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Le spiagge di Zante. Il relitto nella caletta

Grecia

Sull’isola di Zante (Grecia) c’è una delle spiagge a ragione ritenuta tra le più belle del mondo. Di sicuro è una di quelle più fotografate. Si tratta della Spiaggia del Relitto Zante è una delle tante e belle isole della Grecia. Per le quali è quasi impossibile stilare una classifica: le isole greche – grandi o piccole che siano – sono sempre splendide. Ce n’è per ogni gusto: le isole più piccole e meno frequentate, o quelle più famose dove si va per il mare e per il divertimento. E Zante che isola è? L’isola di Zante – Grecia Zante si trova nel mar Ionio, vicino il Peloponneso (nota a margine: a Zante è nato il poeta Ugo Foscolo). È una delle isole greche più vicine all’Italia. Inutile aggiungere: bellissima. Soprattutto per quella perla inestimabile: una delle spiagge - a detta di molti - più belle del mondo. Le spiagge di Zante:  Navagio o la Spiaggia del Relitto La Spiaggia del Relitto – che in realtà si chiama Navagio – compare ormai su tutte le copertine estive delle riviste di viaggio. Un mare che dirlo turchese è poco, una sabbia dal biancore accecante. Le pareti di roccia bianca che si immergono verticali nello Ionio. E sulla spiaggia il relitto di una barca di contrabbandieri naufragata nel 1983 e da allora rimasta a morire di fronte al luccichio dell’acqua. Le spiagge di Zante – come arrivare sulla Spiaggia del Relitto La Spiaggia del Relitto di Zante è raggiungibile solo via mare. Bisogna salire sui piccoli taxi-boat che partono da Porto Vromi. Le spiagge di Zante – come fotografare la Spiaggia del Relitto La Spiaggia del Relitto va vista e fotografata dall’alto. Solo così se ne coglie la bellezza più completa. Come farlo? Esiste una terrazza panoramica da cui si gode la vista migliore di questa spiaggia: per raggiungerla è necessario percorrere la strada asfaltata tra i paesini di Volmes e Anafonitria. Arrivati sulla terrazza quello che si vede è… Vi affascina l’idea di viaggiare seguendo i nostri consigli? Cliccate qui per prenotare voli e hotel. Troverete le offerte più convenienti per le vostre vacanze sull'isola di Zante

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Isole

Fontane, vasche, ruscelli. Orchidee, alberi esotici, ninfee giganti. Il parco dei Giardini La Mortella a Ischia è una specie di giardino delle meraviglie. Tutto merito di un Sir inglese Imperdibile per chi è in vacanza a Ischia una visita al parco dei Giardini La Mortella: una delle cose più belle dell’isola (a parte il mare e le terme e…) Giardini La Mortella, Ischia– la storia Il parco dei Giardini La Mortella fu voluto dal compositore inglese Sir William Warton e dalla moglie di questi Lady Susana e porta la firma del paesaggista Russel Page. Giardini La Mortella, Ischia – cosa vedere Il Parco dei Giardini La Mortella si trova nel territorio del comune di Forio. Si sviluppa su circa due ettari di terreno divisi in due zone con oltre 3mila specie di piante rare ed esotiche. La parte più bassa dei Giardini La Mortella fu concepita da Russel Page come un’area subtropicale, ricca di vegetazione acquatica grazie a fontane, vasche e ruscelli. E qui si riconosce l’intuizione geniale del paesaggista: giochi di prospettive e angoli incantati dove ammirare orchidee, ninfee giganti e alberi esotici. Salendo, invece, si arriva alla parte dei Giardini La Mortella curata da Lady Walton. Qui si trovano costruzioni originali, come il Tempio del Sole e la Sala Thai. Ma anche il Museo, con i cimeli di Sir William, le foto di Cecil Beaton e un teatrino di Lele Luzzati. Inoltre, nel Teatro Greco si svolge una prestigiosa stagione concertistica, di musica sinfonica e da camera. Giardini La Mortella, Ischia – apertura Il parco dei Giardini La Mortella di Ischia è aperto da aprile a ottobre. Per info: www.lamortella.org Gli altri articoli dedicati a Ischia: La villa di Luchino Visconti a Ischia I giardini di Poseidon Forio d’Ischia: il borgo della cultura I giardini Ravino – Forio d’Ischia Primavera sull’isola di Ischia Le spiagge più belle di Ischia Guida di Ischia Nel video qui sotto potete invece vedere un altro parco che si trova nel comune di Forio d'Ischia: quello dei Giardini Ravino
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Isole

Non occorre andare troppo lontano per cercare il paradiso in terra. Basta visitare una delle tante piccole isole italiane: pochi chilometri quadrati in mezzo al Mediterraneo dove il mare è trasparente, le spiagge bianche e gli abitanti... pochi Filicudi, Alicudi, Procida, Ventotene, Palmarola e Giannutri: piccole isole  italiane dove fuggire dal mondo e dallo stress, ma senza andare troppo lontano. Passando le giornate in costume, tra spiagge, relax e pesce fresco. Isole italiane. Piccole e solitarie (La photogallery dedicata alle piccole isole italiane) Piccole isole italiane – Giannutri Giannutri, insieme a Montecristo, Pianosa, Gorgona e Capraia (le altre piccole dell’Arcipelago Toscano),  di fronte l'Argentario, tiene alla larga il turismo di massa anche ad agosto. Tutta la bellezza dell’isola è racchiusa in 5 chilometri di lunghezza e in appena 500 metri di larghezza! Giannutri è un Parco Marino e i suoi fondali sono meta di escursioni subacquee, non solo per la loro bellezza naturale ma anche perché custodiscono ancora oggi relitti risalenti all’epoca romana. Lungo il litorale dell’isola non si incontrano spiagge di sabbia, ma solo rocce e acque cristalline. Cala Splamatoio e Cala Maestra sono le due spiagge di ciottoli, liberamente accessibili e non soggette al controllo delle autorità che proteggono il parco. Piccole isole italiane – Filicudi Filicudi è la più selvaggia delle Eolie. Se le due spiagge di Porto e Pecorini sono le più frequentate, quella di Capo Graziano è piena di calette appartate dove rifugiarsi in pace. Il simbolo di Filicudi è la Canna, un faraglione di 74 metri di altezza che emerge dal mare, a testimonianza di un’antica eruzione lavica sottomarina. Piccole isole italiane – Alicudi Ad Alicudi, invece, non esistono strade, ma solo mulattiere, dove ancora oggi gli asinelli trasportano valigie e carichi pesanti. Dominata dal Filo dell’Arpa, raggiungibile con 700 gradini immersi tra ulivi, capperi e viti, l’isola è abitata solo sul versante meridionale e conta meno di 100 residenti. Le spiagge sono di ciottoli, e quelle raggiungibili da terra si concentrano tutte intorno alla zona abitata del porto. Piccole isole italiane – Ventotene Popolata dall’età del Bronzo, Ventotene era considerata un luogo di fuga fin dall’epoca dei Romani, che scavarono un porto direttamente nelle pareti di tufo, al riparo dalla forza dei venti. E proprio Eolo, il dio dei venti, dà il nome alla Punta che è uno dei luoghi più belli dell’isola, dove ancora oggi sono visibili i resti di Villa Iulia, la residenza che Augusto costruì per l’esilio di sua figlia. Esilio ieri, privacy oggi, anche per tutti quelli che cercano pace a due passi da casa. Il borgo dai vicoli stretti e dalle case colorate è merito, invece, di Ferdinando IV di Borbone: qui si trova la Chiesa di Santa Candida e il Castello. La piazza che sorge ai suoi piedi è oggi il “salotto” della città, dove gli abitanti si danno appuntamento. Piccole isole italiane – Procida Procida è la più piccola delle isole campane, un posto perfetto dove trascorrere una vacanza sulle orme del postino Massimo Troisi, che in questo eden di tranquillità consegnava le lettere a Pablo Neruda. La bellezza della cittadina è ancora più evidente dalla Terra Murata, l’antico insediamento difensivo sul promontorio. Da questa altezza si ammirano le tre marine: Corricella, Marina Grande e Chiaiolella. Nel numero in edicola della rivista Marcopolo - Diari di Viaggio trovate uno speciale dedicato alle isole italiane: come arrivare, come muoversi, dove mangiare e dove dormire
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Nord

La blogger Arianna Serra - di origine piemontese - racconta del borgo di Saluzzo, in Piemonte. Immerso in un territorio tutelato dall'Unesco per la sua bellezza e la sua valenza storica Il Comitato Mondiale dell’Unesco ha recentemente deciso di proclamare la zona delle Langhe, del Roero e del Monferrato patrimonio mondiale dell’umanità. Io da monferrina doc, originaria di  Agliano Terme, un paesino a circa 20 km da Asti, di vestigia medioevali, non posso che esserne orgogliosa. Ma c’è un altro paese in questo magnifico territorio che è entrato per sempre nel mio cuore: si tratta di Saluzzo, capitale di un antico e potente marchesato, riuscita nell’arduo compito di conservare pressoché intatto il suo centro storico medievale. Saluzzo - Cosa vedere In Piazza Castello, dominata dalla Castiglia, per quattro secoli residenza dei Marchesi di Saluzzo e adibita a carcere dal 1825 sino al 1992, gli appassionati di storia potranno visitare il Museo della Civiltà Cavalleresca e uno straordinario Museo della Memoria Carceraria (aperti dal 1 aprile al 30 settembre 2014 h. ore 15 – 19; Ingresso: euro 7,00   ridotto euro 3,50). Discendendo verso il Belvedere, gli appassionati di architettura gotica potranno ammirare il complesso della Chiesa di San Giovanni con l’annesso chiostro, fino alla costruzione del Duomo (1491) l’edificio religioso più importante della città (orari di visita gratuita della chiesa: 8 - 12 / 14.30 - 19 eccetto durante le funzioni religiose. Chiostro: lunedì ore 10-12 /15-19  da martedì a domenica ore 10-19). Casa Cavassa, sede del Museo civico di Saluzzo dalla fine dell’Ottocento, è poi un esempio di casa-museo tra i più interessanti d’Italia. Seguendo il percorso museale che si snoda all’interno dell’edificio è infatti impossibile non essere attratti dagli stemmi, emblemi, motti disposti con funzione celebrativa dalla Famiglia Cavassa (il cui emblema è un grosso pesce di fiume) e poi dal Marchese Emanuele d’Azeglio, nipote dello scrittore Massimo, ministro a Londra tra il 1850 e il 1876 e  uno dei maggiori collezionisti d’Inghilterra. Saluzzo - Cosa mangiare Le Langhe, si sa, sono anche (e forse soprattutto) meta per il turismo enogastronomico. A Saluzzo è difficile resistere ai formaggi freschi, le paglierine, e a quelli d’alpeggio, come il celebre Toumin dal Mel, formaggio di latte vaccino prodotto nel piccolo comune limitrofo di Melle, ad un bel piatto di agnolotti, versione piemontese dei ravioli che, si dice, siano stati inventati per la prima volta proprio in questo territorio per festeggiare la conclusione di un assedio, alle carni rosse e alla gallina bianca, e alle paste di meliga, chiamate qui “batiaie” perché tradizionalmente offerte in occasione della festa di battesimo. Il tutto, ovviamente, accompagnato da ottimo  vino: questa è infatti la terra di uve pelaverga, quagliano e del famoso nebbiolo. Saluzzo - Eventi Infine sfatiamo un mito: Saluzzo è per anni stata considerata un “salotto chiuso”, riservato a pochi intimi. Forte della recente nomina a territorio patrimonio dell’Unesco, molti sono gli eventi di promozione turistica che si susseguono tutto l’anno in calendario. Un esempio da segnare subito in agenda? Saluzzo Estate, che prevede per tutti  week-end da giugno ad agosto 2014 spettacoli di musica ed artisti di strada e aperture straordinarie e gratis di tutti i musei saluzzesi. di Arianna Serra - AKA Arianna The Travel Planner
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