opere d’arte e ad ascoltare e poi immaginare la vita e il “mondo fantastico” in cui vivevano questi “artisti” pieni di ossessioni.
L’ennesimo conflitto tra follia e normalità in questa mostra prende piena coscienza, cercare di comprendere (senza alcun risultato tra l’altro), quando un ossessione diventa artistica e quando è solo patologica, quando può essere considerata oggetto d’importanza artistica e quando solo una prova di una malattia mentale.
Quando un guardone o un presunto pedofilo possano diventare “degni” dal punto di vista artistico e quando le loro “opere” sono solo la “prova” di una malattia mentale.
Ma molto probabilmente questa mostra non dev’essere vista con questi occhi e pregiudizi, ma solamente immergendosi in un mondo lontano dalla nostra razionalità. James Brett ha trasferito al Lingotto il suo museo di ogni cosa (www.musevery.com), possiamo trovare castelli in aria, sottomarini mistici, tram costruiti con lattine, bambole viste come piccole lolite.
Opere di carcerati, di bambini medium, di persone ricoverate in ospedali psichiatrici, di senza tetto.
Storie come quella di Aloise (governante) che s’innamora follemente di Guglielmo II che venendo allontanata dalla corte, sprofonda nella schizofrenia disegnando un mondo che nella realtà ha conosciuto ma che nella sua follia si trasforma in una regina.
Diagrammi di un artista ossessionato dai numeri oppure autoritratti da chi ha l’ossessione delle armi.
Ne esco rapito dal mondo dove ogni cosa alla fine trova il proprio posto….

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L’eductour di turismabile (www.turismabile.it) prosegue con la visita alla Sacra di San Michele (www.sacradisanmichele.com), monumento simbolo del Piemonte ma soprattutto simbolo dell’accessibilità.

Questo luogo, arroccato sulle cime del monte Pirchiriano in Val di Susa (a 40km da Torino) vi è una abbazia del ‘980 costruita tra le rocce, con un vista panoramica a dir poco eccezionale, dal 1836 vi sono i padri rosminiani che sorvegliano la Sacra.

Mentre si arriva e la si vede in lontananza colpisce per la sua magnificenza e il suo arroccamento, pare impossibile che un tale monumento possa essere accessibile ai normodotati figuriamoci a rotellati.

Nel 2000 (per il Giubileo) sono stati costruiti due ascensori che permettono di arrivare in cima, dove vi è la Chiesa, inoltre vi è un percorso totalmente accessibile con scivoli di moderata pendenza che danno la possibilità di effettuare un bellissimo percorso intorno all’abbazia.

Mi ha molto colpito come la costruzione degli ascensori e degli scivoli non abbiamo per nulla deteriorato il monumento, pare persino che siano sempre stati li, nei millenni… Questo significa che quando si vuole e si è in grado di fare degli ottimi lavori di accessibilità, possono tranquillamente non essere in contrasto con l’arte e la storia.
Ovviamente si perde la scalinata dei morti, ma poco male perche quando si raggiunge la parte alta, si ha la possibilità di avere una veduta a dir poco sorprendente, in cui si possono ammirare le vette innevate delle Alpi, ovviamente questa possibilità dipende dalle condizioni atmosferiche.




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